Detesto i soprammobili. Voi interpretate come vi pare.
Nell'Assedio di Bernardo Bertolucci (1999), Shandurai è una giovane africana, studentessa in medicina, che lavora come colf in casa di un pianista inglese, Mr. Kinsky. La storia è ambientata a Roma in un appartamento che affaccia su Trinità dei Monti. La dimensione verticale dello spazio (la scala a chiocciola) ha un suo significato, almeno credo. Nel corso della storia tra i due protagonisti nasce una relazione, fatta di un guardarsi di nascosto, di un parlarsi senza parole, di un comunicare con gesti, con azioni. Tra queste, ricordo le scene in cui un po' alla volta la casa si svuota di tutti i soprammobili che Shandurai spolverava con estrema calma, tutti i giorni. I soprammobili scompaiono. E' una forma di linguaggio. Due mondi diversi che si avvicinano. Quello che Shandurai si è lasciata alle spalle, un paese sotto regime dittatoriale, un marito prigioniero dei militari, e quello artistico e solitario di Mr. kinsky.
Ogni volta che metto un po' di ordine in casa come sto facendo in questi giorni, mi viene in mente questo film e penso a quando Tania, che viene dall'Ucraina, si ritrova a fare lo stesso lavoro, di sabato, come stamattina.
Quell'abito bianco, lungo, con il velo e lo strascico. Quello di "quel giorno". Bianco non è più. E poi ingombra. Quel giorno lontano, quando mamma decise di buttare il suo, forse, aveva la mia età. Al mio stupore contrappose l'aria di chi non se ne importa. Il tempo, lo scorrere del tempo, vince sempre su tutto, fece intendere.
City of blinding lights degli U2, come sottofondo.
Non c'è due senza tre.
Dante, un errore grave nella traccia.
Un errore di distrazione. Eh, ministro, ma si rende conto?? Era meglio che copiavano, ministro...i suoi collaboratori, certo, sennò chi? Non gli ha dato tempo ed ecco i risultati.
"E non vi succeda MAI di dire che chi legge - professore, corteggiatore, amico o genitore - «non ha capito». Se non ha capito, è colpa vostra: non vi siete fatti capire." (Severgnini)
Divertentissimo il decalogo di Severgnini per la maturità 2007. Ma anche lui, in questo punto, ha toppato. Eh, sì, perchè, malgrado sia uno che gira per i licei milanesi, per i suoi corsi sulla scrittura, non si è reso conto che davvero ci sono quelli che non sanno leggere!!! In tutti i sensi. Quindi difendetevi, dite "Lei non ha capito." 


«NON SI COPIA» - «Vorrei dire ai ragazzi - dichiara il ministro - che, nonostante i consigli di qualche amante delle scorciatoie, a scuola non si copia. Mi ostino a pensare - aggiunge - che la furbizia abbia il fiato corto e che alla fine primeggi solo chi è preparato perché l'unico modo per sottrarsi ad un futuro di precarietà è racchiuso in una sola parola: "competenza". E poi creatività».
Questa dichiarazione non poteva non andare sul mio blog.
Chi è precario non è "competente"? Mi sa che il ministro Fioroni ha toppato.
Ho la brutta abitudine di scendere per la spesa verso sera. Diciamo poco prima delle otto. Passo per via Alabardieri e poi per via Belledonne e mi avvio verso i supermercati che si trovano uno vicino l'altro in una traversa di via Imbriani. Quando scendo molte persone del quartiere, e non solo quelle, si intalleano per bar e baretti, per l' happy hours, per il vino con gli stizzichini o per la pizza e i contorni. Non mi dispiace che ci sia movida. Tutt'altro. Tante volte ho scritto dell'atmosfera piacevole che si crea, quando luci e musica si diffondono per le strade per quello che è un rito, un'abitudine, a volte effimero e fastidioso, soprattutto per chi abita nei palazzi sotto i quali si trovano i locali, altre volte piacevole, perché; caratteristico del nostro tempo. Forse poi ci troveremo al bar, oppure non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai...Ebbene mi ritrovo a camminare con due buste una per lato, a volte tre se mi fermo dal fruttivendolo. Faccio fatica a camminare sui basalti sconnessi e devo fare slalom tra ghepardi e leonesse sotto forma umana, insomma tra quelli che pareano (nell'accezione che conosco io fin da ragazza: non fare niente). Per non dire di quelli che passano sui moltocicli, a dispetto del divieto, e che ti pompano in faccia il gas di scarico. Non sono l'unica a fare la spesa a quell'ora. Pensate che questi due supermercati hanno fatto la loro fortuna con un bacino di utenza così ampio. Il quartiere è molto popoloso. Ma la buona borghesia napoletana che passa tra munnezza varia, non dice nulla. Le signore, le signorine e i giovanotti spesso agghindati, spesso anche loro con buste colme di cibo attraversano quella immonda via Imbriani come se avessero il prosciutto sugli occhi. Mai un cenno di impazienza, forse per paura che si formino le rughe. Forse perché manifestare il proprio disappunto è politicamente scorretto. Forse perché se il napoletano alza la voce può sembrare un "napoletano". Via Imbriani è la via del mercatino. Di mattina ci sono le bancarelle. Quando smontano, quello che resta per terra è indescrivibile. Poco dopo nello spazio occupato di mattina dai banconi, arrivano le macchine. Lì, si può parcheggiare. La monnezza resta tra le ruote delle auto in sosta. Il presidente della circoscrizone esiste ancora?Boh...
Non è mica finita. Il supermercato più grande, non faccio nomi per non fare pubblicità, ha un'uscita laterale su via Imbriani per i carichi. Da qui depositano, stasera erano le sette e mezza circa, spazzatura varia che sembra vomito, perchè le buste sono trasparenti. Sono i resti del reparto salumeria e pescheria. Passo e con me altre persone vicino alla monnezza, quasi ogni sera. Vero è che viene prelevata. Sono già fortunata. Parlare di spazzatura di questi tempi, è rischioso. Ad ogni buon modo. mai sentito nessuno lamentarsi. Stasera dovevo essere particolarmente poco disposta a sopportare questi aspetti del vivere quotidiano in una città come Napoli, in un quartiere che si dice "bene" (quanto detesto questa parola!). Dunque ero nel supermercato più piccolo, anche qui non faccio nomi. E' abitudine dei commessi mettere in ordine, riempire gli scaffali mentre la clientela fa la spesa. Stasera con una scala stavano staccando dal soffitto dei cartelloni promozionali. Ebbene, chi conosce il supermercato sa quanto è piccolo. I dipendenti facevano tranquillamente il loro work in progress. Addirittura, non esagero, la cassiera spazzava. Non era l'ora della chiusura. Non ho potuto trattenermi e ho fatto notare che già il locale è piccolo (e secondo me non è per niente in regola con le norme sulla sicurezza), poi si mettevano anche loro a intralciare il passaggio... Il commesso mi ha detto che dovevano farlo proprio allora, perchè poi dopo chiudevano e sarebbero andati via. E grazie ho pensato. Ci credo, con quella megera della proprietaria che vuoi che facciano pure gli straordinari pagatI? E quando mai si è visto? Sul disagio provocato alla clientela si è smorzato lo scambio di parole. La borghesia taceva. I più hanno taciuto.

Il più bravo attore italiano. Non del tutto valorizzato. Visto qualche mese fa in Notturno bus.
La parte di guidatore di autobus, da e per l'aeroporto di Fiumicino, non è di quelle che consentono piacionerie: o hai talento, o ti confondi con la tappezzeria. (Mariarosaria Mancuso)
Non si può essere seri a diciasette anni locali rumorosi di luci sgargianti con i bicchieri pieni di limonata fresca e sotto i tigli verdi a passeggiare e basta e sono belli i tigli quando giugno arriva e l'aria è così dolce che se la si respira si sente bene il suono della città vicina si sente bene il vino mischiato alla benzina E poi all'improvviso guardare più lontano scoprire un pò di cielo in mezzo a qualche ramo e quell'azzurro scuro pare trafitto appena da una stellaccia bianca che dolcemente trema Diciasette anni a giugno e ci si lascia andare la linfa è uno champagne che ti farà ubriacare e sulle labbra schiuse immaginare un bacio e poi dimenticare di non averlo dato Mentre il cuore sogna romanzi d'appendice ti sembra di vedere in quella poca luce il volto di una donna che donna non è ancora però come si muove se ti guardasse ora Visto che ti trova immensamente ingenuo mentre fa ballare leggermente il seno lei si gira e segui il movimento ma poi non parli più però rimani attento E sei innamorato innamorato perso sarai noleggiato fino al trenta agosto fino al giorno in cui ti avrà risposto E quella sera andrai al solito locale stessa limonata identico rumore non si può essere seri a diciasette anni sotto i tigli verdi e passegggiare lenti
(Arthur Rimbaud - Leo Ferrè - Traduzione: Daniele Silvestri)
Tetes De Bois
Quelli di quest'anno non sono stati diversi dagli altri, quelli degli altri anni. Però qualcuno di questi mi resterà impresso un po' di più. Chi non ha mai visto la malinconia negli occhi dei diciassettenni?
Tra qualche anno racconteranno, anche loro, dei giorni trascorsi dietro ai banchi di un'aula scalcinata e fredda. Racconteranno di qualche pariata e di quando si sono annoiati e poi di quando hanno riso e anche di quando hanno avuto veramente paura perchè si sono visti persi. Ci sono stati momenti come questi, ci sono stati, lo so per certo. Passeranno gli anni e la mia faccia scivolerà nei meandri della loro memoria. Forse si fisserà nei ricordi di alcuni. Verrà cancellata in quelli di altri. Come in un gioco di specchi, io vedo me in loro. Io ho diciassett'anni. Io passeggio sotto i tigli verdi.
Tra qualche anno mi ricorderò delle strade deserte, dei negozi chiusi, delle corse per la scala Fenicia, del buio di prima mattina, di qualche sguardo interessato e del mare mosso visto dalla finestra.
Qui, il cielo è ritornato grigio. Quel poco di mare, là, guardando a destra dalla finestra dello studio, è piatto e cinereo. Più o meno come nella foto. Considerate, però, che io non ho quest'ampia visuale.
Bassolino così risponde a Chiamparino: "Le affermazioni del sindaco di Torino sono un triste segno dei tempi e della confusione che regna nel centrosinistra. Io non voglio partecipare a questo gioco, vengo da una scuola diversa". Da quale? Mi chiedo. Poi ammette che "le responsabilità della regione e della politica nell'emergenza rifiuti non sono in discussione". Avete capito? Se glielo dice il sindaco di Torino, fa l'altezzoso. Se se lo dice da solo, e fa il mea culpa, si autoassolve e va avanti. Gli vengono in aiuto Fassino e Riccardo Illy, governatore del Friuli. Il primo, dopo aver detto che le immagini dell'immondizia napoletana hanno avuto un forte impatto negativo sull'opinione pubblica settentrionale (qui è il caso di dire che c'è) in occasione delle elezioni amministrative, attenua poi le sue dichiarazioni sul leader della Campania, inserito nel comitato dei magnifici 45 per la costituente del Pd (quest'ultima cosa non è irrilevante). Il simpatico Illy, invece, giustifica il nostro governatore, sostenendo che "si possono chiedere le dimissioni solo a chi non fa nulla in una situazione normale. Non a chi lavora in una condizione di emergenza dovuta anche alla presenza asfissiante e pericolosa della criminalità organizzata". Restano più convincenti e concrete le parole del cardinale Sepe che invita a fare attenzione, "con l'emergenza rifiuti si gioca con la salute della gente" e resta in tutto questo la mia disistima per Bassolino e anche per la Iervolino.