Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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mercoledì, 22 luglio 2009

Chi infonde sogni nei miei?
Io non mi fido più di nessuno.
postato da: meriggio alle ore 16:13 | link | commenti
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C'è chi lascia i balconi con le piante al sole e parte. Le tapparelle abbassate e i vasi fioriiti.
postato da: meriggio alle ore 14:18 | link | commenti (3)
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lunedì, 20 luglio 2009

Estate

Adoro l'estate, le mattinate fresche come queste, la penombra nelle stanze, i vestiti leggeri e la pelle abbronzata.
E' un tempo che invita alla lettura, alla scrittura e allo studio. Una volta erano gli esami all'università a impegnare la mattinata, accanto ai libri, non mancavano la tazzina da caffè e le sigarette. Oggi il caffè è rimasto, le sigarette un po' meno. Internet e la corrispondenza on-line occupano il tempo.
postato da: meriggio alle ore 10:51 | link | commenti (1)
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lunedì, 01 giugno 2009

Un luogo per ciascuna ora del giorno

La mattina mi muovo tra la camera da letto, la cucina e lo studio. Un luogo per ciascuna parte della gionata.
Non andrei mai a sedermi sul divano in salotto, appena sveglia. Dopo il caffè, mi rimetto a letto a leggere. Tutt' al più mi siedo al tavolo della cucina e leggo qualche articolo del giornale del giorno prima.
Al divano spettano le prime ore pomeridiane e quelle della sera. Un luogo per ciascuna ora del giorno.
postato da: meriggio alle ore 07:13 | link | commenti (10)
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lunedì, 11 maggio 2009

Ma che cercate, ma che volete, ma chi vi manda?
postato da: meriggio alle ore 18:11 | link | commenti (6)
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martedì, 07 aprile 2009

Mi vizia. Appena può mi offre pocket-coffe e cioccottini vari. Quando entra in classe i ragazzi appaludono e lo prendono in giro. Io sono in imbarazzo. Lui sembra avvezzo. Stamattina di nascosto mi ha messo in borsa anche nero-perugina. Poi mi ha chiesto se volessi andare sulla moto. Mi avrebbe accompagnato. Ho risposto che non c'era bisogno. Ci siamo dati gli auguri.
postato da: meriggio alle ore 14:19 | link | commenti (8)
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lunedì, 23 marzo 2009

Che giornatina!
Nel pulmann, con un signore anziano pensionato che attacca a parlare e non capisco dove vuole arrivare. Fa troppe domande  ed io che gli rispondo più per spirito di cortesia e non perchè abbia realmente voglia di fare conversazione con lui. Sarà la solitudine che lo spinge  a chiacchierare, penso tra me e me. Mi dice di essere una persona perbene quando, dopo avermi chiesto che lavoro facesse mio marito, io gli rispondo che non era il caso che lo sapesse. Già aveva risposto alle sue domande, tra una chiacchiera e l'altra, su dove lavorassi e da quale quartiere provenissi.
postato da: meriggio alle ore 15:15 | link | commenti (10)
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venerdì, 20 marzo 2009

"Sono appena le dieci e sono già per strada. Per via Toledo, a pochi passi da Piazza Trieste e Trento, da piazza Plebiscito, da via Chiaia". Ho pensato così, scendendo stamattina dalla funicolare di piazzetta Augusteo.
Stare per strada presto di mattina mi piace un sacco. Ho l'impressione di arrivare prima degli altri, di essere prima degli altri.
postato da: meriggio alle ore 10:26 | link | commenti (4)
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giovedì, 19 marzo 2009

Stamattina sono entrata nella stanza del Monarca per comunicargli che domani mi sarei assentata per una visita specialistica. E' abituato a vedere gente che mente e pertanto non ci ha creduto. Mi ha dato fastidio, detesto che mi si creda una bugiarda, soprattutto sul lavoro. Ma chi se ne frega. Gli porto la giustificazione.
postato da: meriggio alle ore 17:13 | link | commenti (1)
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mercoledì, 18 marzo 2009

Detesto ricevere telefonate frettolose
postato da: meriggio alle ore 20:51 | link | commenti (2)
categorie: stati danimo
domenica, 08 marzo 2009

Ieri sera al Cenaforum ho visto questo
postato da: meriggio alle ore 18:04 | link | commenti
categorie: film
giovedì, 05 marzo 2009

Re Sole

Mi trovo alla corte di Re Sole da diversi mesi.
Non faccio parte della nobiltà di corte, nè di quella di spada, nè di quella di toga. Non posso pretendere alla prima essendo nata nel Terzo stato, non ambisco alla seconda perchè troppo asservita al potere del re. Sono illuminista antelitteram e non posso rientrare tra le fila del clero, anzi guardo con fastidio quella "compresenza" di spirito laico e di spirito religioso che si realizza in una sola ora settimanale, di giovedì. Di rimostranze nei confronti dello spirito religioso ne avrei, sono però pervasa anche da spirito di tolleranza e privilegio il lato umano della Personificazione dello spirito  chiesastico. Soprattutto quando condividiamo l'amore per il mare e le spiagge greche, quelle classiche si intende
Stamattina il monarca è passato per il corridoio, indossava un cappotto nero con un collo di pelliccia. Non ho fatto in tempo a vedere da chi fosse seguito. L'occhio e il pensiero si sono soffermati su quel finto pellicciotto che ha materializzato in me l'immagine di un tipo umano ancora da venire. Ho la capacità di " vedere" il futuro. Nessuno però deve sapere di questa illuminazione. Nessuno capirebbe, nè gli uomini di oggi nè quelli che verranno nel secolo successivo. L'immagine del Monarca si sovrappone a quella di uomini del "pizzino" e bene non so cosa significhi. Forse con il Monarca camminavano Castore e Polluce.
postato da: meriggio alle ore 17:32 | link | commenti (3)
categorie: divertissement
mercoledì, 11 febbraio 2009

 
postato da: meriggio alle ore 14:33 | link | commenti (1)
categorie: musica
martedì, 27 gennaio 2009

Qui continua a piovere. Pomeriggio da Blade Runner.
postato da: meriggio alle ore 18:03 | link | commenti (6)
categorie: musica, film
sabato, 17 gennaio 2009

postato da: meriggio alle ore 13:37 | link | commenti (5)
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domenica, 11 gennaio 2009

L'odore di bruciato

L'odore di bruciato mi fa venire voglia di andare in campagna. Ero in cucina, quando si è bruciacchiato il lembo dello straccio che mi era servito per sollevare il coperchio della pentola che bolliva. L'odore mi ha ricordato la campagna fredda, desolata e irta di alberi di questi giorni. Mi ha ricordato il cortile dove giocavo da piccola, il freddo pungente che arrossava le nostre guance, il braciere dove raggrinzivano le scorze dei mandarini.
postato da: meriggio alle ore 16:10 | link | commenti (2)
categorie: frammenti di memoria
giovedì, 08 gennaio 2009

postato da: meriggio alle ore 16:19 | link | commenti (7)
categorie: film
giovedì, 04 dicembre 2008

Napoli e dintorni

...ma se si vuole fare in modo che etica e politica procedano assieme non ci si deve limitare ai solo cerotti. Non se c'è di mezzo la comunità, la res publica. Quando si ha la certezza di abusi e scorrettezze, non resta altra scelta che far uscire di scena i responsabili e questo, indipendentemente dalle certezze giuridiche. Un partito sa quando un suo dirigente opera bene o male, e non si deve muovere soltanto in applicazione di sentenze dei magistrati. Non deve affidare ai giudici il compito di fare pulizia.
Intervista a Scalfaro su il Corriere della sera di stamattina
postato da: meriggio alle ore 16:18 | link | commenti (9)
categorie: attualitĂ 
mercoledì, 03 dicembre 2008

Ma era il momento giusto per fare questo?
postato da: meriggio alle ore 15:25 | link | commenti (1)
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sabato, 29 novembre 2008

Il caffè, come la pizza, deve essere bollente.
postato da: meriggio alle ore 09:22 | link | commenti (4)
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venerdì, 28 novembre 2008

Ci deve essere stata una sovrapproduzione di vaniglia se la ritrovo in una  crema per le mani, in un profumo, in uno yogurt.
postato da: meriggio alle ore 17:07 | link | commenti (3)
categorie: bazzecola

Sarà una serata tutta casalinga.
Potrei farmi una cioccolata calda. Dovrei correggere dei compiti. Potrei incominciare un nuovo libro, mi è ritornata la voglia di leggere. Ho anche i quotidiani. Stasera, infine, potrei vedere le Invasioni barbariche.
Domani non si va a scuola.
postato da: meriggio alle ore 16:12 | link | commenti (1)
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sabato, 22 novembre 2008

postato da: meriggio alle ore 18:13 | link | commenti (7)
categorie: musica
mercoledì, 05 novembre 2008

Viaggio con l'1

L'1 arriva a Poggioreale, attraversa buona parte della città, congiunge la parte est di Napoli con il centro, la city per chi ama l'enfasi. Fa un movimento circolare. Arriva a piazza Vittoria, riparte, attraversa la galleria, accompagna i passeggeri in visita alle isole o i pendolari al molo Beverello, prosegue per via Marina fino al corso Garibaldi, per attraversare l'omonima piazza, la zona della stazione. Le fermate, qui, ma lungo l'intero percorso del pullman, sono di solito molto affollate. Gente semplice, quella che lavora ogni mattina e che lascia la propria casa per raggiungere il posto di lavoro. Straniera, se viene da altri paesi e ha l'aliscafo, il treno o la Cumana che l'aspetta. Strana e stranita, quella che affolla tutte le stazioni delle grandi città. Sono i poveri che vivono ai margini del mondo e che vedo attraverso i finestrini del pullman. Sono quelli che si fermano per strada e parlano da soli, stracci lerci addosso, giacche cascanti, buste con qualcosa da mangiare, sono quelli che vivono per terra, sulle aiuole che fanno da letto, cartoni intorno, ancora altri stracci sparsi a terra. Qualche giorno fa non ero l'unica nel pullman che la guardava, era per terra, la schiena appoggiata al muro, in una mano un bicchiere di plastica, dal colore sembrava caffelatte, nell'altra mano qualcosa di simile ad un piccolo specchio con il quale parlava a se stessa, o all'altra da sè che vedeva riflessa. E poi gente nera, cinese o rom. Colori sgargianti, carrelli con la merce che vengono trascinati lungo la strada. Un viavai di persone lungo i marciapiedi. Un formicaio umano che avanza in ogni direzione.
Alle spalle del carcere si trova il centro direzionale. Svettano i palazzi di Giustizia e del Tesoro. Ad un certo punto del percorso, nel pullman si riconoscono gli avvocati o quelli che bazzicano in questo settore. Hanno giacca e cravatta e gonfie borse da ufficio. Prima di arrivare al centro direzionale si costeggia il lungo muro del carcere. Poggioreale. In certi giorni fuori alla porta d'ingresso c'è una lunga coda. Sono soprattutto donne. Mamme, sorelle, mogli. L'abbrutimento fisico arriva agli occhi prima di quello morale. Alcune di esse prendono l'1 e spesso chiedono dove sia la fermata. Domandano ad alta voce, le parole spesso sono veicolate attraverso suoni sguaiati.
A volta capita di assistere a discussioni che nascono per uno di questi commenti a voce alta. Può essere un ritardo del pullman, oppure il climatizzatore troppo basso o troppo alto. E allora una babele di considerazioni qualunquistiche si innalza e scema dopo qualche fermata, solo quando qualcuno dei personaggi alla De Crescenzo scende e se ne va.
postato da: meriggio alle ore 18:44 | link | commenti (12)
categorie: frammenti di vita
martedì, 04 novembre 2008

Antonio Di Pietro «Dell'Utri - dice l'ex pm - non ha mai sconfessato se stesso, vede nei mafiosi degli eroi, lo ha sempre detto, è la sua cultura».
postato da: meriggio alle ore 15:48 | link | commenti (6)
categorie: citazioni, attualitĂ 
domenica, 02 novembre 2008

Perchè lui non è basso: è diversamente longilineo.
Marco Travaglio su L' espresso
postato da: meriggio alle ore 17:57 | link | commenti (4)
categorie: citazioni, attualitĂ 
sabato, 01 novembre 2008


Basta una corsetta in villa e sul lungomare,  con un cielo indeciso, un mare schiumoso e nero per ritrovare la voglia di fare. Questo è il mare di Capri. Zona Faro.
postato da: meriggio alle ore 09:54 | link | commenti (7)
categorie: stati danimo
giovedì, 30 ottobre 2008

Così se ne vanno gli uomini che proprio non riescono a fare tutto quel che si vuole da loro: farfalla in gioventù e bacherozzo alla fine.
Cèline, Viaggio al termine della notte.
postato da: meriggio alle ore 16:04 | link | commenti (5)
categorie: citazioni, stati danimo
mercoledì, 29 ottobre 2008

Ieri sera sono stata alla presentazione di Napoli dei molti tradimenti di Adolfo Scotto Di Luzio alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Claudio Velardi, Marco Demarco, Paolo Macry e Titti Marrone ne hanno parlato con un pubblico attento ma anche strampalato per gli interventi di alcuni anziani ascoltatori. Sono state dette molte cose, alcune forti e degne di ulteriore sviluppo, magari in altra sede. E' un libro che ci colloca fuori dagli stereotipi prodotti su Napoli ed è questo, secondo me, un grande pregio, anzi tesi forte del libro è che proprio l'eccessivo raccontare di Napoli e su Napoli ha nuociuto molto alla città.
Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno ha colto, a ragione, il significato del libro nel suo porsi oltre i consueti schemi dualistici (Inferno- Paradiso, borghesia- plebe, luce-ombra). E' un libro con una visione pessimistica, e arriva quando il sentire comune della città è piuttosto basso, ma ben vengano sempre le opere di disvelamento o di verità.
Concludo con una nota personale che mi viene in mente ora, mentre rifletto su quanto sto scrivendo. Io questa città ho incominciato ad amarla veramente solo da qualche decennio, (sono nata e cresciuta in provincia) sebbene già a quattordici anni ne respirassi l'aria, frequentavo allora un noto liceo napoletano, comunque il mio contatto con la città era parziale. L'università (filosofia) poi, mi faceva percorrere mentalmente altri sentieri. Percorsi europei, mitteleuropa soprattutto. Il mediteranneo come metafora, ma non solo, è stata una scoperta post-università. Insomma mi viene il dubbio che tante altre possibilità sono state negate alla nostra città, in nome di quella presunta dimensione dualistica che per troppi anni ha predominato come schema mentale e politico. Forse ha ragione Scotto Di Luzio, Napoli è stata fin troppe volte tradita.
postato da: meriggio alle ore 20:24 | link | commenti (2)
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lunedì, 27 ottobre 2008

Il postoemezzo e la musica maghrebina

Musica maghrebina sul n.1, con il cellulare, voce alta.
I due ragazzi che l'ascoltano provengono da un altro paese. Le persone che gli stanno intorno non fanno caso, nè sono infastidite. A me piace, e, penso che il motivetto che si diffonde nella parte anteriore del pulmann climatizzato sia il giusto sfondo musicale per questa giornata ancora calda, una giornata lavorativa iniziata tardi e terminata presto. Le aule erano deserte. Gli alunni sciamavano ancora sui motorini, quando sono arrivata.
Sul pulmann divido il postoemezzo dapprima con una signora anziana, con diversi scatoloni tra le mani. Mi dice che le fanno male le ginocchia. Ha insistito lei che mi sedessi al suo fianco, io glielo avrei ceduto per intero, il postoemezzo. Scende dopo un po', e cede il posto ad un'altra signora. Questa parla di Trento con il suo accompagnatore, lui parla di Napoli come di una città seviziata. Scendono di fronte al porto.
postato da: meriggio alle ore 15:28 | link | commenti (8)
categorie: frammenti di vita