Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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giovedì, 31 gennaio 2008

Scia d'acqua

L'ho scattata qualche giorno fa. L'isola mi piace di più quando é avvolta dal grigio. Se ne intravedono tutte le sfumature, quelle del cielo sopra Capri, quelle di Punta Campanella, quelle del mare di marina grande e quelle della costa napoletana. Tante gradazioni, tante pennellate.
Quando ero bambina mi piaceva seguire in alto nel cielo le scie che gli aerei lasciavano. Passavano sopra le nostre teste, minuscoli e lontanissimi, diretti chissà verso quali paesi. Ne seguivamo la traiettoria finchè questa non sfumava e svaniva. Sarà per questo che sono stata attratta dalla partenza dell'aliscafo e ne ho voluto seguire le manovre. Ho aspettato che si allontanasse piano dalla costa, sono rimasta a guardare la schiuma bianca, finchè lo permettavano il rumore assordante dei motori e il vento, forte.
postato da: meriggio alle ore 17:02 | link | commenti (10)
categorie: stati danimo, luoghi prediletti
martedì, 29 gennaio 2008

Libri e film

Isabella Ferrari parla per la prima volta a Vanity Fair della scena più attesa di "Caos calmo", tratto dal best seller di Sandro Veronesi. «C’era una scena di sesso tra il mio personaggio e quello di Nanni Moretti. Nel copione, però, non era descritta. Durante le riprese non se ne parlava mai. Ad Antonello (Grimaldi, il regista, ndr) avevo provato a chiedere: Devo baciarlo veramente? Ma lui, invece di rispondere, era sfuggente. Finché, la sera prima di girare la scena, andiamo tutti a mangiare in un ristorante sul lungomare di Sabaudia. Mentre siamo in macchina, Nanni, che è al volante, frena di colpo e dice: "E certo che ci dobbiamo baciare in bocca"». Anche se il film sarà nelle sale solo a partire dall’8 febbraio e il 13 in concorso al Festival di Berlino, da mesi si parla di questa scena.

Primo, perché è piuttosto spregiudicata (un atto di sodomia, con protagonista Moretti e l'amante Isabella Ferrari). Secondo, perché non sono attori qualsiasi quelli scelti per interpretare i personaggi di Pietro Paladini, il protagonista, e di Eleonora Simoncini, la donna che Pietro, all’inizio della vicenda, salva in mare nel momento esatto in cui sua moglie, a casa, sta morendo. Moretti non è solito mostrarsi nudo, e neppure in scene erotiche. Isabella Ferrari, sex symbol del cinema nazionalpopolare durante l’adolescenza (a 17 anni era Selvaggia nel film dei Vanzina Sapore di mare), passati i quarant’anni vive una seconda carriera come interprete di film d’autore: l’abbiamo vista l’anno scorso in Saturno contro di Ozpetek, che l’ha voluta, questa volta come protagonista, anche nel nuovo film appena girato, Un giorno perfetto (tratto dal romanzo di Melania Mazzucco).

www.corriere.it

 

Sono proprio curiosa di vedere come è venuto il film. Il libro non mi piacque molto.

postato da: meriggio alle ore 17:34 | link | commenti (7)
categorie: film, leggere

In giornate come queste

In giornate come queste vorrei una casa con un terrazzo.
In ore come queste vorrei di fronte il mare di via Partenope. In momenti come questi non vorrei vedere dalla mia finestra la giovane signora bere il caffè e parlare al telefono.
In istanti come questi sento, per un attimo, forze che si contrappongono.
Avverto la fatica del fare e del dire. Percepisco l'inerzia.
postato da: meriggio alle ore 15:45 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, stati danimo
domenica, 27 gennaio 2008

Bella ciao

Questa frase mi piace assai e la voglio qui, stasera, nel giorno della Memoria.

"il riconoscimento della Resistenza e la lotta contro il nazifascismo come atto fondante della democrazia repubblicana".
postato da: meriggio alle ore 19:07 | link | commenti (11)
categorie: attualitĂ 
mercoledì, 23 gennaio 2008

Via Toledo. Luna e stelle.


Ecco, la stagione non era questa, e nemmeno l'ora. Ero per strada, per via Toledo, intorno alle cinque, cinque e mezza. Faceva freddo. Vento di tramontana. Aria secca e pungente. Cardigan caldo, cappotto. Ho camminato fino a piazza Carità, dove c'è il mio dentista.
Che cos'ha questa foto in comune con la via Toledo che ho visto stasera?
Stasera, via Toledo era linda quasi linda, come nella foto. Perfino i vasi, che spesso contengono oltre che piante rinsecchite cartacce varie, erano stati ripuliti. Poca gente per strada, negozi poco affollati.
Aria gelida, aria secca. Aria pulita. Di buon auspicio.

Sono uscita sul balcone per vedere se è comparsa la luna, come ieri sera. Bella, tonda e indifferente. Non c'è ancora. Ho visto invece molte stelle. Brillavano, naturalmente.
postato da: meriggio alle ore 19:59 | link | commenti (10)
categorie: luoghi prediletti
venerdì, 18 gennaio 2008

Del piacere di stappare


Mi piace stappare le bottiglie di vino. E' un piacere che ho scoperto da poco. Mi piacciono tutti movimenti che si fanno. Dalla impugnatura del collo della botttglia all'estrazione del tappo di  cui faccio una semi- collezione. Li raccolgo in buona parte. Alcuni sono colorati e non sono di sughero. Mi piace quel movimento delle leve che scendono verso il basso, mentre il tappo sale, tinto di vino rosso, o incolore di vino bianco. Fatto da una donna ha qualcosa di erotico, elegantemente erotico. O no?
Prosit.
postato da: meriggio alle ore 19:21 | link | commenti (15)
categorie: divertimento
sabato, 12 gennaio 2008

Monnezza cerebrale

Saranno cinquemila i sacchi della spazzatura per la raccolta differenziata (quelli di diverso colori) che la Lega regalerà domani sera a San Siro ai tifosi del Napoli in occasione della partita con il Milan.
Guidati dal capogruppo leghista al Comune di Milano, Matteo Salvini, saranno gli ultrà rossoneri del carroccio a consegnare i sacchi della spazzatura acquistati ieri con un tam-tam tra i sostenitori del Milan. (Corriere  della Sera. Sabato 12 gennaio. Pag. 9)


Specialità regionale milanese. Monnezza cerebrale. Nessuna possibilità di bonifica.
postato da: meriggio alle ore 17:25 | link | commenti (14)
categorie: divertissement
domenica, 06 gennaio 2008

Game over

Anche questo avrete già visto e letto.
Molti miei concittadini sporcano le strade. Lo vedo ogni giorno. Lo vedo tutte le volte che passo alle otto di sera per via Chiaia, una delle più belle strade di Napoli, collega Piazza Plebiscito a via Filangieri a piazza dei Martiri. Il ponte di Chiaia e palazzo Cellamare la impreziosiscono. Alle otto di sera fa schifo. Cartoni e monezza lungo la strada. Per dire che il popolo napoletano non è mai completamente vittima. Non ha il senso della collettività, non è stato educato alla difesa del patrimonio collettivo. Ciononostante siamo stati e continuiamo ad essere mal amministrati.
Da napoletana di origine giuglianese soffro per come è ridotto il territorio. Questa terra è la tua terra. Questa terra è mia terra per dirla alla Woody Guthrie. Non è mica finita. Chissà quanto tempo ancora ci vorrà per risanare quelle terre. Lì ci sono i miei genitori e, lì, ci sono i miei piccoli nipoti.
La politica è quella indicata da Scalfari, in questo stralcio di articolo.
Eugenio Scalfari su www.repubblica.it

Comincio con la "monnezza" napoletana, non a caso seguita con foto e cronache dai principali giornali del mondo e perfino dalle autorità europee di Bruxelles allarmate da quanto accade.

Lo scrittore Roberto Saviano ne ha diffusamente scritto ieri sul nostro giornale con la conoscenza di "persona informata dei fatti", indicando i colpevoli, i profittatori, l'inerzia irresponsabile delle istituzioni locali, la pessima gestione tecnica e politica d'un fenomeno che resterebbe incomprensibile senza l'oggettiva congiura di tutte queste circostanze che configurano una serie di aggravanti e non di attenuanti come invece ci si vorrebbe far credere.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti riguarda le città di tutto il pianeta ma ha trovato da tempo la sua normalizzazione. Se ne sono occupati gli amministratori, i tecnici e perfino i romanzieri. Don DeLillo gli ha dedicato uno dei suoi romanzi più significativi. I rifiuti hanno dato vita ad una delle industrie più prospere del capitalismo post-industriale, producono profitti ingenti e occupano milioni di persone.

Ma lo spettacolo di una grande città sepolta da tonnellate di schifezze con effetti gravi sulla salute degli abitanti si è visto e si continua a vedere soltanto a Napoli e in tutta la Campania. Nulla di simile è accaduto a New York, a Los Angeles, a Londra, a Parigi, a Berlino, a Tokyo, a Shanghai, al Cairo, a Rio de Janeiro e in nessun altro angolo del pianeta.
A Napoli sì. Da quindici anni. Non è e non può essere un problema antropologico. Semplicemente: le istituzioni non funzionano, la camorra ne approfitta, non funziona la Regione, non funziona il Comune, non funziona il Commissario ai rifiuti, non funzionano le imprese addette a quel servizio. Celentano avrebbe detto: non funziona il rubinetto di casa mia.

Dovevano puntare sui termovalorizzatori e sulla raccolta differenziata. Le discariche avrebbero dovuto essere una valvola "tattica" per ospitare alcune punte stagionali, come accade in tutte le altre regioni italiane e nel mondo intero. Invece le discariche sono diventate la soluzione preminente e permanente facendo la ricchezza dei proprietari di quei terreni e l'infelicità dei loro abitanti.

Solo adesso, con almeno dieci anni di ritardo, si è deciso di costruire un termovalorizzatore che - si dice - entrerà in funzione tra un anno, ma più probabilmente ce ne vorranno almeno tre. Dovrà smaltire l'accumulo di rifiuti che nel frattempo sarà stato stoccato nelle discariche riaperte con l'ausilio della forza pubblica in tenuta da sommossa.

Chi ha commesso questo macroscopico errore? Forse i Verdi hanno qualche responsabilità, ma i responsabili principali sono il governatore Bassolino e il sindaco di Napoli, Russo Iervolino.

Ho avuto in passato simpatia e stima per entrambi, ma adesso sia la stima che la simpatia si sono molto attenuate. Penso che dovrebbero andarsene. Scusarsi e andarsene. Mi auguro che il presidente del Consiglio glielo chieda. La loro uscita di scena non è certo la bacchetta magica per far sparire la montagna di rifiuti che ammorba la città e i paesi del circondario, ma rappresenta comunque la doverosa punizione dell'errore strategico compiuto e nel quale per anni hanno perseverato.

La disistima della gente per la politica si deve principalmente ad un sistema perdonatorio che premia l'insipienza e le clientele. Il contrario di una democrazia efficiente e trasparente.


* * *
postato da: meriggio alle ore 20:06 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni
mercoledì, 02 gennaio 2008

Ricominciamo


L'avrete già letta in molti. Rileggetela.
Forse le persone oneste dovrebbero far sentire di più la loro voce. Forse bisognerebbe manifestare perchè ci sia una seria raccolta differenziata. Forse qualcuno fra chi ci amministra dovrebbe chiedere le dimissioni. Forse i nostri studenti e i nostri figli dovrebbero farsi portavoce, ora che ricomincia la scuola, di una politica che sia difesa della salute dei cittadini e del territorio. Forse servirebbe che ogni scuola campana, ogni dirigente scolastico, ogni collegio si pronunciasse a favore dei termovalorizzatori. Forse occorrerebbe l'esercito.

L'aria ovviamente era bellissima da respirare, bella come lo spettacolo che si poteva ammirare ed ovviamente priva di diossina.

Pensare che c'è chi attacca le forze dell'ordine che fanno il loro dovere a caricare i camorristi fuori dalle discariche ed dai siti di stoccaggio, impediscono ai camion di scaricare i rifiuti.

Pensare che c'è chi difende i camorristi che non vogliono che vada in funzione l'unico termovalorizzatore che abbiamo (paura della diossina ... e noi che respiriamo da anni coi rifiuti in fiamme per le strade? E tutti gli altri paesi civili d'Europa che hanno i termovalorizzatori?)

Pensare che c'è chi si oppone all'apertura di nuovi siti dove conferire i rifiuti.

È ora di pulire le strade.

È ora di difendere la nostra salute e di smetterla coi giochetti di chi vuole che questa situazione persista in eterno. Solo queste persone hanno interesse che si chiudano i siti esistenti e non se ne aprano di nuovi. Non possiamo difenderli. Non è più ammissibile.

Noi la spazzatura la buttiamo. La camorra ci mangia.

Mandiamo l'esercito avanti ed i camion dietro a scaricare.

Puliamo le città. Evitiamo la catastrofe. Evitiamo le epidemie ed i tumori.

Spero che questo serva a farvi capire la dimensione del problema. Sono mesi che non ritirano la spazzatura da qui ed anni che dura l'emergenza.

Come è possibile che invece di pensare a dove andare a riporre tutte queste tonnellate di spazzatura che infestano le città si pensa a dire no a possibili soluzioni per tamponare l'emergenza?

Se lo dico è perché è una situazione che vivo di persona e perché ho il coraggio di dire le cose come stanno. Spero di non sembrare presuntuoso e mi scuso se può sembrare il contrario. Poi si sa, qui si fa presto a pensare male, ma io ho il coraggio delle mie azioni e mi assumo le responsabilità di quello che dico.

Evidentemente qui non è solo colpa della sinistra, altrimenti ad esempio, non si spiegherebbero certi dirigenti di società miste nate per gestire la situazione rifiuti nominati grazie ad uomini di opposta tendenza politica quando al governo c'erano altri. Società che non potevano partecipare a gare ed appalti perché erano in odore di camorra ed avevano il veto delle autorità. Società che sono andate in liquidazione dopo aver dilapidato milioni di euro dei contribuenti.

Allora due sono le cose: o quando passeggio per le strade della mia città e dei dintorni e quando mi affaccio dal balcone, sogno e vedo e respiro una realtà che non è reale, o sono io che non ho capito niente e continuo a non capire.

Noi non dovremmo difendere nessuno se non i cittadini onesti e la loro salute, prima ancora che la loro dignità. Ecco qual è la priorità. Pulire le città, non chiudere i siti ufficiali. Perché si permette che persistano solo le discariche abusive gestite dalla camorra e ci foderiamo gli occhi di prosciutto? Perché la gente non protesta davanti alle discariche abusive della camorra?

Lo sappiamo tutti che è così.

Se sbaglio qualcosa fatemelo notare, non sono perfetto, può darsi che sbagli e che mi convinca che è così, può darsi che riesca a convincere anche quei due vecchietti di novanta anni, miei vicini di casa, che mi hanno telefonato disperati perché quelli della società dei rifiuti avevano posto dei container pieni di rifiuti in decomposizione fuori la loro abitazione e non potevano più aprire le finestre ed uscire di casa. Può darsi che ci riesca. Se volete ve li faccio conoscere. Loro non vanno a protestare. Loro non ce la fanno. Loro chiamano le istituzioni perché sono brava gente.

Scusate lo sfogo ma vi prego di pubblicare almeno il video: servirà sicuramente a qualcosa.

Grazie.

Buon anno.
(www.repubblica .it)
postato da: meriggio alle ore 17:36 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni, fare a cazzotti