Durante la mi breve assenza godetevi questa passeggiata in vespa e ascoltate questa suggestiva canzone. Accompagno i discipuli (sic!) in viaggio, a Torino e a Genova.
Nanni Moretti mi piace molto in questo film. C'è un po' di ciascuno di noi in lui. Le nostre manie, le nostre riflessioni, i nostri sogni.
C'è un aspetto di me che proprio non mi piace. Faccio fatica a liberarmi dei panni vecchi. Li ho nell'armadio per anni, ingombranti e inutili. Tanto non li metto, anche si ci provo. Finalmente stamattina, ho tolto le grucce da giacche e gonne che avevano più di dieci anni. Tutto via, in una grande busta.
Alè, alè, alè... ecco il boss. The boss
Secondo pensiero sparso, ma di una certa importanza. Ieri sono passata per la Feltrinelli, ho comprato due libri di Zygmunt Bauman, Vita liquida e Modernità liquida. Era da tempo che volevo leggerli. Quando li ho visti, qualche giorno prima , mi sono detta che non potevo più rimandare. Per una che frequenta Liquida-mente di Tortora, la decisione era oramai improcrastinabile. Sfoglio il primo dei due e incomincio a leggere l'introduzione. A pag. XI trovo citato Calvino. Di preciso Le città invisibili di Italo Calvino. Si parla di Eutropia. Gli abitanti nel giorno in cui "si sentono assalire dalla stanchezza, e nessuno sopporta più il suo mestiere, i suoi parenti, la sua casa e la sua via, i debiti, la gente da salutare o che saluta, [...decidono] di spostarsi nella città vicina [...dove] ognuno prenderà un altro mestiere, un'altra moglie, vedrà un altro paesaggio aprendo la finestra, passerà le sere in altri passatempi amicizie maldicenze."
Sicuramente affascinante questa rappresentazione. E questa è la conclusione di Calvino " Sola tra tutte le città delll'impero. Eutropia permane identica a se stessa. Mercurio, dio dei volubili, al quale la città è sacra, fece questo ambiguo miracolo."
E' stato bel tempo nei giorni di Pasqua. Solo una nuvoletta si è posata sul mio capo. Una nuvoletta che mi ha regalato malumore, insofferenze e preoccupazioni.
Proprio la giornata di Pasqua è stata molto piacevole sulla spiaggetta di Punta Licosa, in compagnia di amici. Abbiamo mangiato benissimo e soprattutto bevuto dell'ottimo Kràtos. Oggi, a pranzo P. è rientrato con due bottiglie di vino bianco: un asprinio di Aversa e... un Kràtos. Sulla pizza ordinata l'asprinio è andato giù velocemente. Per il Kràtos, occorre qualcosa di speciale. Incomincia la stagione dei bianchi, freschi e leggeri, senza dimenticare la corposità dei rossi.
Quando incontro Renato per le vie di Chiaia, mi faccio sempre un sacco di risate. Renato va per l'ottantina, è asciutto, longilineo e un po' curvo. Si muove lentamente, la gente gli cammina a fianco, lo supera, lo sorpassa, gli gira attorno, ma lui non sembra curarsene. Si muove per quelle strade come per la sua casa. Lo si riconosce subito perchè è abbastamza alto, o forse sono io che immediatamente lo individuo tra la folla come volto a me noto, e benchè i suoi occhi si vadano lentamente, ma inesorabilmente velando giorno dopo giorno, non fa fatica a ricordarsi di me. Tutt'altro. In un attimo gli occhi vispi e intelligenti mi mettono a fuoco. Qualche tempo fa prendeva la mia mano e l'avvicinava alle sue labbra. Questo mi faceva divertire molto, e, all'inizio, mi imbarazzava un po'. Poi, oggi, che mi sono abituata alla sua galanteria di altri tempi, non lo fa più. Non smette di divertirmi Renato, quando lo incontro. Come ieri pomeriggio. Mi guarda e mi dice - nel suo bel napoletano di uomo borghese e colto, avvezzo alle parole, a quelle della carta stampata e non solo - mi dice " comme ti sì fatta bella, ma ch' e fatto!!". Alza al mano per togliermi gli occhiali da sole e... a me viene da ridere. Primo, perchè mi viene da pensare che mi ha scambiata per qualcun'altra, ho i miei difetti e me li tengo, e secondo, perchè poteva non essere un complimento visto che aveva accennato ad un presente diverso da un passato. " Niente", dico io " cosa vuoi che abbia fatto. Forse ho messo un po' di fondotinta in più":
Ci siamo salutati e augurati una buona Pasqua.