Cambia la gente che incontro, in questi giorni. Cambiano voci, odori e stralci di conversazioni. Nel pullman, stamattina, a fianco a me un signore dai capelli bianchi risponde al telefonino. Tono pacato, paterno, come il suo aspetto.
- abbiamo trovato solo il braccio...
- ........
- sì, di una donna. Aveva un orologino al polso e le unghie lunghe e smaltate. E' stato tranciato dal motoscafo che poi si è dileguato.
- .......
- sto venendo a fare rapporto, comandante.
- .......
- No, non credo che avesse fatto il bagno, sarà stata buttata. Ieri il tempo non era bello.
- ......
- il motoscafo le ha tranciato un braccio... sì...
Poi sono scesa. Per tutta la mattinata ho pensato di stare in un film anche per quello che è successo dopo, ma che non vi racconto. Grattacapi e noie burocratiche.
Stamattina ero all'ASL per analisi legali.
Avevo con me "Scuorno" di Francesco Durante che avevo quasi finito di leggere. Devo averlo appoggiato sul marmo della finestra, mentre chiedevo informazioni. Dopo un po' mi accorgo che mi mancava qualcosa, realizzo che a mancarmi era proprio il libro. Ritorno sugli stessi luoghi. Niente. Fottuto.
Mi è dispiaciuto molto, per due motivi. Lo aveva letto già prima di me P. era passato tra le sue mani e poi io lo avevo sfogliato, aperto e rinchiuso, poggiato sul mio comodino per diverse sere. Era stato con me, come per tutti i libri che leggo. Mi rendo conto che questo discorso può fare un po' ridere, il fatto è che io sostengo il diritto di "appartenenza" del libro, infatti non li chiedo mai in prestito, in quanto credo che tra lettore e autore si instaura spesso una vera e profonda relazione, soprattutto quando il libro è sulla nostra stessa lunghezza d'onda. L'altro motivo è che con il libro ho perso anche il segnalibro che mi regalò mia figlia di ritorno dal suo primo viaggio a Barcellona. Raffigurava un famoso dipinto di Dalì.
Per il libro, P. è stato, come sempre, molto carino e solerte, ne ha comprato un altro. Il segnalibro verrà sostituito.

Qualche giorno fa eravamo nel centro antico e la mia attenzione è caduta su questo delizioso balconcino.
Comunicazione per gli amici blogger. Andate sul blog di Lazzarella, per favore.
Un appello, da segnalare anche agli altri amici di Sorryso. Mercoledì sarebbe stato il suo compleanno. Io proporrei una serata tra noi , anche solo per bere una birra e brindare a lei! Con il sorryso! Altri anniversari, per mio carattere, non li celebro!
Ritorno al primo ammore. Ho girato un po' per la rete, altri spazi, altri luoghi. Ma non tutto mi convince. Il blog dà più contenuti e significati. Meno immediato, meno frivolo, se vogliamo. Meno vetrina, se ci va. E' il luogo che più mi si confà ...tà-tà.

Questo è quello che vorrei per Natale. Beh, non proprio questo, uno come questo.
Marco Belpoliti su
La stampa di ieri ha scritto un bel pezzo, ironico e divertente, su
L'italia vista dal frigorifero. A Milano una mostra racconta gli italiani attraverso il cibo che comprano e conservano.
"
Come per l'arredamento, il frigorifero diventa un indicatore di ricchezza e di classe. Si stratifica e si diversifica, sia dentro che fuori. Include complementi vari: ripiani, cellette, contenitori. Sa fare di tutto: dal produrre ghiaccio a richiesta, ad emettere suoni e musichette. Tra poco comincerà a parlare e si rivolgerà a noi. Macchina intelligente, ha alcuni vantaggi rispetto agli altri elettrodomestici: somiglia alla mamma, ad una dispensatrice di cibo: ci disseta e ci sfama con cibo, per lo più già prepararto (o da preparare in fretta: due-salti-in-padella). In futuro confezionerà razioni, emetterà diete, ci dirà cosa, come e quando mangiare. Obbediremo di sicuro, visto che oramai a prendersi cura di noi non saranno più i nostri simili, ma macchine parlanti, badanti smaltate. Sapranno anche capirci?"

Come preannunciato sta piovendo. Solo qualche goccia, per ora. Meno male.
Detesto gli strascichi di fine stagione, qualsiasi stagione essa sia.
Era solo una finta. Sono uscita con l'ombrello, con le scarpe chiuse e con l'impermeabile. Di pioggia non se n'è più vista.
So che ho un forte mal di testa.
Colpa del caldo asfissiante sofferto nella affollatissima sala della Feltrinelli, dove c'erano Ferzan Ozpetek e Isabella Ferrari a presentare
Un giorno perfetto.
Stamattina è arrivato il giornalino del sindacato al quale sono iscritta.
Stralcio questa parte che mi sembra molto interessante.
L'articolo si intitola "Tagli di fine stagione"
Sui giornali (...) è apparsa l'informazione che, rispetto agli altri paesi europei in Italia ci sarebbero circa 150.000 docenti in più. Analizzando i dati con una maggiore attenzione si vede però che in Italia ci sono circa 80/90.000 docenti di sostegno che in altre realtà o non sono presenti o dipendono da un ente diverso rispetto al ministero dell'istruzione. Se a questi aggiungiamo i circa 30/40.000 docenti di religione, le migliaia di docenti dichiarati inidonei all'insegnamento (quindi non più docenti), gli insegnanti tecnico pratici (da noi equiparati a docenti) e tutti i docenti distaccati a vario titolo che vengono comunque computati nelle statistiche del ministero come insegnanti in servizio, si vede che il numero di docenti italiani è pienamente inlinea con quello di tutti gli altri paesi europei.
Care maestre, non vi arrendete, non ci arrendiamo.
Non c'è quartiere di Napoli, non c'è strada, vicolo o marciapiede che non sia occupato da uno scooter, da una moto, da una vespa. Da via Filangieri a via dei Mille, da vico Belledonne a via Cappella Vecchia. Da corso Umberto al corso Garibaldi. Ovunque ti giri i mezzi su due ruote sono parcheggiati al di fuori dello spazio concesso, che, comunque, è sempre troppo. Pensate a come è stata deturpata via dei Mille. Non se ne può più.
Con la compiacenza di negozianti, di parrucchieri, di macellai, di gioiellieri.
Ravanando nei ricordi ci chiedevamo cosa restava ancora di tutto quello...Che avevamo conosciuto insieme (...)
Gli stessi ricordi hanno una loro giovinezza...Loro si trasformano quando li lasci andare a male in fantasmi disgustosi che trasudano egoismo, vanità e menzogne...Marciscono come delle mele...Ci stavamo a parlare della nostra giovinezza, a gustarla e rigustarla. Diffidavamo.
Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio
Risento di nuovo radio Capital, in macchina. Faccio il percorso che mi porta verso la stazione centrale. Temevo l'ingorgo, stamattina, invece, il flusso delle macchine era scorrevole. Diversi vigili erano in servizio, soprattutto lungo via Marina, dove stanno lavorando al manto stradale.
Verso le dieci e mezza ha inizio il rito del primo settembre.
L'aula è gremita e fa molto caldo. Ritrovo colleghe che avevo conosciuto in altre sedi.
Osservo, e prendo appunti sui prossimi incontri. La tipologia delle persone si ripete. Io rientro in una di queste Tra qualche giorno si ripeterà quella degli alunni. Molto spesso, le due tipologie corrispondono. I più attenti, gli spiritosi, gli annoiati, i menefreghisti. In fondo il collegio è una grande classe. In fondo ci sono sempre quelli che chiacchierano.