Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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giovedì, 27 aprile 2006

Momenti musicali

E se le camere, le scale, i cortili, i viali, le strade, le piazze e le città risuonassero delle note di The Koln Concert? Ogni cosa guadagnerebbe una nuova dimensione.

L'animo si quieta e trova altri slanci.

postato da: meriggio alle ore 15:11 | link | commenti (11)
categorie: musica
giovedì, 20 aprile 2006

Nella città di luci accecanti

Se ne avete la possibilità, sentitela, e ditemi poi se non trasmette energia e ottimismo.

City of blinding lights, U2.

Oh you look so beautiful tonight

Oh you look so beautiful tonight

Oh you look so beautiful tonight

Mi ha accompagnata nel tragitto, per due volte di seguito, oggi. Piazza Amedeo, piazza Cavour. Piazza Cavour, piazza Amedeo.

postato da: meriggio alle ore 20:02 | link | commenti (9)
categorie: musica
mercoledì, 19 aprile 2006

Desideri

Ho voglia di scrollarmi di dosso un bel pò di roba, materiale e mentale. Andrei volentieri a mare, anche a Bagnoli o a Posillipo. Riderei volentieri allegramente, se ne avessi l'occasione. Uscirei con piacere con un'amica, se ne avessi una, come un tempo.

 

postato da: meriggio alle ore 15:29 | link | commenti (16)
categorie: stati danimo
martedì, 18 aprile 2006

L'una contro l'altra armate

Qualche giorno fa io e P. eravamo dal macellaio. Il discorso ad un certo punto è caduto sul risultato delle elezioni, su cui ho voluto mantenere un certo riserbo e per le polemiche che erano in corso e che non si sono ancora spente, e perchè volevo e vorrei controllare quel sentimento politico, abbastanza forte, che mi vede collocata da una parte, e che mi porta a guardare con diffidenza chi è dall'altra parte. Dietro di noi c'era un commesso di un noto negozio di abbigliamento del quartiere, che invece ha commentato i risultati delle elezioni dicendo che erano andati via i nostri soldi di contribuenti e che ce ne sarebbero voluti altri visto che questa storia non era per niente chiara. Non ho voluto rispondere, fatte le mie cose, siamo usciti. Per strada non ho potuto fare a meno di sottolineare lo scarso senso dello Stato che quella persona aveva manifestato. Un momento importante come quello appena vissuto da più dell'ottanta per cento degli italiani, nostro diritto e nostro dovere, ridotto a mediocri considerazioni di calcolo finanziario, ( non che non sia importante, ne so qualcosa anch'io). Tutto ciò mi fa capire quanto piccola e meschina sia la mentalità di certe persone, troppo avvezze a difendere solo il loro tornaconto personale. Finalmente ieri pomeriggio ho potuto leggere il consueto editoriale domenicale di Eugenio Scalfari intitolato " La metà d'Italia s'è turata il naso", dove la metà è la parte produttiva del paese, quella realtà industriale settentrionale che ha creduto ancora una volta al cavaliere e al concorrente ha detto " No, tu no. Ma perchè? Perchè no". Scalfari sa perchè, " metà dell'Italia e forse anche più non si fida dello Stato. Gli italiani non se ne fidano. Invece gli inglesi sì, i francesi sì e anche gli olandesi, anche i belgi, anche gli austriaci. Del loro Stato si fidano. My country. In gran Bratagna, che è il pase più liberale del mondo, i cittadini si chiamano sudditi tanto è il rispetto che hanno del loro Stato. (...) Lo stato è il protagonista negativo della nostra storia nazionale. Lui ti vuole fregare e tu lo devi fregare. Cercherai di ottenerne qualche favore, piccolo o grande che sia, ma non ti impegnerai mai con lui, ti impegnerai con chi cercherà di farti avere quel favore e tu apparterrai a lui. Farai parte delle sua clientela. Innalzerai la sua bandiera. Non per scelta politica ma per fedeltà alla persona. Eventualmente mascherata da ideologia."
postato da: meriggio alle ore 17:40 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, frammenti di vita
sabato, 15 aprile 2006

Auguri

Serena Pasqua a tutti.
postato da: meriggio alle ore 14:21 | link | commenti (8)
categorie:
martedì, 11 aprile 2006

Quel citizen lì, proprio quello lì.

Venerdì sera ho incominciato a leggere  "Citizen Berlusconi. Vita e imprese." di Alexander Stille, senza molta convinzione. Tra me e me,  mi sono detta, che te lo leggi a fare? Tra qualche giorno non sarà più di attualità. Sono pure 421 pagine. Chissà quanto ci metterai a finirlo. Invece, ho letto le prime pagine e la lettura scorre veloce e tutto è molto interessante. E poi dobbiamo stare all'erta, e cercare di convincere le teste di cazzo che ancora gli hanno dato il voto, magari proprio spiattellandogli in faccia quello che ha fatto, facendogli leggere i punti più importanti. Molto più di quanto facessimo prima. Portando avanti argomentazioni fondate sui fatti che ci sono stati. Il citizen b. va ridimensionato non solo politicamente, ma, soprattutto, nelle teste di quasi metà degli italiani. 

postato da: meriggio alle ore 18:27 | link | commenti (13)
categorie: leggere
lunedì, 10 aprile 2006

Una conversazione

Stamattina mi sono mossa da casa un pò più tardi. Per recuperare il tempo perso, ho pensato di prendere un taxi. Ho trovato un autista chiacchierone. La discussione è scivolata sulle elezioni. Mi ha detto che non era di sinistra, ma che, questa volta, non avrebbe votato Berlusconi. E non capiva, invece, come facevano i suoi colleghi che ancora gli credevano. Mi ha raccontato di aver preso a bordo, venerdì sera, un passeggero di Forza Italia. Lo ha accompagnato all'aeroporto. Durante il tragitto ha sentito il tizio parlare al telefono. Commentava la serata, diceva che in piazza Plebiscito non erano stati poi in tanti. Dopo aver smesso di parlare al cellulare, si è rivolto all'autista, invitandolo a votare per la CDL. Il tassista gli avrà chiesto dell' ICI e lui ha risposto che era difficile che si potesse abolire. L'autista si è un pò alterato, dicendo che gli italiani erano stanchi di essere presi in giro. Il tizio gli ha detto di abbassare la voce, perchè lui era un avvocato. Un avvocato di una federazione sportiva.

Siamo arrivati a piazza Cavour, mentre pagavo l'ho rassicurato, gli ho detto " vinceremo, vedrà". Quando sono scesa, mi ha fatto un piccolissimo sconto.

postato da: meriggio alle ore 21:48 | link | commenti (4)
categorie: frammenti di vita, ho visto

Sventura

Non ci voglio credere: Campania infelix.
postato da: meriggio alle ore 19:36 | link | commenti (5)
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Frasi celebri

"Il bollito (Prodi)  è rimasto indigesto al centrodestra" più o meno così, Gad Lerner.

"La festa del 25 aprile spostata a 10?" Chiambretti a Rosi Bindi.

"Berlusconi deve tornare ad essere un cittadino come gli altri" Giulietto Chiesa.

postato da: meriggio alle ore 16:51 | link | commenti
categorie: parole

Attesa

Siamo in trepida attesa. Dalle ore 15,00 i primi dati. Io, a quell'ora, sarò in pulmann.
postato da: meriggio alle ore 07:30 | link | commenti (1)
categorie: stati danimo
domenica, 02 aprile 2006

Via Foria

Folgorata da via Foria. Sembra un'esagerazione, lo so. Ma da quando mi capita di passarci quasi tutti i giorni, in pulmann, l'ho riscoperta. Tenete conto che l'immagine che ho davanti agli occhi è quella di ieri mattina, sabato 1 aprile, più o meno intorno alle undici. La fiumana di popolo che l'attraversa nelle ore di punta di cui parlava anche la Serao, non c'era. La giornata era splendida. Cielo azzurro, tepore primaverile, luce chiara, poche persone per strada e alla fermata del bus, davanti alla metropolitana, a piazza Cavour. Lo scorcio che mi si è presentato davanti, con quella luce, invitava lo sguardo ad andare oltre. A scrutare prima a sinistra verso il Museo e poi a destra lungo via Foria, a scorgere in lontananza piazza Carlo III. Sono salita nel pulmann e mi sono seduta. Avevo nelle orecchie l'Ipod e il naso all'insù per poter guardare meglio i grandi palazzi che costeggiano quella che nell'Ottocento fu uno dei centri residenziali della borghesia, in particolare agraria e commerciale. Allora mi sono detta che se io fossi nata a Napoli, proprio a Napoli città, sarei nata qui. Lungo questa strada si affacciano palazzi dei sec. XVIII e XIX di gusto neoclassico. Ne ho visto alcuni antichi e tenuti male, come quello con le nicchie e con i busti in altorilievo adiacente alla chiesa di S. Carlo all'Arena. Altri rimessi a nuovo, ma ancora con le impalcature, come quello che ospita il " Della Porta", un tempo, famoso istituto per geometri. Avevo lo sguardo di Moretti che guida la vespa in Caro diario, quando sono passata davanti all'Orto botanico e poi, davanti a palazzo Fuga. In effetti in questa zona un tempo ancora più ricca di vegetazione sorsero per volere di scienziati, studiosi e botanici, seguaci delle nuove ideologie scientifiche positiviste due grandi istituti scientifici l'Orto Botanico e l'Osservatorio Astronomico. L'idea di avere un orto pubblico già si era diffusa dal 1500, cioè da quando, principalmente lungo le colline vulcaniche che circondano Napoli, si erano venuti a creare orti privati per volontà di semplici cittadini amanti di piante medicinali e di quelle di uso pratico e di studiosi di botanica sia stranieri che italiani ( G. B. Della Porta, D. Cirillo). L'Albergo dei Poveri o palazzo Fuga oggi è in ristrutturazione. La facciata esterna è stata quasi completata. Dentro, non so a che punto siano i lavori. Questo imponente edificio chiamato anche Reclusorio fu voluto da Carlo III nel Settecento e la realizzazione fu affidata appunto al fiorentino Ferdinando Fuga. Esso doveva nascondere agli occhi della città la grande massa di mendicanti che vi si aggiravano, offrire i servizi necessari alla loro vita nonchè una loro qualificazione professionale. Monumento imponente della filantropia illuministica del settecento, come ha scritto Giovanni Ansaldo nel 1961. Non solo, l' Albergo dei Poveri è nella nostra memoria come luogo di punizioni e di abbandono. Così Mimmo Jodice mi ha ricordato che a Napoli le "mascalzonate infantili venivano sgridate con una frase breve ma carica di paura " Fernescela o te chiuro dint'o serraglia". Poetica è invece l'immagine che ci restituisce Anna Maria Ortese " Da bambina quando i miei miei anni erano così pochi, che mi bastavano a contarli le dita delle mani, io frequentavo la grande Foria con una semplicità e un abbandono che ancora oggi, ricordando, mi rendono pensierosa. Non saprei vedere con precisione quale sicuro motivo, oppure quale sentimento incalzante o irragionevole inclinazione spingessero la giovane persona che io ero a fare di quella strada, che come un fiume dissiccato attraversa la parte orientale della città, la meta, il centro preferito delle sue quotidiane passeggiate".
postato da: meriggio alle ore 20:38 | link | commenti (25)
categorie: altrove, luoghi prediletti