Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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sabato, 30 agosto 2008

La risata

Ride di gusto, Nina. Ride forte. Forse avrebbe potuto fare la doppiatrice o chissà, se l'avesse conosciuta un regista, l'attrice. E' di bell'aspetto Nina, ancora oggi, che di età ne ha quasi cinquanta. E forse non starebbe qui a fare la badante a quell'anziano signore che di giorno e di notte è tormentato dagli incubi. Ha una risata giocosa Nina, come quella delle bambine, bella,  e, nello stesso tempo, irritante. Risuona per l'intero cortile, quello interno, quello della cucina. Parla con la sua amica, ucraina pure lei, seduta su una sedia, in fondo al balcone, parlano nella loro lingua e spesso si sente la risata di Nina. Forte, gorgogliante, come una cascatella, e viene da dire, quasi, contagiosa. Potrei chiederle di prestarmi la sua risata. Solo per una volta, dai!
postato da: meriggio alle ore 18:59 | link | commenti (2)
categorie: frammenti di vita

Eh, no, Incontro di Guccini, non la voglio sentire. Passo ad another time another place



postato da: meriggio alle ore 16:07 | link | commenti (2)
categorie: musica
venerdì, 29 agosto 2008

L'argomento mi appassiona, come ben si comprende.
Giovanna Zucconi ha scritto, oggi, su La Stampa
E poi Aliante sul suo blog.
postato da: meriggio alle ore 19:01 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, attualitĂ 
lunedì, 25 agosto 2008


Una bella intervista a Domenico Starnone pubblicata su Il Mattino di oggi, a proposito delle dichiarazioni del Ministro Gelmini.

MARCO ESPOSITO
«Scemenze». Domenico Starnone, scrittore e insegnante per una vita, è caustico sul proposito del ministro Mariastella Gelmini di mandare gli insegnanti meridionali ai corsi di recupero.
Scemenze? Però è vero che la scuola del Sud ottiene voti pessimi nei confronti internazionali.
«Devo dire che in generale sono scettico sul valore di tali indagini. Però, anche prendendo per buone le classifiche, chiediamoci in che cosa il Sud vada bene. È innegabile che ci sia un divario economico, culturale, di flussi di informazione e vogliamo che ciò non influisca sulla scuola? Non prendiamocela con gli insegnanti o con gli studenti, per cortesia».
Non è troppo facile, però, prendersela con il contesto sociale?
«Lavorare in condizioni di agio è meglio che lavorare in condizioni di degrado, mi sembra lapalissiano».
Però lei ha cominciato in una scuola della Basilicata che, dai sui racconti, non sembrava un ambiente facile. Eppure ha lavorato con passione. Gli insegnanti hanno perso il senso della missione?
«Un insegnante giovane al primo lavoro può avere tutto l’entusiasmo di questo mondo ma se non sarà sostenuto cambierà e peggiorerà progressivamente con gli anni. Certo, se la scuola di oggi è più vecchia di quella del passato, e di sicuro è invecchiata anche anagraficamente, sarà meno motivata. Detto ciò, mi sento di escludere che le scuole del Nord siano in blocco più efficienti di quelle del Mezzogiorno».
Secondo la Gelmini i trasferimenti di insegnanti da una parte all’altra del paese sono un problema.
«Sa di cosa parla? Tra poco diranno che c’è una inferiorità genetica o climatica che rende i meridionali meno capaci. Eppure il Nord è cresciuto grazie alle competenze degli insegnanti meridionali: abbiamo girato loro i cervelli migliori. Nelle scuole di Napoli non ci sono docenti milanesi mentre a Milano ci sono napoletani, lucani, calabresi bravi e competenti».
Ma la scuola soffre un male oscuro?

«La scuola italiana, non solo quella meridionale, è sempre in mezzo al guado delle riforme. E ciò fa sì che la scuola vada a rimorchio dei tempi e faccia fatica a reggere il confronto e lo scontro con le nuove generazioni». Perché parla di scontro?
«I ragazzi sono presi da altri commerci e l’offerta culturale scolastica non li coinvolge perché è visibilmente lontana dal mondo che li circonda, che poi è il mondo reale. I problemi ci sono, insomma, ma certo non sarà una scemenza come il corso di recupero per insegnanti a risolverli».
postato da: meriggio alle ore 19:16 | link | commenti (14)
categorie: riflessioni, attualitĂ 
martedì, 19 agosto 2008

Le cittĂ  nella letteratura

Figuratevi che era in piedi la loro città, assolutamente diritta. New York è una città in piedi. Ne avevamo già viste noi di città, sicuro, e anche belle, e di porti e di quelli anche famosi. Ma da noi, si sa, sono sdraiate le città, in riva al mare o sui fiumi, si allungano sul paesaggio, attendono il viaggiatore, mentre quella, l'americana, lei non sveniva, no, lei si teneva rigida, là, per niente stravaccata, rigida da far paura.

Céline, Viaggio al termine della notte.
postato da: meriggio alle ore 16:53 | link | commenti (7)
categorie: leggere, altrove, luoghi prediletti, miti e simboli
lunedì, 18 agosto 2008

Tre ragioni

Dite che darei troppo nell'occhio se, al prossimo collegio dei docenti, indossassi una T-shirt rosa con su scritto:

                                                             Three reasons
                                                          to be a teacher
                                                                 june
                                                                 july
                                                              august.

   
postato da: meriggio alle ore 17:07 | link | commenti (16)
categorie: divertimento

Dopo una telefonata

Ci sono quelli che vivono di zizzanie, di inciuci. Per lo più fantasiosi. Sono quelli che hanno una visione alterata della realtà. Si immedesimano nei ruoli tipici dei giochi della playstation. Rapporti di forza, giochi di alleanze. Credono di affinare le loro capacità intellettive, giocando. Riportano gli stessi schemi nella realtà lavorativa. Vivono male, perchè non hanno spazio. Scalpitano. Hanno fretta di arrivare. Sono tronfi. Si autocompiacciono fino a gonfiarsi come palloncini, che poi inevitabilmente scoppieranno. D'altronde il senso delle proporzioni non abita dalle loro parti.

Riflessioni dopo una telefonata professionale.

Tra un po' scendo a vedere la mia piazza e i miei vicoli.
postato da: meriggio alle ore 10:40 | link | commenti
categorie: riflessioni
domenica, 10 agosto 2008

ciaociao

Internet si trova al porto, le navi a quest'ora arrivano. Scendono turisti, presumo anglosassoni, dall'aspetto e da altri particolari.

Il baretto e' proprio carino, come la maggior parte dei bar greci. Sono spaziosi, hanno sedie e tavolini colorati, alcuni, altri, invece hanno sedie in legno, poltroncine e divanetti con cuscini colorati. In occasione delle Olimpiadi gli schermi, grandi, sono accesi e rimandano le immagini delle prime competizioni sportive.

Questa e' tra le mie ore preferite. Il sole e' tramontato ma c'e' ancora molta luce. Dopo una giornata di mare, pelle abbronzata, pantaloni bianchi di lino, camiciola viola leggera, mi piace guardarmi intorno e osservare le gente. Come queste due coppie di persone oltre la cinquantina con computer portatile, boccali di birra sul tavolino.

Le donne greche preferiscono il biondo. Forse sono gli uomini greci a preferire le bionde. Anche in TV  le giornaliste hanno i capelli di un biondo platino, quasi.

postato da: meriggio alle ore 18:10 | link | commenti (4)
categorie: altrove