Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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giovedì, 31 maggio 2007

L'opinione pubblica

Sul Corriere di stamattina, a proposito della questione rifiuti, leggo questa dichiarazione di Sergio Chiamparino "Caro Bassolino, noi ci saremmo probabilmente dimessi, se non altro perchè ci avrebbero costretto con la pressione dell'opinione pubblica". Ma qui da noi, c'è un'opinione pubblica?
postato da: meriggio alle ore 16:09 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni
martedì, 29 maggio 2007

Il vento

Il vento ha agitato forte il mare, ieri e stanotte. Dalla finestra dello studio, se guardo a sinistra, ritrovo lo spicchio di mare blu con gli sbuffi bianchi. Il vento sta pulendo il cielo dalle nuvole grigie, e sta ritornando azzurro come non mai. L'aria è pulita e abbagliante è la luce.
postato da: meriggio alle ore 07:42 | link | commenti (6)
categorie: stati danimo
venerdì, 25 maggio 2007

Tragicomico spettacolo napoletano

Ci sono andata di proposito, a vedere i fiori per terra deposti dai trenta scooter in ricordo di Luca Catone, schiantatosi qualche giorno fa contro una macchina, mentre percorreva, senza casco, l'isola pedonale di via Toledo, ad oltre cento chilometri orari. Ho camminato per via Chiaia e poi sono giunta a piazza Trieste e Trento. Sono arrivata poco prima del Banco di Napoli di via Toledo, all'incrocio con via Imbriani,  splendida stradina da cui, ogni volta che si passa di lì, si vede l'immancabile presenza del Vesuvio, e se la memoria non mi inganna, anche una delle due torri del Maschio Angioino. Più o meno in quel tratto si trova un negozio di articoli per la casa dal nome molto coloniale. Attraverso la strada e mi avvicino a quei bidoni della spazzatura murati, stracolmi come sempre e debordanti di immondizia più del solito. Da una parte la spazzatura e dall'altra mazzi di fiori bianchi e qualche corona, un pò più in disparte. Per ricordare l'incidente, la fotocopia della cronaca di un giornale era appoggiata per terra. Qualche passante era fermo a leggere, attratto dall'ennesimo tragicomico spettacolo napoletano. La rappresentazione dell'illegalità non conosce la parola fine, qui.
postato da: meriggio alle ore 20:38 | link | commenti (21)
categorie: ho visto
mercoledì, 23 maggio 2007

Il contesto

Alcune persone, nel vestirsi, non rispettano il contesto in cui si trovano. Ieri, al collegio, una collega di educazione fisica aveva gli infradito, il pantalone alla pescatore e una canotta. Andare a Capri non vuol dire presentarsi come se si andasse in spiaggia. Vero è che la stagione estiva, qui, è già cominciata. 
postato da: meriggio alle ore 10:45 | link | commenti (23)
categorie: ho visto
lunedì, 21 maggio 2007

Lo smalto granata e le nuvole di Tangeri

E se, dopo una giornata faticosa, buona parte della quale passata a Capri, mettessi i piedi in ammollo e cambiassi lo smalto delle unghie, da rosa chiaro a rosso granata, farei una cosa bella e rilassante no?

Intanto ho iniziato Partire di Tahar Ben Jelloun. Ecco l'incipit.

"A Tangeri, d'inverno, il Caffè hafa si trasforma in un osservatorio dei sogni e delle loro conseguenze. I gatti delle terrazze, del cimitero e del forno più importante del Marshan si danno appuntamento lì come per assistere a uno spettacolo silenzioso da cui tutti si fanno incantare. Le lunghe pipe di Kif circolano da un tavolo all'altro, e i bicchieri di tè alla menta si raffreddano circondati da api che finiscono per caderci dentro, nell'indifferenza degli avventori persi ormai da tempo nelle volute dell'hascisc e di fantasticherie da quattro soldi. In fondo a una delle sale, due uomini preparano scrupolosamente la pozione che dischiude le porte ai viaggi.Uno di loro seleziona le foglie  e le sminuzza con una tecnica rapida ed efficace. Nessuno dei due solleva la testa. Gli altri, seduti sulle stuoie e con le spalle al muro, fissano l'orizzonte come a interrogare il proprio destino. Guardano il mare, le nuvole che si confondono con le montagne, e aspettano l'apparizione delle prime luci della Spagna. Le seguono senza vederle, e talvolta le vedono proprio quando sono velate dalla bruma e dal cattivo tempo. 

postato da: meriggio alle ore 17:47 | link | commenti (11)
categorie: citazioni, leggere, altrove
venerdì, 18 maggio 2007

Nonostante l'incuria

Tronchetto felicitàNonostante l'incuria, il tronchetto della felicità si è aggraziato con fiorellini a grappolo verde-chiaro, questo maggio, qui, per la prima volta. 

Non curo le mie poche piante, eppure quanto mi incantino i papaveri che crescono lungo il ciglio della strada, i variopinti e bellissimi fiori di campo, i giardini pieni di rose, gli angoli dei quartieri cittadini occupati dai carretti dei fiorai e i balconi fioriti, (quelli degli altri), lo sa solo chi mi conosce e mi frequenta da molti anni. Felice soprattutto di non rientrare nel clichè della donna che ama la natura o gli animali tout court. A dispetto di tutto, la natura, e qui, da me, le piante, seguono il loro corso, primaverile, naturalmente.  

postato da: meriggio alle ore 15:32 | link | commenti (13)
categorie: nota personale
giovedì, 17 maggio 2007

"Lost...find"

Per un attimo, solo un attimo, ho creduto di aver perso la borsa. Non quella personale, chè sarebbe stato altrettanto grave, ma quella di lavoro, dove avevo riposto i programmi svolti, le prove strutturate e altro materiale, parte del quale mi serviva oggi pomeriggio per i consigli, e parte mi servirà per i prossimi giorni. Sono a Marina grande, alla fermata della diretta (pulmino che porta ad Anacapri). Tra me e la borsa pochi metri. Io sul muretto a prendere il sole. La borsa come segnaposto per la fila che sapevo si sarebbe formata di lì a poco. Tutto sotto controllo. Vicino alla borsa si ferma una giovane coppia di turisti. Quando arriva un altro pulmino, che si frappone tra la fila di cui in teoria faccio parte e il muretto su cui sono seduta, decido di scendere e di mettermi in fila. Non trovo più la borsa. Mi giro intorno. Ritorno dietro al pulmino appena arrivato. Vedo la turista con la mia borsa. La fermo e le chiedo perchè l'ha presa. Capisco dall'espressione del viso e dalle parole pronunciate frettolosamente che ha creduto che qualcuno l'avesse persa. Voglio sperare che volesse consegnarla all'autista del pulmino su cui stava salendo (lei aveva cambiato fila, nel frattempo). Quando dice "lost... find", io rispondo "It's mine". Ho tirato un sospiro di sollievo. Dentro c'era qualcosa di molto più importante del materiale di cui ho detto.
postato da: meriggio alle ore 18:51 | link | commenti (5)
categorie: frammenti di vita
mercoledì, 16 maggio 2007

Quando la mamma esulta, e la figlia, invece, si incazza.

"Sai una cosa, mamma?.....il prof di greco ha fissato il compito per il 6 giugno". "Nooooo!!!", risponde la mamma e manda baci platonici in aria al professore. "Mannaggia a lui....mannaggia" dice la figlia.
postato da: meriggio alle ore 15:36 | link | commenti (14)
categorie: divertimento, bazzecola
lunedì, 14 maggio 2007

Filosofia uber alles

Il confine è una demarcazione, qualcosa che separa, qualcosa che unisce. Ma il confine è anche un limite, un freno, qualcosa che definisce o rende indefinibile. Qual è il confine tra la vita e la morte? Qual è la finis terrae? Il limite? Lo spartiacque? Chi sconfina l’altro? Questo accattivante tema sarà sviluppato nei suoi aspetti più strettamente filosofici ma anche scientifici, artistici, religiosi, politici, sociologici con interessanti sconfinamenti nella letteratura, nella scienza, nello spettacolo, nell’arte”. Festival della filosofia a Roma. 

 

postato da: meriggio alle ore 17:13 | link | commenti (3)
categorie:

La giusta direzione

caffèStamattina sono entrata in crisi di astinenza...da caffè. Già ieri, dopo pranzo, mi ero accorta che mancava, ma non potevo rimediare di domenica pomeriggio. Stamattina ho preparato il the, ma il cervello abituato da troppi anni alla tazzina di caffè nello stomaco, appena sveglia, non ne voleva sapere di dare i giusti comandi. Sono andata verso le undici in un bar e, solo allora, le cose hanno preso la giusta direzione.
postato da: meriggio alle ore 15:04 | link | commenti (6)
categorie: bazzecola, stati danimo
domenica, 13 maggio 2007

Bed&breakfast

Camminavamo io, P. mio figlio e un suo amico, ieri sera, verso le undici passate, per via Chiaia. Dopo aver percorso un tratto di via Toledo, scansando monnezza sparsa per terra, molta di quella depositata dai commercianti della zona, cartoni, buste e altro, siamo arrivati a piazza Carolina. Lì montagne di rifiuti delimitavano ai due lati questa piccolo slargo che porta a piazza Plebiscito. Di fianco ad uno dei due cumuli sono usciti una ragazza e un ragazzo. Piccoli di statura avranno avuto meno di trent'anni. Mi hanno chiesto, sorridenti, con accento straniero, se conoscessi via S. Maria a Cappella vecchia. Gli ho risposto che andavo da quelle parti e ho detto loro di seguirmi. Erano visibilmente soddisfatti. Cercavano il bed&breakfast di quella via. Venivano dal Canada e parlavano inglese. Lungo la strada ho fatto cenno all'immondizia depositata per terra e mi sono messa le mani nei capelli per mostare sgomento. Lui ha accennato ad un cortese e lieve sorriso, e che altro avrebbe potuto fare. Siamo arrivati davanti a quel portone, hanno citofonato. Io presentivo qualcosa, ma poi mi sono allontanata. Dovevo accompagnare l'amico di mio figlio a Mergellina. Quando, dopo la mezzanotte, sono ritornata nella zona, li ho visti ancora lì. Con la cartina in mano parlavano con una coppia di napoletani. Il bed&breakfast era chiuso e loro cercavano un bar dove poter passare la notte. Sono stata tentata di offrire loro ospitalità. Stavo per proporglielo. Non l'ho fatto. Stamattina stavo pensando a loro due.
postato da: meriggio alle ore 08:47 | link | commenti (12)
categorie: frammenti di vita
sabato, 12 maggio 2007

Musica e film

 

 

Questa sera ha queste note musicali.

Se non dovessi andare a prendere mio figlio P. me ne starei volentieri a casa a rivedere Smoke di Wayne Wang. Prima però Letter from home di Pat Metheny.

postato da: meriggio alle ore 20:32 | link | commenti (2)
categorie: musica, film

Sù, marciate.

Che confusione! Ha ragione Jaero a scrivere che la democrazia con tutte queste marce diventa solo una caciara. Un'ulteriore prova della spettacolarizzazione della politica che  dovrebbbe occuparsi, invece, delle quotidiane difficoltà, degli innumerevoli intoppi che si frappongono nel corso delle nostre giornate tra noi e gli altri, tra noi e il mondo circostante. La politica che dovrebbbe mirare al benessere del cittadino, alla felicità degli individui ha deviato il suo corso già da lungo tempo. Nemmeno c'è il tentativo di scrivere le tracce di una nuova linea politica attraverso l'Utopia,così come hanno fatto  Moro, Campanella e Bacone. Sembra di stare a volte in un girone dantesco da cui per l'eternità non se ne esce. Un circolo vizioso che non si vuole interrompere. Stamattina leggevo sui quotidiani delle due manifestazioni a Roma. Che ipocrisia da entrambe le parti. Il family day è una manifestazione contro i Dico. Se avessero voluto manifestare a sostegno delle famiglie, dei disagi e dei disorientamenti che nascono e si sviluppano dentro le famiglie di oggi, avrebbero dovuto muoversi già da tempo. L'altra manifestazione, quella dei laici tra i quali mi inscrivo, ha proprio il sapore della contromanifestazione, con la scusa della ricorrenza dei trent'anni  della vittoria dei "No" al referendum sul divorzio. Tanto di cappello. Però proprio ora? Mi chiedo. Confusione e caciara. L'idea che la marcia sia diventata di moda è suffragata da un'altra notiza, letta sempre stamattina sui giornali. I disubbidienti e le prostitute marceranno insieme il 16 maggio, a Padova, per contestare i provvedimenti del sindaco (DS) contra la prostituzione. Leggo che le prostitute e i "prostituti" sono diventati lavoratici e lavoratori del sesso. Chissà cosa ne pensa Tortora che si interroga spesso sui cambiamenti nell'uso e nella scelta delle parole. Non ho pregiudizi, nè idee moralistiche sui lavoratori e sulle lavoratrici del sesso. Il fatto è che non riesco a dimenticare un'altra parola, storica direi, caduta in disuso, oramai. Una parola di cui si è forse dimenticato il significato. Mercificazione. Il proprio corpo e il sesso sono una merce da vendere, in questo caso. Ben altro valore dovremmo dare a queste due pregevoli cose. O no?

Sù, marciate. 

postato da: meriggio alle ore 16:12 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni
venerdì, 11 maggio 2007

Riti e ricerca

Tutto ciò che ha a che fare con le abitudini culturali individuali o collettive, mi incuriosisce. Quelli che vengono definiti quotidiani riti di passaggio mi sembrano impronte che lasciamo del nostro vivere quotidiano. Segni attraverso cui passano le nostre esistenze. Anche quando lavoro, l'aspetto che più mi piace mettere in evidenza della storia dei popoli, sono le sezioni che rappresentano il vivere quotidiano delle genti di una volta e di quelle di oggi. Mi fa pensare, invece, anche se non mi stupisco più di tanto, che abitudini e comportamenti siano oggetti di ricerca di un'agenzia pubblicitaria. ma tanto il passaggio dall'homo sapiens all'homo videns e all'homo consumatore è avvenuto già da lungo tempo. Per me conta molto il rituale mattutino, mi piace fare colazione soprattutto, e preferisco come momento di aggregazione  familiare il pranzo alla cena, così da sentirmi anche più leggera e mangiare con più gusto la mattina. So anche che, da sciroccata quale sono, non ho abitudini fisse, e quello che va bene per alcuni mesi, può non andar bene per gli altri successivi. Magari tra un qualche giorno starò a scrivere del benessere che deriva dall'incontrarsi a cena.

 I riti quotidiani transnazionali Una ricerca globale dell’agenzia pubblicitaria BBDO mette in luce i cinque rituali giornalieri compiuti in tutto il mondo.

Forse voi non lo sapete, ma qualcuno guarda con bramosia quegli insulsi momenti d’intimità della giornata, in cui vi lavate i denti o sbadigliate davanti al caffé. I consumatori di tutto il mondo sono infatti accomunati da alcuni quotidiani riti di passaggio, situazioni ripetitive ma simboliche che stanno per diventare la nuova terra di frontiera (e di conquista) delle imprese. Lo sostiene uno studio globale realizzato dall’agenzia di pubblicità BBDO con l’obiettivo di offrire ai responsabili del marketing la conoscenza dettagliata dei comportamenti giornalieri dei potenziali clienti. CINQUE RITI – Lo studio – di cui riferisce oggi Business Week – non vuole individuare tanto le abitudini, troppo meccaniche e scarsamente emozionali, quanto i rituali che scandiscono la giornata e che rinviano evidentemente a comportamenti antichi, ad «azioni che aiutano a trasformare uno stato emotivo in un altro». La ricerca della BBDO ne ha individuati cinque: «prepararsi per la battaglia» (i riti del mattino); «banchettare» (riconnettersi con la tribù e mangiare); «agghindarsi» (farsi belli); «tornare al villaggio» (uscire dal lavoro); e infine «proteggersi per il futuro« (i riti serali prima di dormire). Si tratta di scansioni del ritmo quotidiano presenti in tutte le culture, ma vissute diversamente a seconda del Paese. L’analisi – che ha coinvolto 5 mila persone in 21 Stati – si è dunque soffermata sulle declinazioni nazionali di questi riti, col risultato di abbozzare un ritratto globale di quelle piccole, intime preferenze che, fino ad oggi, rimanevano nascoste tra le mura domestiche o all’interno dei circoli familiari. (continua, www.corriere.it)

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categorie: riflessioni, miti e simboli
mercoledì, 09 maggio 2007

Lalala-lala, lalala-lala...

Cercavo un'altra canzone Io mi fermo qui, cantata dalla Vanoni. Non l'ho trovata. Intanto nella mente avevo anche Remedios, proprio quella che fa parte della colonna sonora di Saturno contro. Su questo film ho già detto la mia opinione sui blog di amici. Mi andava di sentirla, questa canzone, e forse di rivedere i personaggi di Saturno contro.

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categorie: musica, film
martedì, 08 maggio 2007

Il meno peggio

Ieri a quest'ora era tutto un rumore di trapano. Anzi erano circa le tre quando li ho sentiti la prima volta e la cosa è andata avanti ancora una mezz'ora. Ieri ho mentito al mio portiere. Ero in cucina a lavare i piatti. Spossata per quel frastuono che proveniva dal palazzo più avanti del mio, gli ho citofonato e gli ho chiesto dove stessero facendo i lavori e poi se questo era il modo di fare. Gli ho detto che avevo tentato di dormire ma era stato inutile. Che a quell'ora c'era chi svegliandosi prima delle sei avrebbbe voluto riposare. Non stavo dormendo, ma ero furibonda lo stesso. Giovanni, il portiere, mi ha detto che sarebbe andato a dire agli operari se potevano smettere ma sapeva già che era inutile. Di lì a poco sono uscita. Quando sono rientrata Giovanni mi ha detto che aveva parlato con gli operai, che si trattava di qualche giorno, che forse era meglio farlo a ritmo continuo, altrimenti il lavoro di togliere le piastrelle da un balcone sarebbe durato più a lungo. Così si trattava di sopportare solo qualche giorno. Ha concluso dicendo: "Signò, è il meno peggio". Anche qui il meno peggio. Mi sono ricordata che in mattinata con alcune colleghe avevamo parlato delle scelte sindacali che ciascuno di noi faceva e alla fine una di queste colleghe aveva concluso dicendo che si trattava di scegliere il meno peggio. Intanto oggi, erano tre e un quarto circa quando sono tornata a casa e intorno c'era solo il consueto silenzio. Niente trapano. Mah!
postato da: meriggio alle ore 16:26 | link | commenti (10)
categorie: frammenti di vita
domenica, 06 maggio 2007

Se non avessi da fare

E nelle giornate di maggio mi prende pure la frenesia per la luce e per il sole che vorrei di più qui, a casa mia. Trovo insopportabile questa situazione da finestra sul cortile con un palazzone dal lato dello studio e con mura alte dall'altro lato, quello della cucina. Ma peggio di me stanno quelli che abitano di fronte. Non hanno che un solo lato dove poter affacciarsi. Se invece io, guardo a sinistra, laggiù, in fondo tra tetti, terrazzi e terrazzini, vedo uno spicchio di mare, solcato come in un scena felliniana ora da una grande nave, ora da piccole vele, come in questo istante. Posso scendere giù, se voglio, andare a via Caracciolo. Se non avessi da fare. 
postato da: meriggio alle ore 15:56 | link | commenti (13)
categorie: stati danimo
sabato, 05 maggio 2007

Come un canile

"Chiedo la condanna degli imputati a nome dei 27 bambini e della maestra uccisi dal crollo della scuola Francesco Jovine, costruita come non si costruisce nemmeno un canile, senza il rispetto di alcuna norma di legge. Una scuola frutto di decisioni assassine, che ha fatto conoscere al mondo il volto dell'Italia peggiore, quella più cinica, più sguaiata, più disabituata al rispetto delle regole più elementari. Otto ore di requisitoria appassionata, lucida, documentata fino nei dettagli, rigorosa nell'impianto logico, quella del procuratore di Larino, Nicola Magrone. Nella sala ricevimenti di un albergo adibita ad aula di giustizia, sala gremita, gente commossa. E poi i genitori dei bambini. C'erano tutti. Attenti, silenziosi. mai un gesto fuori posto, mai un commento superfluo, in certi momenti pareva che nemmeno respirasssero". Altrochè angeli di San Giuliano uccisi dalla fatalità.

Carlo Vulpio, sul Corriere di stamattina.

postato da: meriggio alle ore 20:25 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, fare a cazzotti
venerdì, 04 maggio 2007

Inizio maggio

E a me le sere di inizio maggio piacciono tanto. Voglia di scendere giù, a guardare le ultime ore di luce sul mare.
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categorie: altrove, bazzecola

Qui, a casa mia.

I libri scolastici arrivano in questo periodo a casa o a scuola. Impacchettati, intestati, scartati ed esaminati. Alcuni cambiano solo veste, la scelta dei brani e degli autori è la stessa dell'ultima edizione. Per altri si fa fatica a capire in che modo siano stati collocati autori, opere e correnti letterarie. Somigliano più agli ipertesti, ma non sempre è oro tutto ciò che luccica. Dopo un po' ci si accorge che si fermano in superficie per molti autori. C'è un inutile affastellarsi di richiami e rimandi. Dispersivi e inconcludenti. Alcuni scrittori viventi hanno trovato posto nelle antologie già da tempo, come Andrea Camilleri, come Erri De Luca, come Umberto Eco, come Luigi Meneghello, come Isabel Allende, come il mio amico Ben Jelloun. Poi occorre esaminare gli altri apporti che provengono dal modo contemporaneo per i testi non letterari. Giornalisti, scrittori-giornalisti alla Carlo Lucarelli, testi o interviste di magistrati come Saverio Borrelli. Mentre sfoglio e spulcio di qua e di là, trovo una vecchia foto di Saddam Hussein mentre prega Allah. Nella didascalia manca, secondo me, la data di nascita e di morte. Questo solo per il testo narrativo e i testi non-letterari. Mi restano da esaminare i testi poetici, l'epica, il laboratorio di scrittura e ancora qualcos'altro. Tralascio, ma solo per adesso, le connessioni interdisciplinari con l'arte, con il cinema con il fumetto. Se volessi cambiare il testo di storia e di grammatica, farei lo stesso lavoro. Qui, a casa mia.
postato da: meriggio alle ore 17:46 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, leggere, nota personale
mercoledì, 02 maggio 2007

Le vite degli altri-Film

le vite degli altri

Le vite degli altri di Florian Henckel Von Donnersmarck è un gran bel film. L'ho visto qualche giorno fa all'Ambasciatori in una sala sufficientemente gremita se si considera che è lì da diverse settimane. Temevo di perderlo. Ci tenevo a vederlo già da tempo, avevo avuto sentore che si trattasse di una bella storia, sapevo che era stato premiato agli Oscar2007 come miglior film straniero. Prima di vederlo non ho letto nessuna recensione, forse sapevo che era sullo spionaggio e nient'altro. E' la storia di Gerd Wiesler, agente della Stasi, la famigerata polizia segreta, attiva e operosa nella DDR, prima della caduta del muro di Berlino. Nella parte di Gerd Wiesler c'è l'attore Ulrich Muhe, che non conoscevo e che ho trovato azzeccato nel ruolo dell'agente segreto, gelido e canaglia. Gerd Wiesler è specializzato in interrogatori e nella sorveglianza di sospettati politici, intellettuali e scrittori dissidenti. Gli viene affidato l'incarico di sorvegliare la vita quotidiana dell'autore teatrale Georg Dreyman e della sua compagna, l'attrice di teatro Christa Maria Sieland. Dall'osservazione e dall'ascolto di quello che avviene nell'appartamento, abitato dalla coppia, ne uscirà cambiato, al punto da imprimere alla vicenda una piega inaspettata e drammatica. Questa, in soldoni, la trama. C'è, dunque, una bella storia e bell'intreccio in questo film. Suggestiva è l'ambientazione che fa da sfondo all'agire dei protagonisti, (viali alberati desolanti, aula universitaria asettica, appartamento pieno di libri, macchina da scrivere e penna per l'autore di teatro Georg e poi citazioni di libri e di opere musicali). Insomma un bel film, forse il migliore tra quelli visti quest'anno.

postato da: meriggio alle ore 17:42 | link | commenti (7)
categorie: film
martedì, 01 maggio 2007

L'enigma di Pietro

Pura curiosità, quella che mi spinge a pensare al ragazzo che, oggi, ci ha servito in uno dei tanti ristorantini del Sannio. Alto, capelli corti e castani, sicuro di sé e professionalmente preparato, se si eccettua la volta che ha portato i  nostri secondi a un altro tavolo. Pura curiosità. Quando si è avvicinato al nostro tavolo a prendere l'ordinazione, non sapevamo che si chiamasse Pietro. Anzi, visto che le movenze erano femminili, così pure il volto, pensavamo io e P., mio marito, che fosse una ragazza. Una ragazza dai capelli corti e un po' mascolina, più per il capello corto che per altro, ma pur sempre una ragazza. Invece, come quando capita di dover fare un'inquadratura migliore per una foto, o di mettere a fuoco meglio un soggetto da fotografare, quando l'hanno chiamata Pietro, io e P., mio marito, ci siamo guardati negli occhi, come per dire qui non abbiamo capito qualcosa. C'era poi qualcosa da capire? Pietro è un ragazzo che ha trovato o sta per trovare una nuova identità, o viceversa è una ragazza, come la vista sembrava offrirci, che ha già trovato il proprio modo di essere? Pura curiosità per una vita che si interseca con la mia, anche se solo per un paio di ore. Tutti gli incontri della nostra vita lasciano un segno, a volte profondo e indelebile, altre volte solamente superficiale. So che questo segno domani scomparirà, e presto me ne dimenticherò. Per ora, però, resta il segno di una storia umana che posso solo immaginare. Resta l'enigma di Pietro. 

postato da: meriggio alle ore 18:12 | link | commenti (13)
categorie: frammenti di vita, ho visto