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Ci deve essere stata una sovrapproduzione di vaniglia se la ritrovo in una crema per le mani, in un profumo, in uno yogurt.
Eh, lo so che dovrei farmi i cazzi miei. Però, dalla mia finestra vedo uno, nell'appartamento di fronte, che non ho mai visto. Uno, sui venticinque anni, con la canotta verde, tatuato e con la testa rasata, al posto della giovane famigliola che ci abita. Un parente venuto da lontano che approfitta per stare nell'appartamento, vuoto, in questi giorni. Sarà così.
Ore 15.52
Sempre più strano. Il tizio, tatuato, con la canotta verde e la tesata rasata, sta spazzando sul balcone e strappa le foglie secche delle piante.
Il cortile è da sempre luogo di inciuci e pettegolezzi. Colpa dell'ingegnere che ha ideato un palazzo di fronte all'altro. Se mi affaccio non posso vedere il mare che pure è a pochi passi da casa. E chissà quanto preferirei vedere il mare piuttosto che il tizio tatuato, con la canotta verde, e il capo rasato.
Oggi c'è una splendida luce.

Non so quanto sia un bene dire di una persona,
ne conosco perfino i pensieri.
Faccio il caffè per me, per A. e per F.
Questa qui, sulla sinistra, con la borsa rossa non sono io.
No, non è bello svegliarsi nel cuore della notte per mugolii e sospiri di piacere. Quelli di altri. Era oltre la mezzanotte, quando da una non meglio identificata finestra del cortile si odono spasmi erotici. No, non è stato un sogno, ne è stata testimone mia figlia che proprio allora rientrava e che mi ha fatto notare quello che avevo già sentito.
Succede d'estate, con il caldo e con le finestre aperte. Succede che qualcuno non riesca a prendere sonno e allora decida di guardarsi qualche film porno, tra le maledizioni del portiere che non credo sia riuscito a capire da quale appartamento provenissero le note d'amore.

Acqua azzurra, acqua chiara...
Sto scendendo, metto il piedino in acqua, e poi, vi dico.
A dispetto del tempo di oggi.
Mi piacciono le canotte. Quelle di cotone, a costine, anche lisce vanno bene. Ne ho comprate quattro dai cinesi, di diverso colore. Al mercatino, invece, costavano due euri in più.
E quando le indossavano gli attori nei film annicinquanta? Maurizio Arena, credo di ricordare, in Poveri ma belli. Poi è arrivato l'oblio, per un lungo periodo. Guai a metterla sotto la camica, per gli uomini.
Come per la maggior parte delle cose, ne abbiamo visto la rinascita, in questi ultimi anni. Addosso alle donne mi piacciono di più. Vanno bene sotto la camicia e anche come sotto-giacca.
Vi immagino a passeggio per il centro della città. Seduti ad un tavolino di un bar, a mangiare un gelato, a bere un caffè. Vi immagino stravaccati sul divano, a dormire. Tra un po' uscirete per incontrare i vostri amici, per andare al cinema. Qualcuno sta pensando di andare al supermercato, qualcun'altra sta uscendo proprio ora dal parrucchiere. Solo oggi pomeriggio ha avuto il tempo di recarsi. Chi blogga, chi legge, chi scrive, chi lavora, di sabato pomeriggio.
Io, invece, oggi pomeriggio, ho a che fare con il folletto, con il secchio, lo straccio, la lavatrice e i panni da piegare. Eh sì!, perchè la bella ucraina del sabato mattina ha dato forfait. Aveva mal di stomaco. E quindi eccomi qua! Con i capelli legati che fa un po' più caldo di ieri, un pantalone comodo addosso, a lavare fuori, sui balconi, il pavimento del salone, a spostare divani ecc. ecc.
Scopro così che io la "casalinga" non la so più fare. Non che l'abbia mai fatta a tempo pieno. Ho iniziato a lavorare piuttosto presto appena laureata. C'è stato però un tempo che quasi mi piaceva ordinare la casa. Non sto a scomodare Hegel e la dialettica servo-padrone, in base alla quale è il padrone a diventare dipendente del servo. Il fatto è che ho davvero perso dimestichezza con la mazza, con la scopa, con la straccio ecc.ecc. Perchè sto qui secondo voi? Mentre pulivo, spolveravo ecc. ecc. pensavo a cose inutili e stupide. Il pensiero infieriva contro di me rendendomi il lavoro manuale ancora più pesante. Erano quelli che per un lungo tempo Roquentin ha chiamato pensieri molesti. Fastidiosi perchè inutili. Che mi importa della tale collega con la quale ho parlato stamattina? O degli stronzi che ci sono sui blog? E delle cose da fare poi? Ancora peggio. Mi sembra di non avere mai tempo. Prima di parlare da sola, (a volte mi capita, me ne esco con un' imprecazione, che è la parte finale di pensieri ultramolesti), mi sono chiesta come potessi staccare. Non ho gelati in casa, chè sarei ricorsa a quelli, anche per premiarmi dello sforzo fisico che stavo facendo. Non ho l'abitudine di parlare dal balcone con un'altra che come me sta facendo le pulizie. Proprio di sabato pomeriggio, poi. Gli unici rumori che sento in lontananza sono i clacson delle macchine di quelli che vanno a fare shopping, al centro. Allora eccomi qua, a scrivere le cazzate che attraversavano la mia mente. E penso sempre più spesso che mi piacerebbe avere una casa in stile spartano (solo l'essenziale) o secondo quello degli antichi romani che dipingevano solo le pareti e avevano poco mobilio.
Buona serata
Piove, piove. Pioggia storta.
La tipa di fronte a me porta via i panni stesi sullo stendino.
Avrei voglia di leggere. Di continuare il viaggio nell'antica Roma ai tempi di Tiberio. Il divulgatore è Alberto Angela. Avrei da leggere anche i quotidiani. Stanno di là.
Potrei, se smettesse di piovere, scendere.
Potrei mangiare un gelato al cioccolato. Per me è la stagione. La stagione dei gelati, che dura fino agli inizi dell'estate. Potrei dare un'occhiata alla programmazione nelle sale cinematografiche. Non escluderei quella su Sky.
Avrei da correggere tre pacchi di compiti. Ma sarebbe triste.
Potrei andare alla Feltrinelli, alle 18.00, c'è sempre qualcosa.
Ascolterei volentieri.
A me piace pensare che gli sia arrivato sotto forma di messaggio telepatico.
Stamattina sono passata per via Chiaia e davanti al Teatro Sannazaro c'era un po' di folla. Abbiamo letto che c'era Massimo D'Alema, capolista del Pd per Campania 1. Ci siamo infilati dentro. La sala era piena. Siamo arrivati proprio nel momento in cui D'Alema si è alzato e ha cominciato a parlare. Ho notato subito un taglio di capelli un po' diverso ma la cosa è passata in secondo ordine, cercavo di seguire il discorso, non per molto, in verità, avevamo un'altra meta e non era presto.
Lungo la strada abbiamo comprato Il Mattino e nella pagina dedicata al tour campano che D'alema sta facendo in compagnia della stampa estera, per restituire un'immagine più vera ad una regione umiliata da monnezza e mozzarella alla diossina, in alto veniva riportata una piccola frivolezza, sul nuovo taglio di capelli di Massimo D'Alema. Leggo che conversando con i cronisti ha ammesso di avere un taglio più giovanile."Tutto merito del barbiere di Bari". Finalmente 'sto barbiere l'ha convinto!
Era da tempo che mi dicevo che avrei visto meglio il nostro ministro degli esteri con un capello un po' più fascion. Il barbiere deve fare di più, però. Troppa cautela. Ha lasciato la parte frontale più folta. Coraggio, cambiamento!!
S,il cuoco, mi ha detto che domani arriverà lo scirocco, che il mare sarà mosso e che la temperatura aumenterà . Però a me piace il freddo. Le giornate pulite e soleggiate come quella di ieri e oggi. Stamattina, erano tutti a leggere le previsioni. Mi diverte vedere i miei amici e colleghi scrutare il meteo. Dopo un po' incomincia il passaparola. Le condizioni climatiche hanno da sempre influenzato la vita degli uomini.
Ti sei convertita al gocciolismo? Mi ha detto mio figlio, tredici anni, pochi minuti fa. Vediamo se indovinate che cos'è il gocciolismo.
Ecco i negozi. E' lunedì pomeriggio, mi trovo a via Toledo. Mi fermo a guardare le vetrine di quel negozio che dà su Piazza Trieste e Trento. Entro. Mi giro intorno. Tocco cappottini neri. Il tessuto è morbido. Non altrettanto il prezzo. La qualità la senti, la percepisci al tatto. Lo stile è essenziale. Pratico ed elegante. Entro in questi negozi, mi giro intorno, scelgo un capo da indossare, lo provo, ed esco. Qualche volta faccio così. Quando è presto. Solo quando ho sbrigato prima la cosa per cui sono uscita, prima del previsto. Entro, mi giro intorno, tocco. Provo un trench. E' di linea classica. Il colore è quello. E' kaki.
La commessa, ma forse era quella che gestiva il negozio, è di Genova. E' cordiale e per poco non mi fa una relazione scritta sul risvolto delle maniche che sono un po' lunghe, vanno accorciate in questo modo. I bottoni dietro si aprono per quando ci si siede. Di spalla va bene, se si vuole indossare una giacca, sotto, con il freddo. La lunghezza è giusta. Copre le gonne.
Mi giro davanti allo specchio. Non è male. Ci devo pensare. Ringrazio. Lei sorride, io ricambio. Esco.
Il barattolo di nutella era nel frigo. Per spalmarla sul pane non ho aspettato che si sciogliesse un po'. Con il coltello ne ho tagliato piccole scaglie e le ho mangiate con dei pezzetti di pane.
Dopo la verdura del pranzo di oggi per perdere qualche chilo post-mare, la nutella non ci voleva. Ma era così appettibile e ha sostituito così bene la voglia di gelato che temo un secondo giro.
Trovare il reggiseno giusto assomiglia, per molte donne, alla ricerca del sacro Graal. Con taglie approssimative come «seconda» o «terza» o anche «32B» o «34C», sono tante le donne (confuse) che si aggirano indossando l’indumento sbagliato (il 70% stando all’ultimo calcolo!). Ma non è colpa dell’incapacità femminile, bensì del sistema antiquato di misurazione che riduce tutte le centinaia di differenze di busto ad una manciata di taglie standardizzate.
Da oggi, grazie all’innovativo design di un team di scienziati cinesi, tutto ciò potrebbe cambiare. Un gruppo di esperti dell’istituto tessile del politecnico di Hong Kong ha infatti trovato la formula matematica perfetta per una vera e propria rivoluzione del reggiseno. In un articolo apparso sull’International Journal of Industrial Ergonomics, il team definisce il seno femminile «una complessa geometria tridimensionale» e spiega come l’attuale sistema di misurazione sia «inappropriato per una categorizzazione di busti per reggiseni».
Fino ad ora, le taglie dei reggiseni si sono basate su una formula elaborata negli USA nel 1935 basata su due misurazioni di massima: larghezza di torace e ampiezza di coppa, in cui si usano lettere dell’alfabeto (di base dalla A alla D, ma esistono ora reggiseni che vanno oltre la HH) e pollici. Il team cinese ha però realizzato la prima scannerizzazione tridimensionale di un vasto numero di busti, scoprendo che ci sono ben 100 misurazioni chiave per ogni seno. Da 100, il team ha ridotto la classificazione a 8 fattori principali per descrivere la forma esatta di un busto femminile e questi vanno dall’angolatura dei seni alla distanza tra di loro, dalla larghezza al volume, dalla pendenza alla curvatura. Con queste misure in mente, ottenute grazie alla scannerizzazione in 3D di ben 456 donne dai 20 ai 39 anni, il team capitanato da Li-Rong Zheng fornirà il suo know-how per la progettazione della prima linea di reggiseni che offrirà ben 16 combinazioni diverse (per ogni singola taglia oggi sul mercato), per meglio soddisfare le esigenze femminili. Il Prof Li-Rong Zheng ha reso noto che lo studio potrà essere prezioso anche nel settore medico, per operazioni di chirurgia plastica e ricostruttiva e per la produzione di altri tipi di abbigliamento.
(www.corriere.it)
Detesto i soprammobili. Voi interpretate come vi pare.
Nell'Assedio di Bernardo Bertolucci (1999), Shandurai è una giovane africana, studentessa in medicina, che lavora come colf in casa di un pianista inglese, Mr. Kinsky. La storia è ambientata a Roma in un appartamento che affaccia su Trinità dei Monti. La dimensione verticale dello spazio (la scala a chiocciola) ha un suo significato, almeno credo. Nel corso della storia tra i due protagonisti nasce una relazione, fatta di un guardarsi di nascosto, di un parlarsi senza parole, di un comunicare con gesti, con azioni. Tra queste, ricordo le scene in cui un po' alla volta la casa si svuota di tutti i soprammobili che Shandurai spolverava con estrema calma, tutti i giorni. I soprammobili scompaiono. E' una forma di linguaggio. Due mondi diversi che si avvicinano. Quello che Shandurai si è lasciata alle spalle, un paese sotto regime dittatoriale, un marito prigioniero dei militari, e quello artistico e solitario di Mr. kinsky.
Ogni volta che metto un po' di ordine in casa come sto facendo in questi giorni, mi viene in mente questo film e penso a quando Tania, che viene dall'Ucraina, si ritrova a fare lo stesso lavoro, di sabato, come stamattina.
"Sai una cosa, mamma?.....il prof di greco ha fissato il compito per il 6 giugno". "Nooooo!!!", risponde la mamma e manda baci platonici in aria al professore. "Mannaggia a lui....mannaggia" dice la figlia.

Stamattina sono entrata in crisi di astinenza...da caffè. Già ieri, dopo pranzo, mi ero accorta che mancava, ma non potevo rimediare di domenica pomeriggio. Stamattina ho preparato il the, ma il cervello abituato da troppi anni alla tazzina di caffè nello stomaco, appena sveglia, non ne voleva sapere di dare i giusti comandi. Sono andata verso le undici in un bar e, solo allora, le cose hanno preso la giusta direzione.
E a me le sere di inizio maggio piacciono tanto. Voglia di scendere giù, a guardare le ultime ore di luce sul mare.
...e a Montecatini, ultima tappa del viaggio d'istruzione, dove abbiamo dormito la notte scorsa, mentre scolaresche di diversa nazionalità (spagnoli e tedeschi) sciamavano per le strade di notte, dirette nell'unica discoteca del centro, noi abbiamo mangiato le palle di Dante, dolce di mandorle, uvetta e pinoli.
C'è un aspetto di me che proprio non mi piace. Faccio fatica a liberarmi dei panni vecchi. Li ho nell'armadio per anni, ingombranti e inutili. Tanto non li metto, anche si ci provo. Finalmente stamattina, ho tolto le grucce da giacche e gonne che avevano più di dieci anni. Tutto via, in una grande busta.
A parte qualche sbandamento nel camminare, stamattina, a quest'ora non ho ancora sonno. Eppure mi sono alzata alle quattro, sono stata all'aeroporto fino alle sei circa, poi dopo un pò al molo. Scivolerò nel sonno su una novella di Boccaccio, domani?
All'andata.
Di che parlano tre professoresse, un insegnante di cucina e un preside seduti vicino? Delle tre professoresse, due insegnano italiano, la terza insegna geografia.
Al ritorno
Si ritrovano, di nuovo, sedute accanto, una delle due insegnanti di italiano con l'insegnante di geografia, più un'insegnante di inglese dallo spiccato accento vesuviano (simpaticissima). Durante il viaggio, l'insegnante d'inglese dallo spiccato accento vesuviano (simpaticissima) non fa niente. L'insegnante di geografia (colta e intelligente) legge di Borges Il manoscritto d Brodie, quella di italiano ascolta musica. Alla fine della traversata sopraggiunge la seconda insegnante di italiano. Dov'era prima e cosa ha fatto nel frattempo l'altra insegnante di italiano (disinvolta, carina e colta)?

No, non era brutta come una Furby, la giovane donna che era seduta accanto a me stamattina. Era dolce e carina come lei.
Metti che, sabato mattina, esci molto presto di casa, perchè il giorno precedente ti hanno chiamato per dirti di anticipare le tue ore di lezione. Hai chiamato da scuola, con il tuo cellulare, a casa, e, saranno state le nove, hai parlato con Tania. E' da tempo che viene da te, il sabato. Ti dà una mano. E' da tempo che vive in Italia. Viene dall'Ucraina. E' bionda e carina. Parla ancora piuttosto male l'italiano. Ha più di trent'anni, è stanca, anche se non lo dà molto a vedere, ma soprattutto non si illude più di poter migliorare la sua vita. Nonostante ciò, spesso è sorridente e, fatto fondamentale, è molto riservata. Racconta di sè stessa solo l'essenziale. Tu chiedi a lei l'essenziale. Fa parte del tuo carattere. Solo se gli altri si aprono a te, tu fai domande e chiedi spiegazioni. Al telefono, le hai dato alcune indicazioni sul da fare, a casa. In ultimo, le hai detto di preparare una pasta e patate, o meglio, di mettere a cuocere le patate. Poi, al tuo rientro avresti completato tu con la pasta. Chissà come e perchè Tania avrà pensato di usare, invece dei pomodori, che pure c'erano in frigo, ma, non avrà guardato, evidentemente, avrà pensato, dicevo, di usare, nientemeno che il ketchup. Chi mai le avrà detto che qui, a Napoli, il ketchup può sostituire i pomodori nella pasta e patate? Chi mai l'avrà convinta di un tale misfatto? Hai mangiato la pasta e patate, anche se ci hai messo un po' di tempo a individuare la provenienza di quel sapore acre.
Il cielo è azzurro, l'aria è tersa, il sole splende più che mai. Ieri ho visto l'alba sul mare. Non cercherò parole che risultano impari a descrivere i colori del mare alla partenza, del Vesuvio appena innevato, gli scorci tra punta Campanella e Capri, baci e abbracci naturali. Per l'infinitamente bello, da ammirare e salvaguardare, guardatevi, per ora, una gouaches e faremo prima.
Molo Beverello, ore 7,00. Servizio sospeso, causa mare. Olè, olè...olè
Questo avatar resterà fino alla befana. Si vede solo aprendo i commenti, per ora. Splinder fa i capricci e io ho deciso di assecondarlo e addirittura di seguirlo nello sciroccamento generale. Poi ripristinerò l'isola greca, quella del meriggio.
Se guardo verso sinistra, dalla finestra dello studio, oltre i tetti, tra palazzi scrostati di sbiadita vernice gialla e rossa, tra impalcature su cui lavorano muratori a tirare corde con secchi ora pieni, ora vuoti, in un gioco infantile che gioco infantile non è, vedo, da lontano, un lembo della penisola sorrentina, e passare velocissimamente una nave, piccola, che attraversa questo minuscolo piano scenico. Manca il ciak, si gira.
Sto mangiando cioccolato fondente, così come ha consigliato l'ottimo Veronesi, ieri sera, da Madame Bignardi. Fuori c'è la solita folla del sabato sera. Che strana gente quella del sabato sera. Alcuni arrivano per andare nei localini. Sono per lo più giovani. Camminano come se fossero in passerella. Non mi piacciono, perchè sembrano non vedere la munnezza che sta sotto i loro piedi. Poi ho notato le giovani coppie. Sono alle loro prime uscite, si vede, più liberi dagli impacci dei primi mesi di vita dei loro figli. Sembrano contenti, finchè "divorzio non li separi".
Cosa pensereste voi se, mentre state cucinando i piselli in una pentola e il minestrone fresco, appena lavato, in all'altra, all'improvviso, proprio sulle mattonelle sopra i fornelli, vi apparisse un esserino verde brillante, che striscia faticosamente ora di qua, e ora di là? Era già lì da tempo? Era entrato da poco dalla finestra del balcone di un sesto piano che affaccia su di un cortiletto dove ci sono degli alberi non altrimenti identificati ? Era nella busta dei piselli surgelati, oppure in quella del minestrone??? Era solo, o avrà lasciato qualche compagna da qualche parte, non oso pensare dove possa essere quel "qualche parte". Un vero giallo, anzi, verde come il grillo, i piselli e il minestrone.