Via Chiaia. Passeggio per via Chiaia, sotto la calura di fine luglio, tra gente indaffarata negli ultimi acquisti. Tra turisti che chiedono cosa possono vedere in poco più di quattro ore. Sono, qui, di passaggio, e hanno poco tempo, sembrano più incuriositi dai quartieri, dalla gente che vive lì, una parte dei napoletani. La donna mi sorride e capisce che deve tenere gli occhi aperti. La città è viva, certo. Come sempre. E via Chiaia è diventata più bella, rinnovata nella pavimentazione, nelle panchine, negli alberi che qualche negoziante innaffia, con impegno, tutti i giorni. Non raccoglie, però, le tante cicche di sigarette, che sono proprio lì, sul terreno, dove sono piantate le radici dell'albero.
Vita d'albergo. Mi capita, quando il mio lavoro e la mia famiglia me lo consentono, di accompagnare mio marito, in giro, per lavoro. Di vedere e incontrare scrittori, cantanti, attori, nomi noti e meno noti, a volte (udite, udite) anche premi Nobel. Di assistere alle conferenze-stampa e anche a qualche imprevisto evento mediatico. Mi incuriosiscono soprattutto gli scrittori e gli attori. Mi piace vederli da vicino, sentirli parlare, osservarli mentre mangiano, mentre fanno conversazione, mentre ti guardano, mentre gestiscono il loro rapporti con le gente comune. Sono occasioni di crescita, di conoscenza di un ambiente lavorativo diverso dal mio. Ne colgo le differenze. Non mi piace seguirlo sempre, perchè ho i miei impegni di lavoro, e perchè non mi va di essere la moglie di..., per quanto io sia, anche, la moglie di...
Ma, quello che mi piace di pù, sono gli alberghi. Le stanze da letto degli alberghi, i bagni e la prima colazione. Mi piace lasciare il letto sfatto, dove poco prima si è fatto l'amore, e ritrovarlo in ordine.
Leggere. Tra un pò finisco di leggere "La vita quotidiana a Napoli ai tempi di Masaniello" di Nino Leone. Un suggestivo viaggio nella Napoli del Seicento. Un percorso storico che si snoda tra classi sociali, struttura urbana, economia, vita culturale e religiosa. Ogni aspetto di questa poliedrica città, viene indagato con dovizia di particolari, con un linguaggio facile e divulgativo. I riti, le usanze, il cibo e altro fanno da sfondo al mito di Masaniello.
Per poi scoprire che, dal seicento ad oggi, poche cose sono cambiate di questa città.
Ma voi, non vi state sciogliendo come un cubetto di ghiaccio?? A me tra un pò mi raccoglieranno con un cucchiaino.
Un saluto speciale ad Ariachiara e ad Alf.
Citazione rubata:
La lingua è un'impronta, l'impronta maggiore della nostra condizione umana.
Octavio Paz
Rido, mentre scrivo, perchè prima che si aprisse la pagina per fare un post, sono comparse due paroline " Sii paziente!". Le leggo come un segno, un segno positivo, da qui anche il titolo del post. E sì, ne occorre di pazienza nella vita! Dopo aver letto un messaggio di un carissimo amico, sulla nostra comune e precaria situazione lavorativa, mi è venuta la solita voglia di fare a cazzotti, contro ignoti. Prendere a pugni qualcuno, non so chi, oppure prendere a pugni qualcuno come simbolo di qualcosa. Che so, una certa Signora, una Donna, una manager. Sputarle in faccia, a lei, e a quelli come lei. Ma vedi tu, se uno per fare un cazzo di lavoro che non ti arricchisce manco un pò deve penare tanto!! Ci dovrebbero baciare i piedi, stì coglioni!! Con chi cazzo credono di avere a che fare. Abbiamo famiglia e figli e una vita, una vita. Lurido paese di merda. Non sono stata paziente, lo so. Oggi sono così.
Seleziono i film di questa sera su Sky:
alle 21: Calendar girl.
alle 21.15: In my country.
alle 21.30: The hours.
alle 22.55: La ragazza con l'orecchino di perla.
alle 23.03: Cape fear.
alle 23.05: E' già ieri.
alle 23.35: Calde fantasie.
alle 00.20: Il gatto nero.
alle 0030: Cattivi pensieri.
Escluderei subito il film sul calendario delle vecchiazze. E' quello, no? The hours e Cape fear, li ho già visti, così pure E' già ieri, tentativo mal riuscito di remakizzare Ricomincio da capo. Resta In my country, La ragazza con l'orecchino di perla e gli ultimi tre notturni. Calde fantasie, no, già son troppo "calda" io, non solo per i 30 gradi! Il gatto nero, mi sa di Edgar Allan Poe, Cattivi pensieri, chissà, ma c'è ne bisogno?
Aria africana, caldo torrido, sbarchi a Lampedusa. Voci d' Africa.
Bellemou: "Huaria", dolce e struggente, suprema, una morsa nello stomaco e una voglia di amare all'infinito.
Idir: " A Tulawin", notturno in una tenda.
Khaled: "Aicha", malinconica, un' estate nel Cilento.
Abdel Ali Slimani: "Mraya", voglia di perdersi in una medina.
Youssou N' Dour: "Chimes of freedom", voce inconfondibile.
Angelique Kidjo. " A child is born", l'amore sulla spiaggia di Elafonissi.
Ancora Bellemou: "adieu l'amour" vado in Africa.
Suggestioni.
Ho girato un'altra pagina. Quella del libro del mio lavoro. Ho concluso un capitolo e una storia. Tra qualche giorno, mi auguro, ne inizierà un'altra. Apparentemente uguale, solo apparentemente. Intanto l'incognita ha una funzione: quella di elettrizzare il mio animo, e di contro, anche quello di minarlo. Devo convenire con chi parla di opposti desideri, di fragilità, di liquidità nelle relazioni umane e professionali, di difficoltà, se non addirittura, di impossibilità a conciliare gli...inconciliabili. Sì, le cose vanno in questo modo. I contrasti, però, in me, convivono. Lo fanno alla maniera di chi occupa un territorio, sapendo di doverlo spartire con un altro, e che è d'obbligo l'indifferenza, la non interferenza, per non confliggere e deflagrare.
Fa piacere ricevere i complimenti per il lavoro svolto durante l'anno, e per come li ho educati. Li ha fatti solo a me. Mi piace pensare al significato originario di questa parola, nel senso di come li ho "condotti". Abbiamo avuto in comune un segmento nelle nostre vite. Ci siamo "incontrati", condividendo i numerosi, ma non infiniti, puntini che compongono un segmento.
Chiuso per ristrutturazione ...mentale.
In attesa di novità, aggiornerò poco il mio giornale personale.
Forse questa pausa durerà qualche giorno, forse qualche settimana. Non lo so. Sono pensosa e meditabonda e poco incline alla corrispondenza in rete. Nulla di veramente serio è accaduto, assecondo la mutevolezza dei miei stati d'animo. Tutto qui.
Quando avrò le parole per dirlo ( Che cosa poi?!! Le parole per dirlo è anche il titolo di un famoso libro di Marie Cardinal che ho letto ai tempi del liceo), allora ritornerò, come Ulisse ad Itaca (suono di tromba).
Le persone che amo mi sono vicine, e io a loro. Nel frattempo mi dedicherò alle mie letture. Questa volta, voglio da me un percorso ben costruito e mirato, e non il solito zigzagare.
Ci sarà anche il tempo per il mare e per il sole, soprattutto all'inizio di questa settimana.
Tutto qui.
Un segno. Un enigmatico segno. Mica tanto enigmatico poi.
Un modo per rientrare in rete. Dopo un' improvvisa afasia. Momenti che si attraversano e che poi passano.
Giornata intensa e importante.