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Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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sabato, 31 dicembre 2005

Le intermittenze di un discorso

..............amore per le parole ............. koinè ............................... lontananza fisica ............................... riproduzione ................................................ frammenti di ....................................... speranze, illusioni ...............................conflitti interiori ............................... vita ............................. e che sia un anno migliore per tutti.

31 dicembre 2005

 

postato da: meriggio alle ore 07:41 | link | commenti (5)
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giovedì, 29 dicembre 2005

Sono in vacanza?

Ma certo che lo sono. Non siate invidiosi, le nostre pause sono lunghe, i nostri tempi sono lenti e intensi ( a dispetto di chi li vorrebbe rapidi e fuggevoli). Quell'impiccione del mio macellaio, proprio ieri, sottolineava ancora i dieci e passa giorni di vacanza che mi attendono. Stamattina sono andata in giro per il quartiere, con le buste della spesa in una mano e con l'ombrello nell'altra, e tra un pò farò lo stesso. Ho incontrato il senegalese (quello che vuole vendermi un libro al giorno) appostato alla Feltrinelli che mi ha riconosciuto e mi ha chiesto come avessi trascorso il Natale e io di rimando gli ho domandato come fosse andata a lui. Mi ha risposto di essere stato a Roma dai suoi amici. Domani acquisterò un libro, sarebbe la seconda volta. Se ci sarà una terza, questa sarà a Pasqua. Sono entrata alla Feltrinelli e ho trovato un'atmosfera piacevole e distesa. Nei giorni scorsi, a parte il fatto che non dovevo comprare niente lì, ho visto, dalle vetrine che affacciano sulla strada, una folla che scoraggiava chi come me voleva solo curiosare. Stamattina ho adocchiato un libro dal titolo accattivante "La notte dei calligrafi" scritto da una giovane scrittrice Jasmine Ghata. A meno che qualcuno non me lo regali, sarei tentata dall'acquisto. Sempre a proposito di libri, ho tra le mani " Questo non è una pipa", il famoso saggio di Michel Foucault dedicato all'altrettanto famoso quadro di Magritte, "Ceci n'est pas une pipe". Rappresentazione non significa realtà, l'immagine di un oggetto non è l'oggetto stesso, ci disse allora Magritte. La pipa del quadro non si può fumare così come le mele delle nature morte non si possono addentare. Insomma è il discorso sui segni, la differenza tra significato significante e referente. Ceci n'est pas une pipe.
postato da: meriggio alle ore 17:31 | link | commenti (7)
categorie: leggere, nota personale
martedì, 27 dicembre 2005

Due battute

Non suscitiamo inutili speranze nei detenuti...

 

Minchia... disperati ci vogliono...

 

(da un giornale che non vale la pena nominare. Però la vignetta è carina)

postato da: meriggio alle ore 16:32 | link | commenti (3)
categorie: bazzecola
lunedì, 26 dicembre 2005

Sulla nativitĂ 

Ho letto su "Il Mattino" di venerdì 23 dicembre questo racconto di Erri De Luca, che non è tra i miei scrittori preferiti, nonostante io abbia postato stralci dei suoi libri. A me gli scrittori devono stupire perchè dissacranti alla Philip Roth, cervellotici alla Javier Marias, taglienti alla Paul Auster per citarne solo alcuni. De Luca mi lascia poche cose, cionondimeno mi considero una sua discreta stimatrice. E l'ammirazione è aumentata quando ho letto " Natività la versione di Miriam". Mi è piaciuto perchè a raccontare la nascita di Gesù è MIriam (Maria), a lei viene dato per una volta il diritto di cronaca,, il diritto di scrivere quella notta, di dire che " il più grande miracolo fu che lo misi al mondo tutta sola, fu che seppi, lì e in quell'ora, esattamente cosa fare e come." Perchè Giuseppe accetta la gravidanza sorretto da un amore superiore a quello di Miriam e infine perchè commuove questa donna che desidera per suo figlio un destino diverso, un destino uguale a quello di tanti altri uomini, scandito dalla nascita, dalla paternità, dalla vecchiaia e dalla morte. Uomo tra uomini.

Il racconto inizia così: Le donne mi raccomandavano l'aborto: "Vuoi farti lapidare? Se incinta e non sei sua moglie". Mai: che siano gli uomini a ucciderci insieme. Giuseppe fu il primo a saperlo. Glielo dissi quello stesso giorno: è entrato il maestrale di marzo nella casa. A mezzogiorno, porte e finestre aperte, mi ha avvolto, mi ha portato l'annuncio e mi ha lasciato il seme. Ero sola, non mi ha spogliato, non si è sollevato il bordo del vestito. Solo il nodo della tunica sul fianco, quello si è slegato".

 E poi su Giuseppe: Io Avevo avuto il vento di maestrale, l'assalto di un annuncio, Giuseppe aveva solo la mia voce. Quale amore, superiore al mio, lo sorreggeva? Avevo ascoltato: "Benedetta sei tu tra le donne ", io sì. grazie, ma lui? per me era stato facile ubbidire, ma lui come faceva a dare fede e ascolto a una ragazza incinta? Giusepppe in quell'ora fu il più grande dei padri, dei mariti e dei fratelli, senza essere nessuno di loro.

Infine in chiusuraCosa diventerà, chi sarà, chi è già questo figlio del vento di marzo? Salvalo, Signore. Lo chiamerò Ieshu (Gesù) formula che contiene una sillaba del verbo salvare. Salvalo, Signore. Così mi salì alle labbra una preghiera strana: " Fà che questo figlio sia mediocre e pigro, un semplice che si contenti del mestiere di falegname, sposi una donna e mi metta sulle ginocchia una squadra di marmocchi. Fà che sia ignorante, che diventi ministro, che vada d'accordo coi romani che ci sono toccati in sorte per castigo tuo" Il bambino ebbe un rigurgito e sputò il latte.

Quando nasce un figlio, una madre gli augura ogni dote e virtù, io in quella notte no.

Infine bussò Giuseppe, chiese permesso, entrò, con un sorriso disse: "Assomiglia a te".

 

postato da: meriggio alle ore 18:39 | link | commenti (9)
categorie: citazioni, leggere
venerdì, 23 dicembre 2005

Per il 25esimo giorno di dicembre.

Auguri a questa città e a chi ci abita, brutti lazzari zozzoni.

Auguri ai mendicanti che mi chiedono i soldi e ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.

Auguri a quel cacacazzo di negro che sta vicino alla Feltrinelli che mi vuole vendere un libro ogni volta che passo di là (praticamente tutti i giorni).

Auguri agli algerini e ai marocchini che sparapanzano la loro merce sui marciapiedi di Toledo.

Auguri ad Arianna, ciuccia miliardaria e pruvasona (non sei d'accordo lo so), che parte per le Canarie, infelice sei e infelice resterai, nonostante i soldi, finchè tuo marito, più vecchio di te di vent'anni, che non ti scopa più,  non morirà.

Auguri al macellaio che non si fa mai i cazzi suoi e quasi quasi vuol sapere a quanto ammonta il mio conto in banca.

Auguri a quella stronza della mia collega che  speak  un italiano mediocre, piatto e banale e crede invece di essere raffinata. Che ti atteggi a fare, sempre da Casalnuovo vieni.

Auguri a quelli di questa sfera che farebbero diventare soave con la loro scrittura anche una cagata.

Auguri a quelli che prima cazzeggiavano e ora non lo fanno più. Chissà perchè??

Auguri ai fruscioni, ai poveri di spirito, agli sparapose, ai logorroici e ai laconici. A quelli che non si degnano di risponderti e che faresti proprio bene a mandare in culo!!

Auguri a te che lasci i tuoi commenti, che di te conosco le tue parole, ma non il tuo viso, la tua voce, il tuo corpo. Va bene anche così. Auguri sinceri.

Auguri a te che allontani la nebbia, e luce e affetto regali a molti.

Auguri a te mon amour. Auguri auguri auguri. Il resto a dopo.

Auguri a me.

 

 

postato da: meriggio alle ore 21:19 | link | commenti (19)
categorie: divertimento
lunedì, 19 dicembre 2005

I regali

Ho fatto pochi, pochissimi regali per la famiglia e per i parenti più vicini. E li ho trovati per lo più sulle bancarelle di piazza S. Pasquale e di via Chiaia. Confermo una tendenza che sembra si sia affermata in modo più netto quest'anno. Andare per bancarelle e per outlet  e di gente che si  aggirava in questi luoghi, alla ricerca del regalo a basso costo ne ho visto molta. Regali che costano di meno solo rispetto a quelli proibitivi dei negozi. Ho trovato, proprio sulle bancarelle, un bracciale artigianale per mia cognata e una  collanina etnica per mia nipote. Stavo per comprare un bel grappolo in ceramica di aglio e peperoncino per mia madre, ma poi ho pensato che sarebbe stato meglio sulla parete della mia cucina. Ho trovato  dei bellissimi guanti a 5 euro al paio. Mi sono indignata nel leggere, in un negozio, il prezzo di una sciarpa di seta a 45 euro, dei foulard di cotone a 25 euro, delle borse di cuoio a tracolla (bellissime lo ammetto) a 170 euro, una di queste in uno splendido tessuto con i colori dell'Africa a 78 euro. 

 

Insomma quest'anno credo di aver fatto un ottimo affare a girare tra piazze e piazzette, tastando, toccando e ammirando.  

postato da: meriggio alle ore 19:32 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, nota personale

Mò ci vuole un bel caffè

Dopo aver impiegato un'ora da Secondigliano a casa ( di cui 35 minuti per percorrere corso Garibaldi, via Marina, piazza Vittoria, riviera di Chiaia ecc.ecc.),  e dopo i marroni al cioccolato provenienti da Milano, dolcissimi perchè canditi, ci vuole una bollente e profumata tazza di caffè.

Poi si esce, per qualche regalino, quelli per i parenti più stretti. Non ho voglia di spendere molto, mi va di girare per alcuni negozi, ma più per guardare che per comprare.

Questo freddo intenso tutto sommato mi piace. Giaccone e sciarpa e via per la città!

Stasera mi immagino sul divano con un plaid sulle gambe, a vedere un film, in TV.

postato da: meriggio alle ore 15:54 | link | commenti (2)
categorie: nota personale
sabato, 17 dicembre 2005

Quando si dice sei un mito

Mi è sempre piaciuto, fin dagli anni del liceo, per il coraggio, per la sfida al padre, per l'aperta ribellione. No, non sto parlando di un ragazzo. Ma di un mito. Sì, un vero mito, di quelli che durano nel tempo, finchè tempo ci sarà. Parlo di Prometeo, uno dei più noti personaggi della mitologia greca. Quello che da sempre rappresenta simbolicamente la caparbia ribellione dell'uomo contro un destino avverso. Prometeo avrebbe creato gli uomini modellandoli con l'argilla e per loro avrebbe ingannato Zeus. Durante un solenne sacrificio divise un bue in due parti: da una parte mise sotto la pelle la carne e le viscere, dall'altra dispose le ossa spolpate e le ricoprì di grasso bianco. Poi disse a Zeus di scegliere la propria parte, il resto sarebbe andato agli uomini. Zeus scelse il grasso bianco e quando scoprì che nascondeva solo ossa, fu preso da un grande rancore contro Prometeo e contro i mortali che erano stati favoriti da quell'inganno. Così per punirli, decise di non inviare più loro il fuoco. Allora Prometeo lo rubò dal cielo, favorando così lo sviluppo della civiltà. Come risposta, Zeus inviò all'umanità Pandora, fece incatenare Prometeo a una roccia del Caucaso, dove giorno dopo giorno un'aquila gli divorava il fegato che continuamente ricresceva, fino a quando Ercole non uccise l'uccello con una freccia. Per la serie: un pò di ripasso non fa male.
postato da: meriggio alle ore 16:21 | link | commenti (5)
categorie: miti e simboli
lunedì, 12 dicembre 2005

Sabato domenica e lunedì

Sabato sera, in pizzeria, mi sembrava di stare sul set di "Desperate housewives". Con F***, donna irrisolta, come mamma e come amante. Mi cerca per raccontarmi con dovizia di particolari (che a me non interessano per niente) le scaramucce infantili con il suo uomo, alla bella età di quarantaepassaanni. Non contenta di pagare una psicologa per questo, riversa su di me le sue ossessioni, ma credo abbia capito che non sono più disposta ad ascoltarla (gratis per giunta!). Cerco di svicolare come posso, quando posso, ma sabato sera sapeva che ero sola, e ha creduto di fare una cosa carina invitando me e L*** per una serata solo tra noi donne. Già, c'era anche L*** che, invece, ha un altro tipo di chiodo fisso. Parla spesso, troppo, di soldi, di posizioni economiche di questo e di quell'altro. Con un linguaggio di altri tempi definisce una nostra comune conoscente "un buon partito". Credevo di sentire una mia vecchia zia, neanche mia madre si è mai espressa così! Decisamente fuori luogo. Io ero fuori luogo.

Domenica in famiglia, (mamma, papà, sorella e fratello con le proprie famiglie) a pranzo. Atmosfera a tratti soporifera. Era da tanto che non li vedevo. Dopo un pò la conversazione langue, poi basta una risata a ricordare l'indissolubile legame familiare. Voglio un gran bene a tutti, ma anche lì ero fuori luogo. 

Lunedì è incominciato con frettolosi, ma oramai indispensabili esercizi in palestra. Poi le lezioni, e infine i consigli di classe. Si è parlato molto si è deciso poco. L'analisi della situazione l'abbiamo fatta, le soluzioni non le abbiamo trovate. Ho constatato, con piacere, nella sguardo di una collega che mi sembrava ostile, un inaspettato assenso ad un mio intervento. Ho provato la stessa forte sensazione di essere fuori luogo anche là. 

postato da: meriggio alle ore 21:06 | link | commenti (12)
categorie: stati danimo, nota personale
sabato, 10 dicembre 2005

Fiori recisi

Se vi piace Bill Murray, il suo aspetto dimesso e da antidivo (ve lo ricordate in Ghostbursters, in Ricomincio da capo, e il Lost in Traslation?) se vi piacciono le trame e le interpretazioni minimaliste, se vi piace la regia di Jim Jarmusch (di cui non ricordo se ho già visto qualcosa), allora andate a vedere Broken Flowers. Un film molto carino, i cui significati non si manifestano subito e sul cui finale c'è un bel punto interrogativo. Racconta la storia di un uomo, non più giovane, solo e disilluso, che  va alla ricerca di un figlio diciannovenne della cui esistenza non sapeva, fino al giorno in cui riceve una lettera rosa, anonima, che gli annuncia la sua presunta paternità. Parte, seguendo un itinerario programmato dal suo amico-vicino di casa che prende molto a cuore la sua situazione e lo spinge a ripercorrere  nel tempo che fu (ma anche nel tempo che verrà, se trovasse il figlio) la linea della sua vita. La sua storia esistenziale si dipana  negli incontri con le sue ex-donne, in una mini-galleria di personaggi femminili strani e smarriti. Come smarrito è anche Don interpretato da un Bill Murray oramai specializzato nel ruoli poco loquaci, simile in questo al personaggio del film di Sofia Coppola (Lost in Traslation).Poche parole ma una notevole capacità espressiva che un pò fa rimpiangere la comicità aperta e  divertente dell'Acchiappafantasmi o quella paradossale di Ricomincio da capo.
postato da: meriggio alle ore 07:28 | link | commenti (3)
categorie: film
mercoledì, 07 dicembre 2005

Sconcertanti presenze

State attenti ci sono occhi dappertutto. Voi non li vedete, ma loro vi osservano, vi scrutano, vi esaminano. Non lasciano traccia, impalpabile è la loro presenza. Non hanno nome, nè volto, nè sembianze corporee, forse un appellativo, forse un luogo sì, ma voi non lo sapete. Eppure ci sono, vengono frettolosamente a volte, si soffermano più a lungo altre volte. Vengono e non ringraziano per l'idea che gli avete regalato.

postato da: meriggio alle ore 12:14 | link | commenti (16)
categorie: divertissement, bazzecola
lunedì, 05 dicembre 2005

Di sesso e di altro

Non tengo conto dei propositi precedenti, riporto e fugacemente mi soffermo su questo articolo di M. L. Rodotà letto su www.corrieredellasera.it  Per dire che ho sempre pensato, anche in base alla mia esperienza di ragazza lambita dalla storia del femminismo alla fine degli anni settanta, di giovane donna ai tempi di Reagan negli anni ottanta, di mamma felice negli anni novanta e infine di donna (quasi) libera  del duemila (urca, come suona bene!) che noi donne abbiamo una maggiore conoscenza e consapevolezza delle dinamiche che intercorrono tra il nostro corpo e la nostra mente, tra la nostra sfera affettiva e quella sessuale. Siamo privilegiate in questo dalla natura che ci costringe a interagire con l'altro sè,  il nostro corpo nella sua interezza, ben prima che negli  uomini, che al nostro cospetto, per quanti sforzi abbiano fatto pure loro per emanciparsi, risultano rudimentali nell'acquisizione e nell'uso delle conoscenze psico-somatiche. Gli uomini, poi, che ostentano la loro mascolinità, attraverso l'uso di immagini falliche, mi sono sempre sembrati dei bestioni di vichiana memoria. Esseri inferiori di fronte alla natura femminile. Ad una certa natura femminile. Donna, madre e amante. Ora che ci penso non mi sono poi allontanata di molto dall'idea iniziale che era quella di raccontar(mi) il mito di Pandora. Le troppe violenze sulle donne e le polemiche sulla194, mi hanno portata in  questa direzione. Siamo in un periodo di recessione economica, prima di tutto, ma anche culturale,  rispetto a determinate conquiste che hanno connotato, in un passato neanche tanto lontano, la nostra società, come società  fondata sul concetto di sovranità dello Stato e della persona. Noi donne siamo soggetti sovrani e non accettiamo interferenze, di alcun tipo.
Nemmeno l'articolo della Rodotà spinge su acque più tranquille.
 
 
 
Su una cosa gli inglesi — i medici e sessuoterapeuti inglesi che denunciano come anche le donne comincino a soffrire di ansia da performance — hanno ragione: oggi come oggi — ma pure l'altro ieri — una femmina che non fa sesso, tanto e bene, si sente una perdente. Non solo le ragazze e le singole; ormai capitano ultraquarantenni sposatissime e tiepide, molto più interessate a lavorare che a copulare, che quando gli capita una notte decente col marito si sentono in dovere di raccontarlo in ufficio. Oppure amiche altrimenti molto discrete che tra femmine discettano di uso improprio dei vibratori, uso reciproco delle manette, utili visite nei sex shop. Oppure niente, se non ce n'è; ma dispiace umanamente e socialmente. E' una faticosa specie di pari opportunità, questa forma di gallismo (gallinismo?) femminile. E' forse uno dei tanti effetti del crollo delle illusioni da femmine, l'Amore maiuscolo, il sesso con l'uomo giusto, le unioni solide che danno certezze (molte ne danno, non sempre sessuali); e così si dà più importanza al sesso, e perché no. E' anche una questione di mercato, l'offerta per gli uomini è ampia, un'offerta di alto livello fidelizza il cliente, e si sa. Ma insomma. Insomma, quel che in Italia è ancora sottotraccia, nel Regno Unito viene ora visto come un problema sociale. La Sexual Dysfunction Association denuncia un aumento drammatico di richieste di aiuto femminili. La portavoce spiega: «Si sentono giudicate male se non sono interessate; è una questione competitiva tra le donne giovani, ora». Il dottor John Moran, ginecologo altolocato, racconta di avere molte pazienti venti-trentenni e dice: «E' un effetto della ladette culture (versione femminile dei lads, i ragazzotti calciofili, birrofili, oversessuati almeno a parole, ndr). C'è tanta pressione sulle donne quanta sugli uomini». Solo, gli uomini, ansia o non ansia, sono molto aiutati: da inclinazioni sessuali — per natura o cultura, qui non importa — meno schizzinose, e oggi pure dal Viagra, dal Cialis, ecc. Alle donne, al momento, la ricerca medica non offre molto: si stanno facendo test su cerotti attiva-ormoni e spray nasali attiva-libidine; si è sperimentato una specie di Viagra da femmine, ma non funzionava granché. Né sembra una gran soluzione, se non sul brevissimo termine. Una scrittrice che ha fatto ricerche sul tema, Catherine Kalamis, saggiamente dice: «Le donne sono stressate, molte si sentono isolate, ma il problema non si risolve ingoiando una pillola. Il desiderio femminile è più complicato di così». A volte non c'è, ed è meglio dormire. A volte, a differenza del desiderio maschile, coltivato e discusso collettivamente fin dall'infanzia, la libido di molte donne è poco esplorata. Allora ben vengano le amiche chiacchierone, le cattive-cattivissime letture, e gli esperimenti coi partner. Tanto, se finalmente si ha lo stesso problema, tanto vale provare; e se viene sonno, tanto vale riderci su (la volta dopo si sarà meno nervosi, tra l'altro).
postato da: meriggio alle ore 16:32 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni
sabato, 03 dicembre 2005

E' meglio che io scenda

Mi sto appiccicando con le parole, è meglio che io scenda a completare la spesa. Forse è l'elettricità che è nell'aria, forse è la pioggia che mi inquieta.

Ho intenzione però di aggiungere un nuovo tag  a quelli già definiti. Ce ne sarà uno sui simboli e sui miti, soprattutto in età classica. Sul perchè forse, dirò, stasera o domani, chissà.

postato da: meriggio alle ore 17:22 | link | commenti (1)
categorie: comunicazioni
giovedì, 01 dicembre 2005

Indaco dagli occhi...

A me Zucchero non è simpatico. Ha sempre scopiazzato. Eppure ci sono alcune sue canzoni che canticchio, nonostante che lui sia un personaggio poco dotato di originalità. Stasera mi tornano in mente: piovono baci dal cielo, leggeri come fiori di melo. Una bella immagine che me ne ricorda un'altra, quella in "American Beauty". Petali di rose rosse sulla ragazzina bionda, l'ultima Lolita cinematografica.

Oramai
Mi consola
Oramai
Mi sorvola
L’amore invano
Cosi’ leggero

E piovono baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Gocce di mercurio dal cielo


Oramai baby
Sono immune
Oramai
E’ come un fiume
L’amore invano
Cosi’ leggero

E piovono baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Indaco dagli occhi del cielo


Sinceramente
Cosi’ leggero

Ti soffio tanti baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Gocce di mercurio dal cielo


Esplodono baci dal cielo
E i nostri bei figli sul melo
Indaco dagli occhi del cielo
Indaco dagli occhi del cielo
Indaco dagli occhi del cielo

postato da: meriggio alle ore 16:24 | link | commenti (11)
categorie: musica