Roberto Saviano ha sempre
qualcosa da dire. Anche quando quel
qualcosa è decisamente tardivo, e soprattutto quando è inutile. Un articolo brodoso e, scusate il gioco di parole, noioso. Inutile perchè non aiuta a capire le ragioni di fondo della bocciatura. Nemmeno è compito suo. Saviano racconta dei giorni trascorsi a Cannes (in verità, in primo piano campeggia soprattutto lui) e si stupisce che alcuni dei ragazzini che hanno recitato in
Arrevuoto e in
Gomorra siano stati bocciati dalla scuola media Carlo Levi di Scampia.
Si lascia guidare da idee romantiche, lui. Da una parte la creatività, la genialità, l'intelligenza sregolata dei ragazzini, lo sforzo fatto, non riconosciuto dalla scuola, per imparare a recitare Aristofane. Dall'altro, i professori che non hanno capito, che con la bocciatura
hanno sparato nel mucchio. Bocciatura all'esame di terza media, sembra stupirsi ancora di più Saviano. Evidentemente i ragazzini avranno fatta scena muta, confidando troppo nella loro notorietà e nella benevolenza degli insegnanti. Può essere. Avanzo un'ipotesi che Saviano non prende proprio in considerazione.
"Ma tutto il lavoro fatto per anni da questi ragazzi prima col teatro e col film, per i loro professori non conta nulla. Loro non vedono nemmeno che questo significa imparare qualcosa, doversi concentrare, ascoltare, prendersi un impegno." Sono anni che la scuola valuta gli sforzi fatti dai ragazzi in altri campi. Si dovrebbe invece capire che l'impegno profuso in attività extrascolastiche, tipo teatro, cinema, musica, sport deve essere pari e non superiore a quello da sostenere nei compiti a scuola. Con il suo ragionamento Saviano, oltre che squalificare gli insegnanti dei ragazzini di
Gomorra, giustifica in questo modo anche la presenza di istituti privati che promettono proprio a questo tipo di utenza due anni in uno e via dicendo. Non è vero il contrario, che la bocciatura spinge gli studenti verso questo tipo di scuola. Sono discorsi come questi di Saviano che criticano le decisioni di un Consiglio di classe a indirizzare verso il parificato.
Lasciasse alla scuola il compito di valutare se i ragazzini possono affrontare l'anno scolastico venturo. Non raggiungere gli
obiettivi didattici non è una formuletta sterile e da poco per chi nella scuola lavora. Ha un contenuto che Saviano non ha mai saputo, o, che avrà dimenticato.