Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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martedì, 30 ottobre 2007

Che cos'è?

Ti sei convertita al gocciolismo? Mi ha detto mio figlio, tredici anni, pochi minuti fa. Vediamo se indovinate che cos'è il gocciolismo.

postato da: meriggio alle ore 16:07 | link | commenti (15)
categorie: bazzecola
lunedì, 29 ottobre 2007

Grigia verticalità

A volte viene prima il titolo, e poi il post. A ben riflettere è bastato uno stimolo sensoriale come affacciarsi alla finestra, quella del cortile, naturalmente, per pensare a questo concetto, per avere un'immagine, quella della verticalità, così congeniale a questa città. La grigia verticalità può trasformarsi a sua volta in verticalità grigia, a seconda dell'umore in cui ci si trova. Mi sono affacciata alla finestra di un sesto piano e mi è venuto in mente quello che, ieri sera, ha detto un collega di P. incontrato per strada. Cambio casa; a Napoli, l'importante è vedere il cielo, ha detto. Da lì, da dove'ero io, il cielo si vedeva e con esso anche un po' di mare, grigi. Mi sono ricordata della verticalità della Cilento, in Napoli sul mare luccica. La città aerea. E poi delle prospettive invertite e della vertiginosa relatività del mondo di Escher.
postato da: meriggio alle ore 16:51 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, stati danimo, dalla finestra sul cortile
domenica, 28 ottobre 2007

Il film di ieri sera

Questo è il film che ho visto ieri sera, con i miei amici del "Cenaforum". Mi è piaciuto. Avvincente pur nella sua lentezza.

La generazione rubata (recensione da FilmUp.com)
I primi anni del secolo scorso le autorità australiane dovettero affrontare due problemi di difficile soluzione. Il primo era l'abnorme proliferare dei conigli, introdotti dagli europei assieme ad altri flagelli come la varicella o il comune raffreddore, e il secondo era costituito dalla nascita dei meticci procreati dagli accoppiamenti tra bianchi ed aborigeni. Il primo problema fu risolto costruendo una recinzione che attraversando il continente da Nord e Sud (la Rabbit Proof Fence, che dà il titolo originale al film) impediva ai conigli di razziare le terre coltivate; il secondo problema fu risolto deportando i piccoli "mezzosangue" in colonie, una sorta di campi di rieducazione, dove venivano "preparati alla loro nuova vita nella società dei bianchi" e, soprattutto, permettendo loro di avere rapporti sessuali solo con "esemplari" di razza bianca. In tal modo, si assicurava la costante depurazione, di generazione in generazione, della loro componente aborigena. "La generazione rubata" di Phillip Noyce tratta della storia vera di tre bambine - raccontata in un romanzo dalla scrittrice Doris Pilkington Garimara - che, allontanate dalle loro famiglie e deportate nel campo di Moore River, riescono a fuggire e a tornare dalle proprie famiglie soprattutto grazie alla tenacia ed all'astuzia di Molly (Everlyn Sampi) la più grande delle tre bambine.
Il regista australiano, dopo il successo di film come "Sotto il segno del pericolo" o "Il collezionista di ossa", si dedica anima e corpo alla realizzazione di questa opera vestendo anche i panni del produttore e lo fa con le caratteristiche che gli sono proprie. Infatti, pur investendo molto sull'aspetto sociologico ed umano della vicenda, non rinuncia a condire il tutto con una certa suspence drammatica. Il duello tra l'intelligente Molly e Moodoo (David Gulpilil) la guida aborigena incaricata di ritrovare le bimbe fuggitive ne è un esempio. Ma anche le riprese dall'alto di una terra piatta e assolata, gli inseguimenti al buio tra la vegetazione in una notte illune, l'uso frequente del grandangolo ad immortalare personaggi e paesaggio, restituiscono allo spettatore la giusta tensione senza la quale il film rischierebbe di risultare un pò lento e poco avvincente.
Un film di denuncia ed un grave atto di accusa, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, nei confronti della presunte civiltà dei bianchi, le cui mefitiche ragioni sono esaurientemente rappresentate dal personaggio di A.O. Neville - interpretato da un caustico ed irreprensibile Kenneth Branagh. A.O. Neville, il "diavolo" come era chiamato dalle popolazioni aborigene, era il funzionario addetto al "programma" di "tutela degli aborigeni" e che supervisionerà la caccia alle tre bambine poi abbandonata solo "per mancanza di fondi".
Un capitolo a parte meriterebbe la musica di Peter Gabriel. Qui mi limito a dire che l'ascolto delle composizioni dell'ex Genesis, molto utilizzate da Noyce durante gran parte delle sequenze, giustificano da sole il prezzo del biglietto.
Molly Craig, oggi ottantaquattrenne ed alla quale sono state a sua volta sottratte due figlie negli anni successivi - sì perché, incredibile a dirsi, ma questa pratica è andata avanti fino al 1970, il che significa che mentre in Europa scoppiava la contestazione giovanile del sessantotto e noi ascoltavamo i Beatles o i Rolling Stones, nella civilissima Australia si deportavano bambini... - ha dichiarato queste semplici, lapidarie parole, più forti di qualsiasi programma di protezione, più robuste di qualunque idea malsana: "Conoscevo mia madre. Volevo tornare a casa da lei."


postato da: meriggio alle ore 16:40 | link | commenti (4)
categorie: film
venerdì, 26 ottobre 2007

Colpa dello scirocco

Che tristezza, che grande tristezza, e quante stronzate si fanno negli anni.

Qui, dentro casa, l'aria è fredda, colpa dello scirocco che ha alzato solo la temperatura esterna.  E' un tempo che fa venire mal di testa. Colpa del freddo dei giorni scorsi, che così come è venuto, così subito se n'è andato. Malgrado tutto Rotolando verso sud mi fa star bene. Solo per poco.

postato da: meriggio alle ore 15:48 | link | commenti (5)
categorie: stati danimo
martedì, 23 ottobre 2007

Al di qua delle transenne

Fa un certo effetto vedere da vicino i rappresentanti delle maggiori religioni del mondo, soprattutto se sulla folla contenuta dalle transenne di piazza del Plebiscito campeggiano parole come "Un mondo senza violenza. Religione e culture in dialogo". Quando, simbolicamente, Crescenzio Sepe con al seguito gli altri esponenti del mondo religioso cristiano ha incontrato davanti al palazzo Reale i capi delle maggiori religioni del mondo, islamici ebrei, buddisti e scintoisti, mi trovavo al di qua delle transenne. Mi ero allontanata verso via Cesario Console, a guardare più da vicino il Vesuvio che a quell'ora si copriva di luce bassa, quando gli occhi si sono posati su una nave da crociera che ormeggiata al molo Beverello maestosa e illuminata, non poteva non ricordare quel grande regista del cinema italiano che era Fellini. Mi sono girata verso piazza Plebiscito e, da lì, Napoli è veramente una delle sette meraviglie del mondo. La piazza con la chiesa S. Francesco da Paola è sulla sinistra, bella nella sua forma ad abbraccio. In fondo piazza Trieste e Trento con il palazzo della prefettura, anche quello illuminato per la presenza del presidente Giorgio Napolitano, che dopo un po' sarebbe sceso pe partecipare al raduno. In alto la Certosa di san Martino e Castel S.Elmo, avvolti nella luce del crepuscolo, che sembravano vegliare con aria scettica l'evento di cui si parla in questi giorni. In quel momento lì la città mi è sembrata più cosmopolita del solito. La piazza non era piena, ma quando i due gruppi si sono incontrati, accerchiati da fotografi e giornalisti, tra bagliori e microfoni puntati, l'impressione di stare sul set di un film mi è venuta facile. Se non fosse stato per la voce di una donna napoletana che da dietro alle mie spalle nel dire "'songhe 'e priévete 'e tutto 'o munno. Comme so' belli", (ma forse anche questa rientrava nella sceneggiatura), mi ha ricordato che era tutto vero e reale, avrei veramente creduto di assistere ad una ripresa cineamatografica.
postato da: meriggio alle ore 22:06 | link | commenti (9)
categorie: ho visto, attualità
sabato, 20 ottobre 2007

A. C. alla Benetton

Stasera stavo sorseggiando un po' di vino rosso Syrah in cucina, mentre cucinavo risotto ai funghi. Alt! Il risotto ai funghi era di quelli parzialmente pronti. Quelli a cui manca solo il riso che si versa, si gira, e si fa cuocere a fuoco lento. Quindici minuti ed è pronto. Stasera stavo sorseggiando un po' di vino rosso Syrah in cucina quando mi è venuto in mente Antonio Colucci. Antonio Colucci era un mio compagno di classe. Era di quelli che se la cavano sempre. Era di quelli che veniva a scuola con la vespa. Antonio Colucci non era bello, forse era piacente. Piacente per molte, ma non per me. Io non mi sono mai innamorata di uno della mia classe. Forse solo in quarto ginnasio mi piaceva uno che di cognome faceva Tammaro. Alto, esile e con gli occhiali. Ma ritorniamo ad Antonio Colucci. Vestiva bene Antonio Colucci. Sempre a puntino. Ricordo dei pantaloni marroni di velluto a costina. Era il 1978, Antonio Colucci aveva dei pantaloni marroni di velluto a costina e un pullover ecrù con lo scolo a V. Antonio Colucci oggi dovrebbe fare l'avvocato. L'ho incontrato alla Benetton di via Toledo, stasera, e non l'ho salutato. I tunes mi fa sentire Grapefruit moon di Tom Waits. E' tra le preferite di P.
postato da: meriggio alle ore 22:34 | link | commenti (5)
categorie: divertissement, frammenti di memoria, stati danimo

Nel cuore di Napoli

Ieri siamo stati in questa chiesa, S. Lorenzo maggiore. Si trova nel centro storico, a piazza S. Gaetano, vicino S.Gregorio Armeno. E' una delle più belle di Napoli. Qui Boccaccio incontrò Fiammetta e nell'attiguo convento soggiornò Petrarca. Siamo arrivati nel cuore antico di Napoli, in mattinata, dopo le undici. L'aria era fresca e la luce, come oggi, era ottima per scattare delle foto. Non avevamo la macchina e ce ne siamo rammaricati. La meta era S. Gregorio Armeno. Abbiamo dato un'occhiata di qua e di là, alla ricerca di qualche pezzo nuovo per il presepe. Con anticipo, senza la folla asfissiante. In giro, c'erano diversi turisti, attenti e curiosi. Quando ci capita, passiamo per le chiese di Napoli. Lo sguardo laico coglie le stratificazioni storiche, come nel caso di S. Lorenzo, cerca i significati, interpreta le immagini sacre. P. è il vero esperto. Sulle chiese di Napoli ha scritto una tesi. E' lui che mi ricorda di una foto scattata quando eravamo all'università, proprio nel chiostro del convento della basilica.

postato da: meriggio alle ore 17:34 | link | commenti (6)
categorie: arte, luoghi prediletti
lunedì, 15 ottobre 2007

Nella natura

Mi costa fatica voltare pagina. Con un peso dentro lo stomaco aggiorno questo spazio. L'ultimo saluto a Laura è avvenuto in uno dei posti più belli di Napoli, Marechiaro. Mi piace pensare che la città che Laura aveva tanto amato e che, soprattutto negli ultimi mesi della sua vita, tante volte l'aveva ferita e addolorata, abbia voluto dare il meglio di sè, ieri. Mi piace pensare che "quella" luce e "quel" sole erano per Laura, che la natura ha voluto darle il migliore benvenuto, accogliendola con un abbraccio caldo e luminoso. Mi piace pensare che Laura vivrà nella terra che calpesterò, nell'aria che respirerò, nelle giornate terse come quella di ieri. Voglio credere alla vita che passa attraverso i cinque sensi anche in momenti come questi. Voglio sentirla ancora nelle mie orecchie, sulla mia pelle, ne voglio sentire l'odore e il sapore, la voglio vedere con gli occhi della mia mente. Solo così potrei riuscire ad avvicinarmi all'assurdo della morte.
postato da: meriggio alle ore 18:56 | link | commenti (8)
categorie:
sabato, 13 ottobre 2007

Ciao, Sorrisò.

Lei era Sorrisò. La mia amica. La nostra amica blogger.
postato da: meriggio alle ore 21:42 | link | commenti (7)
categorie:
mercoledì, 10 ottobre 2007

Pista (ri)ciclabile

Erano una decina. Tutti sulle biciclette. Indossavano completini da ciclista, portavano il casco e, alcuni di loro, anche  gli occhialini. Erano uomini e donne.  Dalla corporatura, dal colore della pelle e dei capelli potevano essere tedeschi, o svedesi, o norvegesi. Erano le dieci circa di stamattina e sono passati per via Cavallerizza. Salvatore, il pescivendolo puteolano, mi stava affettando il pesce spada. Sono passati velocemente. In strada, a quell'ora, c'era poca gente; ma non tanto da non creare uno strano effetto. Poteva essere uno spot pubblicitario o un video musicale o una scena di un film. Intanto poco più in là, a via Bisignano un vigile e un automobilista parlavano animatamente. I ciclisti cercavano la villa comunale e poi via Caracciolo? 

postato da: meriggio alle ore 16:22 | link | commenti (7)
categorie: frammenti di vita
martedì, 09 ottobre 2007

Post semi-serio

Severgnini è un personaggio spassoso, anche se l'aria da tignosetto, mascherata da quella simpatica e ironica capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace, non la perde mai. Ancora prima di andare dalla Bignardi, stavo già leggendo il suo ultimo libro, L'italiano. Lezioni semiserie. Si legge bene durante gli spostamenti, soprattutto se, come me, si sta comodamente seduti su una poltroncina di un aliscafo. Non l'ho ancora finito, me lo gusto un po' alla volta e poi perchè in questo periodo sono discontinua, porto avanti diverse letture, tra cui quelle di quotidiani, mensili e poi testi scolastici ecc. ecc. (Severgnini docet. Lui, da questo momento sarà Lui, non ama il quant'altro). Scrive ad inizio libro " Ho scritto questo libro per denunciare le violenze commesse contro l'italiano, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può, e non è neppure difficile. L'importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. La criminologia linguistica è divertente perché non scorre sangue (neppure inchistro oramai). I malvitosi della sintassi sono gente interessante, così i fuorilegge dell'ortografia e i disadattati della punteggiatura. Studiare le loro malefatte è un modo per redimersi; oppure per peccare ancora, con più gusto e consapevolezza".  Più avanti continua " perchè mi oppongo a processi e condanne? Semplice: perché non servono. Una lingua dev'essere maltrattata. E' una prova d'affetto (nostro) e di vitalità (sua). L'eccessivo rispetto maschera il disinteresse. Le lingue morte non le molesta nessuno".

Se lo spirito è questo, allora, che nessuno si offenda. Migliorare si può.

Con il prossimo post, magari, ci si può addentrare nel merito della questione e ci sono cose davvero divertenti. Come la regola del P.O.R.C.O. Ora ho da fare. 

postato da: meriggio alle ore 17:24 | link | commenti (6)
categorie: leggere
lunedì, 08 ottobre 2007

Next stop

Quanto sono silenziosi e laboriosi i napoletani di lunedì mattina. Per una visita medica ho percorso via Chiaia verso le otto, ho preso la funicolare a piazzetta Agusteo e poi la metropolitana. Una mamma accompagnava frettolosamente il figlio piccolo a scuola. Gente ancora assonnata, stranamente muta. Nella metro si sentiva solamente la voce femminile registrata che ricordava le fermate. " Piazza medaglie d'oro". "Next Stop Piazza medaglie d'oro".
postato da: meriggio alle ore 19:35 | link | commenti (10)
categorie: frammenti di vita
sabato, 06 ottobre 2007

Chiaro?

Quattro spicce considerazionecelle sul ritorno dell'esame di riparazione.

In classe il fatto è sembrato normale. "Cosa cambia? " mi ha chiesto una ragazzina di prima. E' ingenua perchè di prima, o ha già capito tutto?

Per quelli di seconda e terza la notizia gli è letteralmente scivolata addosso. 

Reazione diversa da parte di mia figlia, alunna di liceo classico. " Ma allora si è bocciati se non si superano i debiti?" Quando dico che ci sono scuole di seria A e scuole di seria B, sembro un marziana.

Due articoli, tra i diversi letti sull'argomento, hanno dato risalto a due aspetti legati al decreto del ministro Fioroni. Quello di "La Stampa" in cui si diceva che saranno gli insegnanti a a tenere i corsi, aiutati eventualmente da collaboratori esterni. I professori dovranno lavorare anche in estate? Dal ministero rispondo che i dipendenti statali hanno 30 giorni l'anno di ferie, e non di più. (Dimenticavo che negli ultimi anni il mio lavoro è molto, ma molto simile a quello degli impiegati dei diversi uffici amministrativi. Di che mi lamento? E io che pensavo a riempire i mesi estivi con lo studio, con serie programmazioni, con delle pubblicazioni, con qualcosa di intellettuale. Che ingenua!) 

Punto uno. La vera questione. Gli insegnanti saranno disposti a stare tra i banchi sotto la canicola? Chi sarà disposto a lavorare ad agosto senza una remunerazone adeguata?

Punto due. L'ipotesi di ricorrere a collaboratori esterni cosa vuol dire che ci si affiderà a Cepu? Questa è la migliore che abbia sentito da Enrico Panini. Va sottoscritta.

Punto tre. Il rientro a scuola degli studenti significherebbe rientro anticipato delle famiglie dalle vacanze. A  Capri i ragazzi sono nel pieno dell'attività lavorativa. Noi abbiamo studenti lavoratori. Questo il ministro lo sa, spero. 

In ultimo. Ma qui entriamo nel vivo della questione. E ritorniamo alle collaborazioni, oggetto di durissime critiche da parte di Panini, il cui intervento è riportato da Il manifesto. Riporto per intero il passaggio. "In questo modo al posto di fornire risorse perchè la scuola risolva al proprio interno i problemi che l'affliggono, si appaltano settori dell'attività didattica dall'esterno. Si procede a una privatizzazione inaccettabile di cui conosciamo già i beneficiari, e si contravviene peraltro a un documento votato all'unanimità dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione in cui si auspicava la fine del ricorso ai privati. Più avanti nell'articolo ancora Panini " Non si può dare denaro a soggetti privati quando i dipendenti del pubblico sono sottopagati. Non è accettabile. per i servizi che i professori già impiegati a tempo pieno non riuscirebbero a fornire, le società ricorrerebbero agli oltre 100mila precari disponibili sul mercato. precari creati dallo stato per risparmiare sulle nuove assunzioni e che invece di essere stabilizzati verrebbero resi ulteriormenyte vulnerabili in un mercato del lavoro sempre più privo di regole e che ora si vorrebbe addirittura estendere."

Chiaro? Ora, forse, la questione degli esami di riparazione può essere vista da più angolazioni.    

postato da: meriggio alle ore 16:13 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, evviva
martedì, 02 ottobre 2007

Culi a Madrid

Il fondoschiena torna a essere protagonista. Sarà il tema centrale di una mostra a Madrid, intitolata «Ocultos» (nascosti), che raccoglie 67 immagini scattate dai più grandi fotografi del '900 come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e Man Ray. La rassegna, che partirà il 3 ottobre e potrà essere ammirata fino al 6 gennaio nell'affascinante Fundacion Canal, mostrerà fondoschiena di tutte le misure e in tutte le posizioni.

postato da: meriggio alle ore 18:19 | link | commenti (22)
categorie: arte, miti e simboli