..............amore per le parole ............. koinè ............................... lontananza fisica ............................... riproduzione ................................................ frammenti di ....................................... speranze, illusioni ...............................conflitti interiori ............................... vita ............................. e che sia un anno migliore per tutti.
31 dicembre 2005
Non suscitiamo inutili speranze nei detenuti...
Minchia... disperati ci vogliono...
(da un giornale che non vale la pena nominare. Però la vignetta è carina)
Ho letto su "Il Mattino" di venerdì 23 dicembre questo racconto di Erri De Luca, che non è tra i miei scrittori preferiti, nonostante io abbia postato stralci dei suoi libri. A me gli scrittori devono stupire perchè dissacranti alla Philip Roth, cervellotici alla Javier Marias, taglienti alla Paul Auster per citarne solo alcuni. De Luca mi lascia poche cose, cionondimeno mi considero una sua discreta stimatrice. E l'ammirazione è aumentata quando ho letto " Natività la versione di Miriam". Mi è piaciuto perchè a raccontare la nascita di Gesù è MIriam (Maria), a lei viene dato per una volta il diritto di cronaca,, il diritto di scrivere quella notta, di dire che " il più grande miracolo fu che lo misi al mondo tutta sola, fu che seppi, lì e in quell'ora, esattamente cosa fare e come." Perchè Giuseppe accetta la gravidanza sorretto da un amore superiore a quello di Miriam e infine perchè commuove questa donna che desidera per suo figlio un destino diverso, un destino uguale a quello di tanti altri uomini, scandito dalla nascita, dalla paternità, dalla vecchiaia e dalla morte. Uomo tra uomini.
Il racconto inizia così: Le donne mi raccomandavano l'aborto: "Vuoi farti lapidare? Se incinta e non sei sua moglie". Mai: che siano gli uomini a ucciderci insieme. Giuseppe fu il primo a saperlo. Glielo dissi quello stesso giorno: è entrato il maestrale di marzo nella casa. A mezzogiorno, porte e finestre aperte, mi ha avvolto, mi ha portato l'annuncio e mi ha lasciato il seme. Ero sola, non mi ha spogliato, non si è sollevato il bordo del vestito. Solo il nodo della tunica sul fianco, quello si è slegato".
E poi su Giuseppe: Io Avevo avuto il vento di maestrale, l'assalto di un annuncio, Giuseppe aveva solo la mia voce. Quale amore, superiore al mio, lo sorreggeva? Avevo ascoltato: "Benedetta sei tu tra le donne ", io sì. grazie, ma lui? per me era stato facile ubbidire, ma lui come faceva a dare fede e ascolto a una ragazza incinta? Giusepppe in quell'ora fu il più grande dei padri, dei mariti e dei fratelli, senza essere nessuno di loro.
Infine in chiusura: Cosa diventerà, chi sarà, chi è già questo figlio del vento di marzo? Salvalo, Signore. Lo chiamerò Ieshu (Gesù) formula che contiene una sillaba del verbo salvare. Salvalo, Signore. Così mi salì alle labbra una preghiera strana: " Fà che questo figlio sia mediocre e pigro, un semplice che si contenti del mestiere di falegname, sposi una donna e mi metta sulle ginocchia una squadra di marmocchi. Fà che sia ignorante, che diventi ministro, che vada d'accordo coi romani che ci sono toccati in sorte per castigo tuo" Il bambino ebbe un rigurgito e sputò il latte.
Quando nasce un figlio, una madre gli augura ogni dote e virtù, io in quella notte no.
Infine bussò Giuseppe, chiese permesso, entrò, con un sorriso disse: "Assomiglia a te".
Auguri a questa città e a chi ci abita, brutti lazzari zozzoni.
Auguri ai mendicanti che mi chiedono i soldi e ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.
Auguri a quel cacacazzo di negro che sta vicino alla Feltrinelli che mi vuole vendere un libro ogni volta che passo di là (praticamente tutti i giorni).
Auguri agli algerini e ai marocchini che sparapanzano la loro merce sui marciapiedi di Toledo.
Auguri ad Arianna, ciuccia miliardaria e pruvasona (non sei d'accordo lo so), che parte per le Canarie, infelice sei e infelice resterai, nonostante i soldi, finchè tuo marito, più vecchio di te di vent'anni, che non ti scopa più, non morirà.
Auguri al macellaio che non si fa mai i cazzi suoi e quasi quasi vuol sapere a quanto ammonta il mio conto in banca.
Auguri a quella stronza della mia collega che speak un italiano mediocre, piatto e banale e crede invece di essere raffinata. Che ti atteggi a fare, sempre da Casalnuovo vieni.
Auguri a quelli di questa sfera che farebbero diventare soave con la loro scrittura anche una cagata.
Auguri a quelli che prima cazzeggiavano e ora non lo fanno più. Chissà perchè??
Auguri ai fruscioni, ai poveri di spirito, agli sparapose, ai logorroici e ai laconici. A quelli che non si degnano di risponderti e che faresti proprio bene a mandare in culo!!
Auguri a te che lasci i tuoi commenti, che di te conosco le tue parole, ma non il tuo viso, la tua voce, il tuo corpo. Va bene anche così. Auguri sinceri.
Auguri a te che allontani la nebbia, e luce e affetto regali a molti.
Auguri a te mon amour. Auguri auguri auguri. Il resto a dopo.
Auguri a me.
Ho fatto pochi, pochissimi regali per la famiglia e per i parenti più vicini. E li ho trovati per lo più sulle bancarelle di piazza S. Pasquale e di via Chiaia. Confermo una tendenza che sembra si sia affermata in modo più netto quest'anno. Andare per bancarelle e per outlet e di gente che si aggirava in questi luoghi, alla ricerca del regalo a basso costo ne ho visto molta. Regali che costano di meno solo rispetto a quelli proibitivi dei negozi. Ho trovato, proprio sulle bancarelle, un bracciale artigianale per mia cognata e una collanina etnica per mia nipote. Stavo per comprare un bel grappolo in ceramica di aglio e peperoncino per mia madre, ma poi ho pensato che sarebbe stato meglio sulla parete della mia cucina. Ho trovato dei bellissimi guanti a 5 euro al paio. Mi sono indignata nel leggere, in un negozio, il prezzo di una sciarpa di seta a 45 euro, dei foulard di cotone a 25 euro, delle borse di cuoio a tracolla (bellissime lo ammetto) a 170 euro, una di queste in uno splendido tessuto con i colori dell'Africa a 78 euro.
Insomma quest'anno credo di aver fatto un ottimo affare a girare tra piazze e piazzette, tastando, toccando e ammirando.
Dopo aver impiegato un'ora da Secondigliano a casa ( di cui 35 minuti per percorrere corso Garibaldi, via Marina, piazza Vittoria, riviera di Chiaia ecc.ecc.), e dopo i marroni al cioccolato provenienti da Milano, dolcissimi perchè canditi, ci vuole una bollente e profumata tazza di caffè.
Poi si esce, per qualche regalino, quelli per i parenti più stretti. Non ho voglia di spendere molto, mi va di girare per alcuni negozi, ma più per guardare che per comprare.
Questo freddo intenso tutto sommato mi piace. Giaccone e sciarpa e via per la città!
Stasera mi immagino sul divano con un plaid sulle gambe, a vedere un film, in TV.
Sabato sera, in pizzeria, mi sembrava di stare sul set di "Desperate housewives". Con F***, donna irrisolta, come mamma e come amante. Mi cerca per raccontarmi con dovizia di particolari (che a me non interessano per niente) le scaramucce infantili con il suo uomo, alla bella età di quarantaepassaanni. Non contenta di pagare una psicologa per questo, riversa su di me le sue ossessioni, ma credo abbia capito che non sono più disposta ad ascoltarla (gratis per giunta!). Cerco di svicolare come posso, quando posso, ma sabato sera sapeva che ero sola, e ha creduto di fare una cosa carina invitando me e L*** per una serata solo tra noi donne. Già, c'era anche L*** che, invece, ha un altro tipo di chiodo fisso. Parla spesso, troppo, di soldi, di posizioni economiche di questo e di quell'altro. Con un linguaggio di altri tempi definisce una nostra comune conoscente "un buon partito". Credevo di sentire una mia vecchia zia, neanche mia madre si è mai espressa così! Decisamente fuori luogo. Io ero fuori luogo.
Domenica in famiglia, (mamma, papà, sorella e fratello con le proprie famiglie) a pranzo. Atmosfera a tratti soporifera. Era da tanto che non li vedevo. Dopo un pò la conversazione langue, poi basta una risata a ricordare l'indissolubile legame familiare. Voglio un gran bene a tutti, ma anche lì ero fuori luogo.
Lunedì è incominciato con frettolosi, ma oramai indispensabili esercizi in palestra. Poi le lezioni, e infine i consigli di classe. Si è parlato molto si è deciso poco. L'analisi della situazione l'abbiamo fatta, le soluzioni non le abbiamo trovate. Ho constatato, con piacere, nella sguardo di una collega che mi sembrava ostile, un inaspettato assenso ad un mio intervento. Ho provato la stessa forte sensazione di essere fuori luogo anche là.
State attenti ci sono occhi dappertutto. Voi non li vedete, ma loro vi osservano, vi scrutano, vi esaminano. Non lasciano traccia, impalpabile è la loro presenza. Non hanno nome, nè volto, nè sembianze corporee, forse un appellativo, forse un luogo sì, ma voi non lo sapete. Eppure ci sono, vengono frettolosamente a volte, si soffermano più a lungo altre volte. Vengono e non ringraziano per l'idea che gli avete regalato.
Mi sto appiccicando con le parole, è meglio che io scenda a completare la spesa. Forse è l'elettricità che è nell'aria, forse è la pioggia che mi inquieta.
Ho intenzione però di aggiungere un nuovo tag a quelli già definiti. Ce ne sarà uno sui simboli e sui miti, soprattutto in età classica. Sul perchè forse, dirò, stasera o domani, chissà.
A me Zucchero non è simpatico. Ha sempre scopiazzato. Eppure ci sono alcune sue canzoni che canticchio, nonostante che lui sia un personaggio poco dotato di originalità. Stasera mi tornano in mente: piovono baci dal cielo, leggeri come fiori di melo. Una bella immagine che me ne ricorda un'altra, quella in "American Beauty". Petali di rose rosse sulla ragazzina bionda, l'ultima Lolita cinematografica.
Oramai
Mi consola
Oramai
Mi sorvola
L’amore invano
Cosi’ leggero
E piovono baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Gocce di mercurio dal cielo
Oramai baby
Sono immune
Oramai
E’ come un fiume
L’amore invano
Cosi’ leggero
E piovono baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Indaco dagli occhi del cielo
Sinceramente
Cosi’ leggero
Ti soffio tanti baci dal cielo
Leggeri come fiori di melo
Gocce di mercurio dal cielo
Esplodono baci dal cielo
E i nostri bei figli sul melo
Indaco dagli occhi del cielo
Indaco dagli occhi del cielo
Indaco dagli occhi del cielo