Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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sabato, 31 marzo 2007

Il mare era blu e mosso

Cambio di scena per la bella Capri. Lentamente, ma nemmeno tanto, si va affollando giorno dopo giono di turisti di ogni tipo. Prevalgono quelli con gli occhi a mandorla. I primi a lasciare le poltroncine appena ci si avvicina al porto. Quelli che hanno più fretta degli altri incalzati da accompagnatori altrettanto veloci a guadagnare le prime postazioni di uscita, nel breve tour partenopeo. Serpeggia un malcelato senso di sopportazione nei confronti di questi turisti frettolosi che non hanno mai smesso di frequentare l'isola nemmeno quando è piovuto o quando il mare non prometteva. Come non ha nascosto la sua disapprovazione una signora napoletana tanto "bon ton", con borsa Gucci, very very Gucci, che ha rimproverato ad una guida giapponese che chiamava i suoi a raccolta, di averle urlato nell'orecchio. Forse non si aspettava una replica in italiano della giovane donna occhi-a-mandorla che ha chiesto scusa, con una punta di sarcasmo sulle labbra. Al ritorno ritrovo i colleghi del sabato. Il sonno mi risparmia la chiacchiera banale e monotona, a cui molti sono affezionati. Il mare era blu e mosso.
postato da: meriggio alle ore 15:41 | link | commenti (22)
categorie: frammenti di vita
venerdì, 30 marzo 2007

Un occhio mi guarda (quello di chi ha visitato il mio profilo)

E' uno strano pomeriggio. La sera tarda ad arrivare. Il cielo è striato e abbozza un rasserenamento. Dalla finestra sul cortile non vedo molto, se non gli appartamenti di fronte che si illuminano e un bimbetto che corre per la sua stanza.
postato da: meriggio alle ore 18:32 | link | commenti (11)
categorie: stati danimo
martedì, 27 marzo 2007

Piaceri

Come pranzo, meno di un'ora fa, un po' di formaggio (quello di sabato, offerto ai miei amici), un po' di salame piccante e un bicchiere di ottima falanghina di Masseria Frattasi (un graditissimo pensiero di un amico). Non mi importa che non ci azzeccasse troppo con il salame piccante. Qualche mandorla tostata e un caffè. Mangiare-bere davanti al computer. Curiosando tra un blog e altro, per i piaceri della giornata.
postato da: meriggio alle ore 15:54 | link | commenti (11)
categorie: nota personale
venerdì, 23 marzo 2007

Di che parlano?

All'andata.

Di che parlano tre professoresse, un insegnante di cucina e un preside seduti vicino? Delle tre professoresse, due insegnano italiano, la terza insegna geografia.

Al ritorno

Si ritrovano, di nuovo, sedute accanto, una delle due insegnanti di italiano con l'insegnante di geografia, più un'insegnante di inglese dallo spiccato accento vesuviano (simpaticissima). Durante il viaggio, l'insegnante d'inglese dallo spiccato accento vesuviano (simpaticissima) non fa niente. L'insegnante di geografia (colta e intelligente) legge di Borges Il manoscritto d Brodie, quella di italiano ascolta musica. Alla fine della traversata sopraggiunge la seconda insegnante di italiano. Dov'era prima e cosa ha fatto nel frattempo l'altra insegnante di italiano (disinvolta, carina e colta)?   

postato da: meriggio alle ore 19:18 | link | commenti (28)
categorie: bazzecola
martedì, 20 marzo 2007

Questo tempo è inaffidabile

Forse era così, stamattina, dopo la bufera di ieri sera?

Deve esssere stata una costosa distillazione la marea del mare, il cielo è più professionale premedita sè stesso.

Il tempo, questo tempo, è inaffidabile, vengono giù gelati, e poi rane, un giorno baci celebri, un altro giorno eliche in funzione...

(Ecco i negozi, con la voce di Alice)

Il mio periodico refrain. 

postato da: meriggio alle ore 15:53 | link | commenti (15)
categorie: musica, luoghi prediletti

...ma Bassolino, che cazzo fa?

Non sto a dire come e perchè stamattina sono stata in periferia a ritirare certi documenti. Sono uscita di casa tra le dieci e le dieci e mezza. Sono rientrata alle dodici e ventuno. Ero nella zona di Capodichino per intenderci. Non mi sono stupita per il traffico, endemico a Napoli, quanto per lo stato di penosa incuria di via Marina. Vere e proprie zolle di asfalto su di un manto stradale (se lo si può ancora chiamare così) tipico di una città di un paese dell'Africa subsahariana, dilaniato dalla guerra civile. Peggio di un anno fa. Acqua impatanata, vera e propria disgrazia per quei poveretti che, fermi ad aspettare il tram, devono ripararsi non soltanto da quella che cade dal cielo ma anche da quella sporca e fangosa che gli schizzi di non sempre avveduti autisti riversano su di loro. Bestiemme e parolacce d'obbligo.

 Per la nota paesaggistica. Il mare fluttuava tra il grigio piombo e il perlaceo. Neve sul Vesuvio.

postato da: meriggio alle ore 12:14 | link | commenti (9)
categorie: fare a cazzotti
giovedì, 15 marzo 2007

Galassia Gutenberg

gutenberg_impresorQuesto potrebbe essere interessante:

Venerdì 16.

Ore 16,30. Sala Vasco de Gama.

L'idiota digitale. Intervengono Derrick De Kerckhove, Pasquale Esposito, Tjuna Notarbartolo e Maurizio Piscitelli.

Ore 19,30. Sala Amerigo Vespucci.

Il futuro che c'è già. Intervengono Alberto Abruzzese, Derrick De Kerckhove, Angelo Petrella, Mario Pireddu. 

postato da: meriggio alle ore 15:57 | link | commenti (12)
categorie: comunicazioni
lunedì, 12 marzo 2007

Ieri sera

In un locale napoletano, ieri sera. Sul tavolo due bicchieri da vino rosso, una bottiglia di cannonau, in un piatto diverse bruschette, poche persone, qualcuno noto. Musica jazz dal vivo. Poco più in là, in un'altra saletta, librerie sulle pareti, qualcuno che sfogliava libri. E' mancato qualcosa, ieri sera. Me ne sono accorta stamattina, quando dall'Ipod la voce di Leonard Cohen ha magnificamente intonato I'm your man.
postato da: meriggio alle ore 15:29 | link | commenti (13)
categorie: musica, frammenti di vita
mercoledì, 07 marzo 2007

Sereno interiore

Stamattina, alle sette, ero alla stazione, a piazza Garibaldi. Vi ho accompagnato mia figlia, sedici anni, partita per Firenze per qualche giorno con la sua classe. Quando siamo giunte davanti alla sala d'attesa gran parte dei suoi compagni era già lì. Dopo un po' è arrivata anche la loro insegnante di arte che guiderà il gruppo in questo breve viaggio. Ho salutato con un bacio da lontano le amiche di mia figlia. Loro hanno ricambiato con un bel sorriso. Sono cresciute. A vederli tutti insieme, jeans chiari e sdruciti, sciarpe lunghe, giacchette, giubbini e piccolo trolley, questi ragazzi non hanno nulla di patinato. Non sono quelli descritti qualche giorno fa in un articolo del Corriere in cui tra il serio e il faceto si faceva leva sui  triti  e ritriti luoghi comuni tra quelli che frequentano il Genovesi e quelli che frequentano l'Umberto. Le prime no logo, le seconde griffate. I primi con i jeans cargo, i secondi  con quelli attillati. Meno male che mia figlia e le sue amiche non appartengono nè agli uni nè agli altri. Forse la spola tra piazza del Gesù e piazza Amendola aiuta a non ghettizzarsi troppo. Mi piacciono questi ragazzi, mi piacciono molto. Soprattutto le ragazze, che spirano maggiore personalità. A volte  mi sembrano approssimative nello studio e a volte ne vedo la superficialità. Ma chi può dire, veramente, dei loro percorsi interiori, dei loro passaggi mentali? Chi può dire in che modo racconteranno, domani, ciò che vivono oggi? Chi può testimoniare  delle loro rotture e dei loro equilibri interiori? Chi delle loro conquiste e dei loro arretramenti? E, infine, della conquista del proprio sè? Io so solo che vorrei la loro serenità. 

 

postato da: meriggio alle ore 16:06 | link | commenti (34)
categorie: riflessioni, frammenti di vita, stati danimo
domenica, 04 marzo 2007

Breve passeggiata

Stamattina era primavera. Molta gente sul lungomare e sugli scogli a prendere il sole. Sono scesa di casa tardi. Ho comprato i giornali a via Calabritto, ho attraversato piazza Vittoria. Sono passata su via Partenope, ho dato un'occhiata alle persone che già prendevano il sole, molti erano ucraini. Sono ritornata a casa. Questa foto appartiene al nostro archivio.
postato da: meriggio alle ore 17:24 | link | commenti (10)
categorie: ho visto, nota personale
sabato, 03 marzo 2007

Ubriacatura musicale

Moto ondoso, dal basso, dal profondo. Il mare non sembra particolarmente agitato, a guardarlo dalla terraferma. Invece è quello che fa star male o che disturba. Cuffiette nelle orecchie e occhi chiusi per non sentire  e non vedere. Tra i membri dell'equipaggio c'è chi si aggira tra i corridoi con le buste in mano. Quando posso leggo un po', le canzoni si susseguono.

Scendo e respiro profondamente. Di sabato, a marina grande, c'è più gente. Dall'ipod parte, guarda caso, La mer di Charles Trenet. Come non sorridere. Mi incammino tra la folla. Ascolto altro. Cambia il ritmo e la lingua. Dal francese allo spagnolo che adoro e che non mi dispiacerebbe studiare, se non fosse troppo tardi. Cambia l'immagine del paese che la canzone evoca. Il testo è breve. Lo sento di nuovo e poi ancora. Davanti a me ho una lieve salita, mi preoccupo di non tradire con il corpo la voglia di danzare che la musica e le parole trasmettono.Soprattutto di non apparire una scema. Leggo sul'Ipod il titolo della canzone. E' Los reyes magos per la voce di Mercedes Sosa, tratto da Misa criolla. E' un innamoramento, o un'ubriacatura. Ascolto di nuovo. L'ipod è uno scrigno segreto, magico. Non sapevo di avere un bene così prezioso. I re magi. La buona novella, il riconoscimento, l'omaggio. A  marzo. Ho qualche dubbio. Non sono propensa, stamattina, a credere in fortuite e felici coincidenze, a leggere significati reconditi nelle cose, a interpretare in chiave allegorica i fatti della vita.Come se mi dovesse capitare qualcosa di buono. No, non sono propensa. Non oggi. Ma questo canto che sa di sacro di popolare e folklorico, mi orienta in quella direzione. E' un inno alla gioia, che profuma  di Europa e di America latina, che contamina tradizioni e storie diverse, che sa di cultura ispano-americana, ma che soprattutto ti fa stare bene.  

postato da: meriggio alle ore 18:01 | link | commenti (10)
categorie: musica, stati danimo
venerdì, 02 marzo 2007

Dolce e carina

No, non era brutta come una Furby, la giovane donna che era seduta accanto a me stamattina. Era dolce e carina come lei.
postato da: meriggio alle ore 21:38 | link | commenti (6)
categorie: bazzecola

La testa piegata della giapponesina

La testa della giapponesina che mi stava seduta a fianco si è piegata, fino a toccarmi la spalla. Si è messa subito dritta, e con un lieve sorriso si è scusata, abbassando e alzando la testa con un gesto equivalente al nostro sì. Ho sorriso di rimando, e dopo un po' mi sono alzata. Eravamo al molo Beverello. Come la giapponesina, anch'io, durante la traversata, ho dormito, ascoltando Comunista di Dalla, Elegia di Conte, e altro.

postato da: meriggio alle ore 15:18 | link | commenti (13)
categorie: frammenti di vita