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Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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sabato, 31 maggio 2008

Finiamola

Io  ci vedrei una bella discarica. Vicino al mare, sapore di mare, sapore di sale, sapore di monnezza. Forse visto il prestigio di cui gode il luogo, quartiere Chiaia, sarebbe meglio un termovalorizzatore di ultima generazione. Bello, con tubi lunghi e  lucenti, da incantare i bambini. Moderno, ancora più moderno del centro Pompidou a Parigi. Che ce facciamo noi della villa comunale? Qui ci vedrei un Cdr, militarizzato, naturalmente.
Dico sul serio, fate di piazza Vittoria la piazza della vittoria sulla monnezza. Finiamola.
postato da: meriggio alle ore 20:09 | link | commenti (6)
categorie: attualitĂ 
giovedì, 29 maggio 2008

La 7° ora

Scivola lentamente, nel caldo appiccicoso, la 7° ora. La finestra e la porta sono aperti per far passare più aria. Poche classi, pochi alunni. Improvvisamente siamo arrivati alla fine di maggio, mentre lentamente passa la 7° ora. A chiudere questa giornata è il campanello. Un po' prima dell'ultima ora. 
Fuori fa caldo e la luce è accecante. Non farà più da sfondo alle mie giornate lavorative, nè l'azzurro del mare. Al loro posto anonimi caseggiati grigi.
postato da: meriggio alle ore 17:46 | link | commenti (5)
categorie: stati danimo
martedì, 27 maggio 2008

Senza titolo e senza tag

Stavo guardando le foto di qualche anno fa, quando andammo in Croazia, mentre osservavo l'incanto della luce e dei colori blu e verde che predominano su tutto, mi sono soffermata su di me, sul pareo che indossavo, sul costume, sul colore caffelatte dell'abbronzatura, sugli eritemi che comparvero, nonostante la crema protettiva, e mi sono percepita e vista in modo diverso da allora. Non c'è nulla di strano. Faccio la scoperta dell'acqua calda. Tutto normale. Niente ha valore assoluto, meno che mai le nostre percezioni e impressioni. Eppure qualcosa mi sorprende sempre in questo essere misura di ogni cosa, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono.

Fa un caldo pazzesco. Mi sono spostata con il computer sul balcone. Sono seduta sul divanetto. Un refolo di vento arriva ai piani alti. 

postato da: meriggio alle ore 17:45 | link | commenti (4)
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sabato, 24 maggio 2008

Simpatia



In via Calabritto c'è Salomone, un chitarrista molto dotato che tutti chiamano Jimi (come Hendrix). Viene dal Senegal ed è in Italia da tre anni. «Arrangio, come dite voi — dice —. Ma il mio mestiere è un altro. Ho una laurea in Scienze della Comunicazione con una specializzazione in marketing e pubbliche relazioni, parlo inglese, francese e italiano ma non riesco a mettere insieme i soldi necessari per vivere se non suono in strada». Salomone è informatissimo. «Per ora l'idea di togliere dalla strada chi chiede soldi è solo un disegno di legge. E non è detto che venga approvato. Ci sono due strade — continua — oltre il divieto assoluto. In Inghilterra si può suonare nelle strade con l'amplificatore, in Olanda solo con la chitarra acustica. Comunque, aggiunge, preferirei che parlaste di me non come uno che chiede soldi in strada e dà fastidio ai passanti. Sono rimasto a Napoli proprio perché vengo trattato diversamente: con una umanità che non ho trovato altrove».(www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it)


Mi è sempre stato simpatico. E' vero, non dà fastidio ed è anche piacevole ascoltarlo.
postato da: meriggio alle ore 18:41 | link | commenti (3)
categorie: attualitĂ 
venerdì, 23 maggio 2008

Chiaiano, blocco stradale contro la discarica

Alcune decine di manifestanti sono scesi in strada bloccando il traffico all'incrocio tra via Santa Maria a Cubito, la strada che collega l'area a nord di Napoli con il capoluogo, per protestare contro la paventata apertura della discarica di Chiaiano, alla periferia di Napoli. I manifestanti sono decisi ad impedire l'accesso ai tecnici che dovrebbe eseguire le operazioni preliminare di carotaggio nell'invaso che si trova al confine tra il Comune di Napoli e quello di Marano. Sul posto anche un folto schieramento di poliziotti. (www.repubblica.it)


Un altro blocco stradale a Chiaiano

Secondo blocco stradale a Chiaiano, il quartiere di Napoli che dovra ospitare la discarica della città. I manifestanti hanno ostruito la carreggiata di piazza Rosa dei Venti, conosciuta anche come rotonda Titanic. Manifestanti e forze dell'ordine si fronteggiano. Traffico in tilt. (www.repubblica.it)

postato da: meriggio alle ore 18:56 | link | commenti (7)
categorie: attualitĂ 

Girls

Camminano nei loro infrandito, a piccoli passi. Indossano vestiti leggeri e fluttuanti nel vento di maggio,  stamattina. Per loro l'aria è più calda. Sono venute per girare l'isola e per fare un bagno. Non importa che la temperatura non sia ancora alta. Vuoi mettere? Vieni a Capri e non fai il bagno? Anche se hanno addosso solo degli shorts cortissimi e la pelle si fa d'oca camminano a passo spedito, a fianco di giovanotti alti, in pantaloncini e macchina fotografica, diretti alle barche per il tour dell'isola. Sono senza trucco, la pelle chiara.  Vengono dalla Germania, forse dalla Francia, chissà anche da qualche paese del nord Europa. Non resistono al mito dell'isola. Indossano i loro infradito e occhiali grandi da sole.

postato da: meriggio alle ore 15:12 | link | commenti (5)
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lunedì, 19 maggio 2008

Una delle tante


Di dove sei?
«Fuorigrotta, via Diocleziano».
Famiglia?
«Figlia unica: mamma casalinga e papà infermiere professionale all’ospedale San Paolo, reparto ortopedia».
Come hanno preso questa pubblicità così ardita?
«Mamma lo sapeva dall’inizio, babbo è geloso e gliel’ho detto a cose fatte. Poi è rimasto contento. I dottori dell’ospedale gli chiedono miei autografi. E poi nel quartiere ora sono popolarissima».
Lei faceva la commessa...
«Sì, saltuariamente. A Natale e il sabato da Lello Fusco al corso Umberto, nel negozio Armada Nueva».
Fusco fa tanta pubblicità... si sarà mangiato le mani per non averla notata.
«Sì, mi aveva sotto gli occhi ma gli sono sfuggita».
Studi?
«Dirigente di comunità. Poi ho lavorato come animatrice, come truccatrice. Ma il mio sogno è recitare: fin da bambina».
È fidanzata?
«Single, in attesa di qualcuno speciale».
I suoi amici come hanno preso questa sua improvvisa notorietà? «Sono stati i primi a sapere che avrei fatto questa pubblicità. Con Sabrina, Anna, Nunzia e Stefano siamo sempre insieme e condividiamo tutto».
Quando uscite dove andate?
«Sempre a Pozzuoli, spessissimo al Most».
Sembra che la sua vita non sia cambiata.
«Il lavoro, gli impegni: una rivoluzione. Ma a livello personale non ho subìto scossoni».
Soldi?
«Per ora non ho visto cambiamenti di rilievo».
Lei ha detto che farebbe un calendario.
«Sì, ma dipende dalla proposta. Vorrei sfruttare l’opportunità che mi si è presentata: più di tutto mi piacerebbe fare pubblicità di intimo e costumi».
Seno, sorriso, capelli... E’ tutto naturale?
«Tutto».
Il suo lato migliore?
«Gli occhi e l’addome: faccio molto sport».
Quale sport?
«Al Cus sprinning, con uno step con ammortizzatori, corpo libero, total body e attrezzi: tre volte a settimana. Poi vado in bici e faccio canoa».
Altri segreti di bellezza?
«Bevo molta acqua e mangio pulito. Il resto non è merito mio, ma di mamma e papà».
Come mai ha incominciato così tardi a pensare ad una carriera artistica?
«La mia prima esperienza come modella risale ad una decina di anni fa. Venni scelta, anzi i miei piedi vennero scelti, da una azienda napoletana di calzature per il tempo libero. Dopo i piedi, le mani. Qualche anno fa ha posato — solo le dita — per una azienda orafa. Ma sono venuta fuori solo quando ho mostrato una terza ’’porzione’’ del mio corpo. Ho iniziato dalla parte sbagliata. Ma ora voglio recuperare e farmi conoscere: non più solo ’’a pezzi’’». (Corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Faceva bene a non farsi fotografare per intero.
La bella Giulia, 28 anni, di Fuorigrotta, ha perso l'alone di mistero, di sexy-mistero, che induce la mente umana a immaginare e a vedere oltre il dato sensibile. Si è voluta mostrare nella sua interezza. Ha voluto la notorietà. Firma autografi e sembra molto fiera e soddisfatta di questo. Risponde alle domande della giornalista come le tante facce che appaiono in tv e che la tv maciulla ininterrottamente. Divorata dall'obiettivo senza la consapevolezza di essere nient'altro che una delle tante. Giulia non sa che, a 28 anni suonati, potrebbe essere troppo tardi per lei. Una delle tante. Nè più bella nè meno bella delle tante che si vedono per strada in their summer clothes. Ha perso, facendosi fotografare per intero. Ha perso, nelle posticce pose sexy che la ritraggono davanti a quelle belle tette che non avrebbero meritato un volto. Bastava la parte per il tutto. Come in una moderna e concreta figura retorica.
postato da: meriggio alle ore 15:34 | link | commenti (17)
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sabato, 17 maggio 2008


Anche questa è arte.
La tragedia è appena incominciata. Affinchè ci sia catarsi che cosa dobbiamo aspettarci? Chi sarà il deus ex machina? Chi il capro espiatorio? Mi auguro solo che nessuno si faccia male.

(La foto è di Riccardo Siano)
postato da: meriggio alle ore 16:32 | link | commenti (9)
categorie: attualitĂ , stati danimo
giovedì, 15 maggio 2008

Impazza la mucca... artistica 2


Non sono stupende?
postato da: meriggio alle ore 16:51 | link | commenti (9)
categorie: arte, curiositĂ  dal mondo

Impazza la mucca...artistica


Per ora le ho viste da lontano. La mandria artistica approdata a Capri, stamattina, era ferma in fondo al molo. Spero di poterle fotografare. Io le trovo bellissime.

Sono centinaia gli esemplari di coloratissime "Cow" realizzate dagli artisti, e ormai formano una enorme collezione che conta milioni di fan: ogni città per ogni data registra un flusso turistico di due milioni di visitatori. Le mucche in vetroresina dipinta, a grandezza naturale, vengono collocate nei punti più diversi delle città. C´è la mucca vittoriana, con rose e fiori, quella liberty con una modella dalla linea sinuosa sul dorso, la mucca paesaggistica e quella iperrealista. Ampie le citazioni dalla storia dell´arte: la mucca Pollock è percorsa da rivoli di pittura sgocciolante come quelli usati dal celebre artista americano. Altri hanno creato degli ibridi: mucche che somigliano ad antilopi, che hanno musi da tigri, facce da zebra, o sono incrociate con veicoli a motore. Non mancano i bovini umanizzati che guidano moto o fumano sigarette. (www.repubblica.it)

postato da: meriggio alle ore 16:15 | link | commenti (7)
categorie: arte, curiositĂ  dal mondo
martedì, 13 maggio 2008

Di-pendolarismo

I pendolari: nuovi malati
La giornata comincia all'alba: c'è un treno da prendere. Poi l'attesa del convoglio, magari in ritardo, con l'apprensione di una possibile perdita delle successive coincidenze. Poi l'arrivo in città e l'attesa dell'autobus, del tram o della metropolitana. E poi, l'agognato traguardo: l'ufficio, con la «strisciata» del badge entro l'orario. Vita quotidiana da pendolari, esposti ogni giorno ai capricci dei ritardi e dei tempi morti. In Italia sono 13 milioni secondo il Censis.
Una massa di lavoratori che, minimo, rischia di cominciare a lavorare già stressato.
Lo ha ribadito e sottolineato Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'università Gabriele D'Annunzio di Chieti e dirigente della Società italiana di psichiatria (Sip). «Sul pendolare grava un impegno che lede la dimensione dell'identità», spiega Di Giannantonio. «E alla condizione di stress si aggiunge l'instabilità e la vulnerabilità. I pendolari non sono mai consapevoli della loro autonomia lavorativa. Per loro il viaggio è una perdita di tempo, denaro, energia mentale, concentrazione».

PERDITA DI CREATIVITA' - Il prezzo viene pagato in vari modi, ma anche e soprattutto con la riduzione della creatività sul lavoro: «Impercettibilmente, anno dopo anno, il pendolare accumula stress e fatica psicofisica, un gap in termini di rendimento e motivazione che lo porta all'appiattimento lavorativo».
Il pendolare stanco è uno stressato cronico, osserva Di Giannantonio, e «la manifestazione fisica del disagio è la componente ossessiva che entra nel suo comportamento quotidiano. Dovendo difendersi dalle situazioni che vive, sviluppa aggressività e attenzione maniacale per i propri ritmi quotidiani».

RITUALI OSSESSIVI - Il pendolare è severo nelle tabelle di marcia, ossessionato dagli orari e da rituali di cui non riesce più a fare a meno. Il campanello d'allarme, avverte lo psichiatra, «sono le reazioni violente che ha nei confronti di chi gli tocca queste abitudini». L'imprevisto, e tutto quello che intacca il ritmo dei suoi viaggi, rappresenta un danno incalcolabile per il suo equilibrio emotivo. «Il pendolare cronico - prosegue l'esperto - ha reazioni che denotano una forte instabilità e irritabilità, perchè si è costruito una struttura che non ammette deroghe». Non sono esenti da conseguenze psichiche neanche i «pendolari fasicì»: chi affronta lunghi viaggi settimanali o periodici. Un esempio sono i marinai o i lavoratori delle piattaforme petrolifere. «In questo caso - spiega Di Giannantonio - il pendolare va incontro a un'alternanza bioritmica negativa: per un determinato lasso di tempo si occupa solo del lavoro raggiungendo la piena realizzazione. Poi nel periodo di pausa, al ritorno a casa, si sente improvvisamente come disoccupato, ha difficoltà a riempire tutto il tempo di cui dispone e va incontro a noia, abulia e disadattamento, con gravi conseguenze sui rapporti familiari». (www.corriere.it)

Mah! Forse tecnicamente io rientro nella categoria dei pendolari, devo dire però che non patisco i "disturbi" di cui si parla qui in quest'articolo. Anzi, eccezion fatta per certi momenti che, credo, capitano a tutti, di insofferenza per alcuni colleghi, vivo, il più delle volte, la "dimensione viaggio" come momento per coltivare i miei interessi per la lettura e la musica. Vero è che gli orari dei mezzi di trasporto ci condizionano e a volte ci stressano. Comunque, senza nulla togliere alla serietà dell'indagine, posso dire che le ripercussioni negative nel mio caso sono abbastanza limitate. Per ora.


 


 

postato da: meriggio alle ore 17:27 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, curiositĂ  dal mondo
lunedì, 12 maggio 2008

Un aereo sta passando in quest'istante

Non mi abituerò mai ai miei rapidi passaggi d'animo. Nè al fatto che passano sul mio volto e lasciano un segno visibile. Stamattina avrei potuto sollevare il mondo sulle mie spalle. Oggi, non riesco a incanalare fastidi e noie, che mi sovrastano. Troppe energie compresse o troppe energie sprecate? E non sopporto il frastuono, gli squilli di tromba e il parlare dell'uomo qualunque e il discorrere dell'uomo colto e questa città che sempre di più diventa una cappa asfissiante.
E temo questo parlare con me stessa.

Intanto gli uccellini cinguettano e un aereo sta passando in quest' istante.
Il cielo si è schiarito del tutto e per domani prevedo una bellissima giornata di sole.
postato da: meriggio alle ore 15:26 | link | commenti (5)
categorie: stati danimo
domenica, 11 maggio 2008

Con le rose e il computer


Il balcone della signora di fronte ha i colori delle rose di maggio, il rosa dei gerani appena sbocciati, il gallo e il bianco di altri fiori i cui nomi non ricordo in questo momento.
Il cielo si è coperto di nuvole grigie.
A me è venuto in mente un'abitudine che avevo da bambina e che si faceva solo a maggio. Credo di averne parlato qui, già altre volte. Durante il mese di maggio, mese mariano, mese dei fioretti, (mia madre era devota ma in modo molto popolare) mi  lavavo la faccia con i petali di rose. Solo la faccia. American beauty non era ancora arrivato.
Mia figlia, al mio fianco, sta studiando latino; ogni tanto apre l'altro computer e chatta.
Io sto scrivendo un'unità di apprendimento, di tanto in tanto, faccio capolino, qui, in queste stanze aperte.
postato da: meriggio alle ore 18:28 | link | commenti (6)
categorie: frammenti di vita, film, frammenti di memoria
lunedì, 05 maggio 2008

Una fermata, 37 euro.

Ho intuito che potessero essere controllori ma non ho fatto in tempo a cambiare direzione. Trafelata, come al solito, per non perdere l'aliscafo. Spesso mi capita di intuire, spesso mi capita di non avere la reazione pronta. Avrei dovuto fermarmi, invece, sono salita con loro sul tram, davanti a "Il Mattino". Hanno chiesto i biglietti e, uno tra i passeggeri - ho fatto in tempo a vedere che era un giovane uomo - si è alzato di botto, finendo proprio  contro il controllore. Qualche tentativo di fermarlo, ma l'autista, nel frattempo, aveva aperto la porta. Scappato. Mi sono allontanata, temendo una colluttazione e poi frugavo nella borsa alla ricerca di un biglietto che in genere ho sparsi tra portafogli, taschini della borsa, e abbonamento vari. Stamattina, niente biglietti. Nè avevo avuto il tempo di comprarli in edicola. Lui intanto aspettava.  Mi dia il tempo di cercarlo, sono salita con lei - dico io. Niente. Di biglietti nemmeno l'ombra. Non mi resta che passargli il mio documento. Scendiamo. Lui finisce di scrivere. Intanto passa del tempo. Quello delle 8,10 è perso, oramai. Buona giornata, dice, godendo con gli occhi e mi passa il verbale. Col cacchio, buona giornata.
Una sola fermata. Da via Arcoleo a via Mariina (prima fermata, subito dopo la galleria) mi è costata 37 euro. Col cacchio.
Salgo sull'aliscafo, sono incazzata.  Mi sento i Clash, meno male che ci sono loro.



 
postato da: meriggio alle ore 22:50 | link | commenti (6)
categorie: musica, frammenti di vita, fare a cazzotti

VanitĂ 

Mi piacciono le canotte. Quelle di cotone, a costine, anche lisce vanno bene. Ne ho comprate quattro dai cinesi, di diverso colore. Al mercatino, invece, costavano due euri in più.
E quando le indossavano gli attori nei film annicinquanta? Maurizio Arena, credo di ricordare, in Poveri ma belli. Poi è arrivato l'oblio, per un lungo periodo. Guai a metterla sotto la camica, per gli uomini.
Come per la maggior parte delle cose, ne abbiamo visto la rinascita, in questi ultimi anni. Addosso alle donne mi piacciono di più. Vanno bene sotto la camicia e anche come sotto-giacca.
postato da: meriggio alle ore 14:56 | link | commenti (7)
categorie: bazzecola
sabato, 03 maggio 2008

Senza pretese

Dite al tempo di rallentare. Ditegli di permetterci di gustare suoni, sapori, luce, colori di questo mese. Contro questo tempo che urla e bestemmia, che ingoia e che rutta se può servire andare in giro per le strade, per la fiumana di gente del sabato sera, se può servire, si faccia.
Stare su una spiaggia e predisporsi ad amare. Senza pretese.
postato da: meriggio alle ore 18:59 | link | commenti (4)
categorie: stati danimo