Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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venerdì, 27 ottobre 2006

Lezione

Sapevate che le origini della cucina italiana sono da rintracciare nell'area mediterranea, in particolare in quella fenicia, greca e romana. Sapevate che gli antichi latini si cibavano soprattutto di cereali. Il Pulmentum altro non era che orzo cotto nel brodo e che il Puls era una polenta fatta con farro, miglio, fecola di tuberi commestibili. Non mancavano il pesce, le verdure, i formaggi e le olive. Vi ricordate dai tempi del liceo delle famose cene di Trimalcione. Sapevate di questi sontuosi banchetti, con decine di portate, la cui unica finalità era di stupire gli ospiti. Ma sapevate che la cena a base di carne era composta da lingue di fenicottero, cervelli di pavone, di tassi, di pappagalli, di ghiri e cibo molto ricercato, vulva di scrofa giovane???

 

Non è andata proprio così, in aula. Nel senso che non ho impostato in questo modo la lezione. Abbiamo solo letto una parte di " Breve storia della cucina italiana", liberamente riportata qui. Il fatto è che io temevo qualche domanda impertinente. Invece nessuna reazione. Nemmeno una curiosità. Nemmeno una risatina, una battutina, uno sguardo malizioso. Niente. Le parole, quelle parole sono scivolate senza lasciare traccia. Che non sapessero che cos'è la vulva? Che non sapessero che cos'è la scrofa? Che sapessero tutto ma da "galantuomini" quali sono hanno taciuto di fronte ad una signora? Anche questo è un mistero. Meglio così, molto meglio per me.

postato da: meriggio alle ore 19:28 | link | commenti (22)
categorie: in aula

Incantevole era il mare, dopotutto.

Oggi è stata una giornata nervosa. Incominciata come se dovessi sostenere un esame. Avrei voluto starmene da sola, sull'aliscafo, e sentire musica. Invece, una collega che muore se non parla con qualcuno, (la chiacchiera, la solita banale chiacchiera che mi indispone se fatta poi di prima mattina) mi ha invitata a sedermi vicino a lei. Stavo per dirle che di mattina presto sono scontrosa e taciturna (non sempre è vero) e invece, no. Mi sono seduta e abbiamo chiacchierato, tra le altre cose, della finanziaria, della copertina di Panorama, dei suoi e dei miei alunni. Infine mi ha dato appuntamento per venerdì mattina per parlare di Gomorra. Ma fa sul serio? Per venerdì mattina devo ricordarmi di indossare qualcosa che mi renda irriconoscibile. Mimetizzarmi nella folla. Incantevole era il mare dopotutto, a marina grande.
postato da: meriggio alle ore 15:17 | link | commenti (7)
categorie: fare a cazzotti
lunedì, 23 ottobre 2006

Verde come il grillo

Cosa pensereste voi se, mentre state cucinando i piselli in una pentola e il minestrone fresco, appena lavato, in all'altra, all'improvviso,  proprio sulle mattonelle sopra i fornelli, vi apparisse un esserino verde brillante, che striscia faticosamente ora di qua, e ora di là? Era già lì da tempo? Era entrato da poco dalla finestra del balcone di un sesto piano che affaccia su di un cortiletto dove ci sono degli alberi non altrimenti identificati ? Era nella busta dei piselli surgelati, oppure in quella del minestrone??? Era solo, o avrà lasciato qualche compagna da qualche parte, non oso pensare dove possa essere quel "qualche parte". Un vero giallo, anzi, verde come il grillo, i piselli e il minestrone.
postato da: meriggio alle ore 19:45 | link | commenti (31)
categorie: divertimento, bazzecola
domenica, 22 ottobre 2006

I cambiamenti di A.

Prima usciva tutta agghindata. Anche ora presta attenzione a quello che deve indossare, ma è meno ricercata. Prima i pantaloni erano rigorosamente con la cinta, ora anche senza. Ora adora i piercing, anche prima. Però, oggi, mi sembra più determinata a volerli fare. Anche là dove gliel'ho proibito. Sulla lingua.  Prima si incontrava con gli altri al muretto (anch'io facevo lo stesso, ne avevo diciassette però, qualche anno in più a lei), ora va in piazza. Se le chiedo quale, mi risponde "Piazza del Gesù, quale sennò!!".Prima si usciva tutti in gruppo. Anche oggi lo fa, però stamattina mi ha parlato di una discussione con alcuni della compagnia. Ieri sera una parte è rimasta "appesa". Non si sono ritrovati sulla direzione da dare alla serata. Tentativi di far valere la propria indipendenza, rispetto a chi cerca di egemonizzare. C'è da lavorare tra di loro, hanno tutti un bel caratterino.
postato da: meriggio alle ore 18:33 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, frammenti di vita
venerdì, 20 ottobre 2006

Deve essere stata una costosa distillazione la marea del mare

Ho deciso di postarla periodicamente. Mi piace troppo. Per me, solo per me. 

Deve essere stata una costosa
distillazione la marea del mare,
il cielo è più professionale:
premedita se stesso.
Il tempo, questo tempo è inaffidabile,
vengono giù gelati, poi rane,
un giorno baci celebri, un altro giorno
eliche in funzione.
E come informazione,
si sente spesso chiedere,
dov'è che si sistemano le capocchie ai fiammiferi
Queste le uscite spicce,
celeri così come lei le intuisce,
che veloci inceneriscono se stesse,
avanti un'altra: così si va, a spasso si va.
Ecco i negozi
e non le sembra più di stare a casa,
ecco cammina nell'uno e l'altro senso,
non avendo al fianco chi l'accompagnerebbe
nelle minime e le massime escursioni.
Ecco i negozi
che ingoiano tutti i fracassi,
non affliggono né stomaco né cuore, eccola
qui dov'è la padrona del proprio giro vita,
del proprio girocollo, del proprio giro periplo del
[corpo.
E lo spazio non è quella questione,
ecco i negozi, si può tacere senza
dare il silenzio come spiegazione:
ecco qui, tra le creature scisse,
tra chi entra e chi esce,
c'è uno scambio
di temperature.
Si diventa termometri contraddittori,
si passa tra le cose sfuse e vaghe,
come tra lacci d'alghe di tante
maghe Circi annegatrici,
dimenticando e poi dimenticando;
così sei fortunata: hai trovato
esattamente quello che cercavi:
tre bravi di caienna, ovvero,
un forchettino per i ravanelli.
Così sei fortunata: hai trovato
il posto più esclusivo della storia,
le pagine in cui Antonio
con Cleopatra, si strapazzano
ancora, come otarie
dalle braccia ormai implicite nell'altro,
sopravvissuti ad ogni nave che s'inabissò.
Immersi in un tripudio misto seta,
in una negligenza e oblio di sciarpe,
ed è come non mai non stare a casa. 

Lucio Battisti. Ecco i negozi. Testo di Panella





postato da: meriggio alle ore 19:36 | link | commenti (8)
categorie: musica
martedì, 17 ottobre 2006

Nessuno chiacchieri.

Stamattina, la batteria dell'Ipod si è scaricata alla prima canzone e così, la seconda funzione (la prima è il piacere di ascoltare la musica) che è quella che lo rende un utile oggetto di sopravvivenza è stata vanificata. Sopravvivenza a cosa? Ma alle chiacchiere fastidiose di qualche collega, seduta qualche poltroncina più indietro, che racconta le sue vicissitudini con calore e trasporto, ignara che quanto sta dicendo viene percepito anche da chi sta seduto davanti, oppure a quelle di due donne giapponesi che per tutta la durata della traversata non si concedono nemmeno un attimo per prendere fiato, e parlano parlano, di continuo. Per un po' è anche piacevole ascoltare i suoni originali della loro lingua, però poi diventa fastidioso, quando la conversazione dura per tutti i quaranta minuti del tragitto. L'ipod mi difende anche dalle chiacchiere televisive di prima mattina che mi arrivano inframmezzate, per il volume basso, dai televisori posti in alto nell'aliscafo. Stamattina, invece, mi sono dovuta sorbire le parole inviperite e a tratti rancorose di una guida turistica contro il suo datore di lavoro. Storie di frustrazioni e di miserie umane. Ho usato, così, il secondo oggetto di sopravvivenza. Il libro. Ho letto "Nessuno" di De Crescenzo. Non l'avrei scelto di mia iniziativa. Sto leggendo questo libro perchè è stato adottato per una parte dei miei interlocutori.
postato da: meriggio alle ore 18:29 | link | commenti (22)
categorie: musica, leggere, bazzecola
domenica, 15 ottobre 2006

Oggetti di sopravvivenza

L'immancabile IPod, l'insostituibile libro e qualche necessaria scartoffia da correggere, per aspettare, domani, le tre del pomeriggio. Forse un passaggio in piazzetta.

 

postato da: meriggio alle ore 22:05 | link | commenti (14)
categorie: bazzecola, nota personale
venerdì, 13 ottobre 2006

Addavenì

Notizie come queste andrebbero reiterate tutti i giorni. In prima pagina.

L'Ansa ha diffuso le anomalie delle dichiarazioni dei redditi del 2005

I gioiellieri guadagnano meno dei maestri

In Campania i dentisti risultano più poveri dei poliziotti. Visco: «In alcune provincie iregolarità superiori al 50%»
postato da: meriggio alle ore 20:50 | link | commenti (9)
categorie: fare a cazzotti
giovedì, 12 ottobre 2006

Aggiornamento

A quest'ora avranno già finito i lavori di sistemazione, dopo l'ispezione dei vigili del fuoco che contestavano alla Preside poche e secondarie inadempienze. A leggere le ultime notizie, sembra che la scuola araba possa riaprire presto, anche con l'autorizzazione dell'Ufficio scolastico regionale nonostante le riserve chiaramente espresse dal ministro Fioroni sulla possibilità che l'interculturalità si possa realizzare tra le quattro mura di una scuola privata. Intanto mi fanno pensare le motivazioni dei gruppi di cui si parla qui sotto, soprattutto la penultima (copia e incolla dal www.corriere.it).

Per domani, intanto, è previsto un presidio organizzato dalle associazioni Retescuole, Associazione Antirazzista 3 Febbraio, Partito Umanista e Centro delle culture che alle 13 alle 14,30 si ritroveranno davanti alla scuola araba di via Ventura. L’iniziativa, si legge in una nota delle associazioni, è finalizzata a «sollecitare le istituzioni a prendere una posizione chiara, seria e responsabile» e tutelare il diritto costituzionale all’istruzione di tutti i bambini, il diritto alla conservazione della lingua e della cultura d’origine, il diritto all’apertura di una scuola laica e privata, il diritto per le famiglie di scegliere il percorso didattico dei propri figli e il diritto al regolare proseguimento dell’attività didattica appena iniziata.

postato da: meriggio alle ore 16:53 | link | commenti (8)
categorie: riflessioni
lunedì, 09 ottobre 2006

A ciascuno la sua?

Stavo pranzando quando il Tg1 ha annunciato che, a Milano, per bambini e ragazzi arabi delle elementari e delle medie è iniziato l'anno scolastico nella loro scuola, quella dedicata allo scrittore egiziano, premio Nobel, Naghib Mahfuz. I giovani studenti sono, per la maggior parte, figli di immigrati egiziani e di famiglie miste italo-egiziane. La scuola per ora, pur nel rispetto formale della legge, non ha ancora l'autorizzazione della Direzione scolastica regionale. Gli insegnanti sono sia italiani che di madrelingua araba. Subito sono scoppiate le polemiche politiche. La Lega soprattutto, e tramite la Maiolo, F.I. Quali le motivazioni? Le solite, quelle che già conosciamo. La lega agitando lo spettro dell'insegnamento di un Islam violento, la Maiolo sostenendo non esserci alcuna necessità nell'istituire questo tipo di scuola. La mia idea è che questi bambini dovrebbero rientrare nel sistema scolastico statale. Non mi sono mai piaciute le scuole private di qualsiasi tipo esse siano. Il rischio che si corre è sempre quello di creare settarismi, di innalzare muri culturali e ideologici. Tempo fa ho seguito un corso nel quale serpeggiava l'idea che le famiglie devono avere la priorità nella scelta del modello educativo da impartire ai loro figli. I docenti di quel corso erano cattolici, fortemente cattolici. Auspicavano una liberalizzazione della scuola. Ciascuno con la loro scuola. Naturalmente i cattolici con la propria, anche con programmi differenziati. Contestavano la storia della formazione dell'unità dello stato italiano e detestavano "l'omologazione" culturale del nostro paese. Posso anche capire che la nostra scuola statale è pluralista, spesso, più sulla carta che nei fatti. Però c'è, basta volerlo realizzare, più a fondo e seriamente. Questo per dire che non dovremmo meravigliarci se poi a volere un certo tipo di scuola per i propri figli sono famiglie di altri gruppi culturali e religiosi. Di questo passo potremmo avere non solo scuole arabe, ma anche scuole cinesi, cingalesi e altro. Di questo passo la già difficile via del confronto e dell'integrazione sarà ancora più di prima lastricata di cocci di vetro. Se invece provassimo a investire veramente e seriamente sulla scuola (cosa che i governi di centro-destra e di centro-sinistra non hanno mai fatto come si deve, il primo asservendo la scuola all'imperante ideologia del modello "azienda"; il secondo, innovando radicalmente, ha finito per perdersi, fornendo alla destra il pretesto per snaturare e mistificare a proprio vantaggio, dall'interno, il cambiamento), allora non avremmo inziative di questo tipo. La scuola statale, di fatto, sarebbe garante della pluralità delle diverse posizioni culturali e ideologiche. Con l'autonomia è possibile attivare corsi di cultura araba, cinese, maghrebina, cingalese e quant'altro esiste al mondo, richedendo insegnanti competenti e se non ci sono investendo nella formazione di questi, anche e soprattutto dal punto di vista retributivo ( a meno che non si parli religione, che va secondo me coltivata nel privato e nei luoghi deputati a questo; nella scuola statale va insegnata la storia delle religioni). Non serve a nulla creare identità protette, non aiutano l'integrazione.
postato da: meriggio alle ore 19:52 | link | commenti (15)
categorie: riflessioni
sabato, 07 ottobre 2006

Tempo autunnale e tempo medievale

A volte ho la sensazione che il tempo si dilati, come in questi giorni. E' come se ne percepissi la lentezza. Quella che a me sembra lentezza. Sarà che svegliarsi alle sei, e andare a dormire alle undici e mezza circa, inducono a pensare che la giornata sia più lunga (di fatto lo è), e così pure lo spostamento fisico da un luogo ad un altro, dà l'idea di un un tempo che passa diversamente. E' ancora giorno, mi viene da pensare. Eppure so che le ore di luce sono diminuite. Sarà per questo che, oggi pomeriggio, verso le quattro, a dispetto della quantità numericamente più bassa, la luce mi è sembrata nitida come poche volte capita di vederla così, tanto che era possibile osservare nettamente, dal lungomare, la Certosa, Castel S. Elmo, i palazzi di via Falcone con le loro finestre ben delineate, come se avessimo una forte lente di ingrandimento. Lo stesso per la penisola sorrentina, per Castel dell'Ovo, e per il mare blu, leggermente increspato. E' tutto sommato un tempo autunnale. Mi viene in mente il tempo medievale di cui abbiamo parlato qualche giorno fa e altri concetti simili. Nell'ultima lezione abbiamo sottolineato la visione statica del reale della civiltà medievale. Nella mentalità comune medievale non c'è quell'impulso a trasformare che caratterizza il nostro mondo moderno, percorso da rapidi cambiamenti. Per questo non vi era nemmeno la curiosità ad esplorare l'ignoto, a conoscere ciò che è al di là del conosciuto. Addirittura si credeva che la conoscenza umana avesse dei limiti precisi. Spingere lo sguardo oltre, era superbia e follia. Non a caso Dante definisce l'impresa di Ulisse "folle volo" che in quanto tale va incontro alla sconfitta e alla morte. Così come volle Dio. L'idea che "l'auctoritas" possa essere sottoposta a critica comparirà solo con l'Umanesimo. Il discorso si è snodato intorno ad un altro importante concetto. Il medioevo è caratterizzato anche dall'assenza del concetto di originalità. Qui gli occhi vispi dei miei giovani interlocutori si sono fatti più vigili. Certo l'ho fatto apposta a richiamare questo punto. La mentalità medievale non aveva ancora la nozione di "autore". Distingueva a malapena tra il copista e il commentatore di glosse. Figurarsi se arrivava a colui che aveva ideato e steso l'opera. Non esisteva il concetto di originalità creativa. L'autore era in primo luogo depositario di una tradizione e da questa derivava l'autorevolezza. Ciò che veniva avvertito come valore era la continuità con la tradizione. Pertanto la figura dello scrittore e la sua indvidualità avevano un aspetto secondario. Il contrario di quanto accade oggi. Certo i diritti d'autore esistono. L'originalità è ricercata e a volte pretesa. Il plagio da noi viene condannato. Verso lo scrittore o scrittrice e la loro vita, si ha una curiosità che i mass-media coltivano. Ne sono prova le interviste che questi rilasciano, gli incontri che si organizzano per parlare direttamente con il pubblico. I vari festival della letteratura, le diverse fiere di libri sparpagliati un pò ovunque e altro. Io stessa provo grande piacere a conoscere i miei scrittori preferiti e quando qualche volta mi è capitato di incontrarli o meglio di incrociarli, la prima sensazione è stata quella di stringergli/le la mano e dire " Ho letto il suo libro...". Ma a pensarci bene è veramente così? Davvero c'è originalità creativa?
postato da: meriggio alle ore 19:24 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, stati danimo, in aula
giovedì, 05 ottobre 2006

Aspettando l'autunno

Aspetto l'autunno, ne aspetto i colori, che già si intravedono, i sapori e la frescura, ancora da venire. Vorrei che arrivasse un po' più in fretta di quanto stia facendo adesso. Che non portasse troppi sconquassi, che la terra non si ribellasse, e che lentamente subentrasse il cambio di scena. Stamattina, la linea di confine tra mare e cielo era grigio perla. Dell'isola si vedeva soprattutto l'aspetto roccioso e poi il consueto calpestio di operai, di bancari, di medici, di cingalesi, di insegnanti e amministrativi. Si scende insieme dall'aliscafo e ci si ritrova poi sotto la stessa pensilina, e poi ancora allo stesso bar. Il mare è dappertutto e quando vuole, sa essere rasserenante. Io aspetto l'autunno, sui Capresi, invece, incombe già l'inverno. I ragazzi ne parlano con una strana luce negli occhi. E' l'aspetto misterioso di quest'isola, quello tenebroso, che loro conoscono bene.
postato da: meriggio alle ore 15:50 | link | commenti (9)
categorie: stati danimo
domenica, 01 ottobre 2006

Calendari

Voglio inaugurare il primo giorno di ottobre scrivendo dei calendari. Se la memoria non mi inganna, già da bambina litigavo con mia sorella e con mio fratello su chi arrivava per primo a voltare pagina al calendario. Cos'era? Fretta di crescere? Inconsapevolezza e strafottenza del tempo che passa? O semplicemente lo sfizio di strappare la pagina e di sentirne il piacevole effetto onomatopeico? In casa ne avevamo uno, massimo due. Oggi ne ho contati cinque. Stamattina è stato P. a dare il benvenuto al decimo mese dell'anno. Quando sono uscita dalla cucina, dopo aver fatto il caffè, lo sguardo è caduto su quello posto sul muro dell'anticamera della cucina. I colori forti, caldi e intensi mi hanno fatto avvicinare alla foto che raffigura un gruppo di cinque musicisti cubani di Trinidad. La luce è la stessa che ho visto nel lontano ottobre del 1987, a Cuba. E chissà che in quei giorni non eravamo proprio lì a Trinidad. Città stupenda, Trinidad. I volti creoli dei musicisti si stagliano sullo scalcinato muro giallo e sulla celeste porta di legno. Due di loro sono anziani, hanno il panama e la camicia bianca, ricordano i Buena Vista Social Club e Chan Chan. Sono sorridenti, forse più malinconico proprio uno dei due anziani. Quello in cucina, invece mi riporta al mondo classico. Essenziale, nel colore bianco prevalente, e nel rosso pompeiano, porta stilizzata, in basso, l'immagine di due donne romane. Nello studio ne ho due. Uno piccolo e significativo per il disegno naif, in inglese. L'altro, beh, l'altro è un poster del Boss. Per tutto ottobre ci terrà compagnia in camicia bianca con maniche arrotolate e gilet, e l'immancabile chitarra. Ma di lui si parlerà la settimana prossima. Infine nell'ingresso ho un calendario più letterario. Per questo mese vi campeggia il volto sorridente di un'anziana scrittrice, Lia Levi. Di lato è riportata una citazione tratta da un suo libro. " Le mie mura sono vecchie e stanche. Ho vissuto. Ho visto scorrere l'avventura del tempo e dei giorni e ho provato amore e sconfinata pietà per tutti loro. Ora sono qui per testimoniare. Non posso cedere perchè io sola conosco e nascondo un segreto. Resisterò in piedi finchè qualcuno riuscirà a riportarlo alla luce (Tutti i giorni di tua vita)
postato da: meriggio alle ore 16:34 | link | commenti (15)
categorie: citazioni, riflessioni, bazzecola