Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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giovedì, 30 marzo 2006

Luogo malsano

Dovrei aggiungere tra i miei tags, accanto a luoghi prediletti, luoghi malsani. Quelli che, nostro malgrado, frequentiamo. Oggi sono stata in uno di questi. Ci vado una volta al mese circa, è indispensabile, per evitare che i capelli prendano una piega conforme ai miei mutevoli stati d'animo. Il parrucchiere, si sa, guadagna, oggi, quanto un professionista, spesso ha la casa ad Ischia, affittata tutto l'anno, se non è di proprietà, oppure ce l'ha a Roccaraso, affollatissima località turistica invernale per napoletani, veri e falsi signori. Il negozio di parrucchiere è un luogo malsano, per i soldi che si spillano, per quello sciocchezzaio gossipaiolo di riviste che le signorine shampiste provvedono a rifilarti sotto il naso, appena ti siedi e che io cortesemente respingo, preferendo la lettura dei miei libri, per la ricca tipologia femminile che sfila sotto i nostri occhi, per le ciarle che arrivano alle tue orecchie, nonostante tu cerchi di concentrarti nella lettura, per le proposte più indecenti in fatto di fascion, crema e shampoo per capelli trattati, colpi di luce, sciatusc  e altri abbindolamenti vari che la mia mente provvede opportunamente a cancellare. Quando poi quello che mette le sue mani tra i tuoi capelli ha a malapena la licenza media, ma un conto in banca il doppio del tuo, allora questo luogo ti sembra veramente da rifuggire sempre.  Oggi poi ho assistito ad una scena davvero divertente che mi ha indotto a pensare che la femminilizzazione dell'uomo è oramai in uno stato avanzato.  Molti uomini si depilano, usano creme e maschere protettive per la pelle e per i capelli. Premetto che quello che sto per dire non rientra nei casi di omosessualità, e seppure fosse non mi riguarda come tale. Non nutro sentimenti omofobi.  Ciascuno fa l'amore come gli va e con chi gli pare.  Rientra casomani negli atteggiamenti modaioli che spesso alcune  persona assumono, loro malgrado, senza riflettere. Insomma il mio parrucchiere che è sposato ed è diventato padre da poco tempo,  ( a meno che non abbia cambiato effettivamente gusti sessuali)  davanti ad un suo amico, all'apparenza etero, venuto lì eccezionalmente per ritirare un DVD dice così " tesoro , caro, scusami...ti ho fatto aspettare" con un tono molto "affettuoso". L'altro alla fine della breve conversazione saluta dicendo " Fatt' da' nu' vas" e si allontana. Mi è rimasta la sensazione che quelli fossero dei modi affettati di esprimersi, che insomma non denotassero una omosessualità, di cui poco mi  sarebbe importato, quanto un segno di un'identità non più inequivocabile, come un tempo. Cambiano i tempi cambiano gli uomini. 
postato da: meriggio alle ore 20:09 | link | commenti (11)
categorie: luoghi malsani
mercoledì, 29 marzo 2006

Qualche appunto

Non ho avuto molta voglia di raccontare in questi giorni.  Nè di leggere i post degli altri, eccetto quelli dei più cari. Mi capita di preferire il silenzio, perlomeno qui, in questo luogo. Ho ascoltato della buona musica con l'IPod, sono arrivata puntuale e non stressata dal traffico. Ho percorso, a piedi, l'ultimo tratto che va da piazza Amedeo a piazza dei Martiri, guardando i negozi e le facce degli altri, alcuni erano volti noti, altri non potevano che essere sconosciuti. La bella stagione è arrivata, aspetta primavera Bandini e con essa il proposito di coprire con un velo i miei pensieri per poi disvelarli a qualcuno, solo a qualcuno. Ho rivissuto le sensazioni di quando tornavo a casa da scuola, nel pulmann, allora, ero una ragazza. Il passato mi parla, il futuro un pò meno, o forse sono io che gli chiudo troppo spesso la porta in faccia.

Ho visto Il Caimano qualche sera fa. Mi è piaciuta più la prima che seconda parte. L'ho trovata più equilibrata. Il resto è molto morettiano. Non tutto mi piace di lui, ma poco importa, Moretti mi è molto simpatico e pensare che quando ero al liceo e uscì Ecce bombo, ad una mia amica che stravedeva per lui, risposi che preferivo i film come Il Gattopardo, sul cui valore non si discute, nemmeno oggi. Ma questo per dire che un tempo Moretti non mi piaceva, poi i gusti cambiano come si sa, a volte in meglio.

 

 

postato da: meriggio alle ore 18:28 | link | commenti (3)
categorie: film, stati danimo
sabato, 25 marzo 2006

Citazione

Ha detto bene Moretti «Un governo con una maggioranza così netta che ha paura di un film fa un po' tenerezza: hanno il mito del coraggio e hanno paura di tutto. Hanno il mito della forza e sono fragilissimi».
postato da: meriggio alle ore 15:43 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, parole
mercoledì, 22 marzo 2006

Vi ricordate di Roger Rabbit?

Siamo tutti presi dalle imminenti elezioni. Siamo presi dalle dichiarazioni sempre più strampalate di questo o quel politico del centro-destra. Siamo perseguitati dalle uscite esagitate del premier che si dibatte come un cartoon prima di sciogliersi nell'acido. E' da un po' di tempo che confusamente mi ronza nella testa un'immagine di  Chi ha incastrato Roger Rabbit?. Uno straordinario film dell'1988 di Robert Zemeckis che rivedrei volentieri. Proprio stamattina ne parlavo con P. che mi ha ricordato la scena a cui pensavo. Per chi non lo avesse visto, dirò che c'era il bravissimo Bob Hoskins nella parte del detective Eddie Valiant, e tra i personaggi principali figurava Jessica Rabbit, l'esuberante moglie del coniglio Roger (vi ricordate "Non sono cattiva. Mi disegnano così"?). La voce roca e sexy era di kathleen Turner. La scena che mi veniva in mente è una delle ultime. Eddie Valiant alias Bob Hoskins scoprirà che il vero autore del delitto è il giudice Doom. Anche lui è un cartoon e come tutti i cartoon è estremamente vulnerabile all'acido. Alla fine schiacciato da una pressa e ridotto ad una strisciolina di uomo, si risolleva come se niente fosse, e qui, mi manca la sequenza successiva, non ricordo come, fatto sta che, solo con l'acido sparisce definitivamente. Era un cartoon, come vi dicevo.
postato da: meriggio alle ore 19:02 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, film
martedì, 21 marzo 2006

Ei fu

Speriamo, speriamo, speriamo di poter dire, davvero, Quando c'era Silvio.

Venerdì sera con i miei amici ho visto il film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio Quando c'era Silvio.

E' stato prodotto dalla Luben Production, nata, nel maggio del 2005 a Milano, dalle costole del settimanale "Diario". Il film-documentario è stato realizzato in Italia nel 2005, e distribuito a partire dal primo marzo 2006 nella collana "I libri di Diario"

Una seria e documentata storia dell'età berlusconiana, da non perdere. Soprattutto in un punto, di alta tensione e di grande valore storico. Vi si trova, infatti, la versione integrale della famosa giornata di Silvio Berlusconi al Parlamento europeo di Strasburgo, una documentazione di cui in Italia si conosce solo l'infame battuta " Kapò" rivolta al deputato socialista Martin Schultz, ma che invece fu uno strazio inquietante e soprattutto lunghissimo.

postato da: meriggio alle ore 15:27 | link | commenti (11)
categorie: film
domenica, 12 marzo 2006

Letture

Sto leggendo Madri selvagge. Contro la tecnorapina del corpo femminile di Alessandra  Di Pietro e Paola Tavella, sono quasi a metà libro e  mi sta piacendo, anche se ci sono dei punti poco convincenti. Comunque a pag. 52 trovo interessante questo ragionamento perché mette in luce i tanti e diversi modi di essere donna: " Le biotecnologie hanno creato un corto circuito, fondendo e concentrando tre distinti desideri in uno solo (  ... ). Chi vende il potere di trasformare il desiderio in realtà, infatti, è stato sovrapposto a colei che desidera, finchè il punto di vista medico è stato spesso assunto come punto di vista delle donne. Eppure essere fertili non vuol dire diventare madri, essere donne non significa avere istinto materno, il corpo e la sua sessualità sono due condizioni che possono incrociarsi per produrre una nascita, ma anche convivere serenamente lontano dalla riproduzione. Desiderio di maternità, desiderio di un figlio, desiderio di una gravidanza non coincidono. Si può essere madri senza avere un figlio, si può avere un figlio senza averlo partorito, si può mettere al mondo un figlio e non trovare dentro di sè il senso dell'essere madri, desiderare di ucciderlo o di sbarazzarsene. Ma il tecnomedico raramente interroga i sintomi del corpo che pure tanto potrebbero dirci, e se lo fa è solo per virare il corpo all'obiettivo. E così se la tecnologia è onnipotente, o viene creduta tale, non c'è più ragione di ascoltare davvero i sintomi e esplorare le alternative. Un marketing strepitoso ha cucito addosso alle biotecnologie lo status di un prodotto che si vende insieme a ciò che produce, e costruisce una cultura che pone il figlio come un qualsiasi altro bene di consumo e una proprietà, non come l'incarnazione di un soggetto diverso con un proprio destino". 
postato da: meriggio alle ore 15:50 | link | commenti (3)
categorie: leggere
domenica, 05 marzo 2006

Le donne di marzo

Marzo con le nuvole damascate, con gli improvvisi squarci di luce e scrosci di pioggia, con le dispettose folate di vento, con le luminose piante di mimose, simili al giallo dei limoni di Montale, ispira molti poeti. Stamattina su Il Mattino ho trovato una bella poesia. Si intitola Le donne di marzo. Eccola, è di Michele Sovente.

 

Una con l'arrivo di marzo

è venuta dicendo che poi

non è difficile fare tutto

daccapo: buttare via

l'erba secca, incollare

i frammneti dell'anfora rotta,

soffiare sul fuoco, andare

in giardino a vedere se il freddo

ha bruciato l'insalata

 

Fermandosi sulla soglia di casa

un'altra ha cominciato

a raccontare di strane persone

che parlano con il gatto

che acciuffano una mosca

a lungo tenendola nel cavo

della mano e quando non sa

più cosa dire quella ride

saltella quasi vola grida...

 

Un'altra ancora chissà cosa

darebbe perchè la mimosa

faccia luce tutto l'anno

forse vorrebbe essere

una pagina bianca una freccia

un aquilone un sasso oppure 

la notte che tutto nasconde

tutto in segreto illumina.

 

Con l'arrivo di marzo le donne

fluttuano come le onde.

postato da: meriggio alle ore 21:11 | link | commenti (9)
categorie: poesia

Di stamane e di altro

Sono fortemente tentata di starmene a letto fino all'ora di pranzo e di non uscire per il consueto giro sul lungomare, il tempo non è neanche un granchè.

Continuerei a leggere Madri selvagge e ad ascoltare musica che arriva dal macinatore del salotto. La mia banda suona il rock, in questo istante. Sto pensando a Povia che ieri sera ha vinto il festival di sanremo con la canzone Vorrei avere il becco. Personaggio inconsistente, anche la canzone. Però non mi piacciono le critiche che già stamane in rete ho letto sulle dichiarazioni immediatamente successive alla premiazione. Povia ringraziava la compagna o moglie non so, non ha importanza, e i genitori che stanno insieme da quarant'anni. Perchè tacciarlo di buonismo? Cosa ci infastidisce? L'aver ammesso pubblicamente che vorrà bene a una persona per sempre, che  ne vuole ancora ad altri, in quel conteso, ci fa venire l'orticaria? Non sopporto chi espone le proprie esperienze di vita in piazza, chi mercifica i sentimenti di dolore, di gioia, di disperazione, chi, in tv, ci ha travolto con i casi umani prima, e con la commedia dei casi umani poi.  Ma, nel contesto sanremese cosa ci si aspetta? Deve pur dire qualcosa. Ma quello che non sopporto sono le etichette. Il buonismo, il cattivismo (esiste?), il politicamente corretto, il politicamente scorretto. I voltagabbana, i coerenti, gli incoerenti, il blablabla. Intanto il macinatore mi fa sentire Mozart e ancora Mozart.   

postato da: meriggio alle ore 10:55 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni
giovedì, 02 marzo 2006

Luce

Vuoi mettere l'allegria di fronte alla luce nascente, vuoi mettere un insolito cinguettio di uccelli tra cappelle vecchie e mura antiche? Sentirsi primi su tutti e vedere l'inizio delle cose. Allontanare l'idea del declino e vedere solo la luce. Di altro chi se ne importa.

 

postato da: meriggio alle ore 05:25 | link | commenti (15)
categorie: stati danimo