Eh, lo so che dovrei farmi i cazzi miei. Però, dalla mia finestra vedo uno, nell'appartamento di fronte, che non ho mai visto. Uno, sui venticinque anni, con la canotta verde, tatuato e con la testa rasata, al posto della giovane famigliola che ci abita. Un parente venuto da lontano che approfitta per stare nell'appartamento, vuoto, in questi giorni. Sarà così.
Ore 15.52
Sempre più strano. Il tizio, tatuato, con la canotta verde e la tesata rasata, sta spazzando sul balcone e strappa le foglie secche delle piante.
Il cortile è da sempre luogo di inciuci e pettegolezzi. Colpa dell'ingegnere che ha ideato un palazzo di fronte all'altro. Se mi affaccio non posso vedere il mare che pure è a pochi passi da casa. E chissà quanto preferirei vedere il mare piuttosto che il tizio tatuato, con la canotta verde, e il capo rasato.
Oggi c'è una splendida luce.
No, non è bello svegliarsi nel cuore della notte per mugolii e sospiri di piacere. Quelli di altri. Era oltre la mezzanotte, quando da una non meglio identificata finestra del cortile si odono spasmi erotici. No, non è stato un sogno, ne è stata testimone mia figlia che proprio allora rientrava e che mi ha fatto notare quello che avevo già sentito.
Succede d'estate, con il caldo e con le finestre aperte. Succede che qualcuno non riesca a prendere sonno e allora decida di guardarsi qualche film porno, tra le maledizioni del portiere che non credo sia riuscito a capire da quale appartamento provenissero le note d'amore.
A volte viene prima il titolo, e poi il post. A ben riflettere è bastato uno stimolo sensoriale come affacciarsi alla finestra, quella del cortile, naturalmente, per pensare a questo concetto, per avere un'immagine, quella della verticalità , così congeniale a questa città . La grigia verticalità può trasformarsi a sua volta in verticalità grigia, a seconda dell'umore in cui ci si trova. Mi sono affacciata alla finestra di un sesto piano e mi è venuto in mente quello che, ieri sera, ha detto un collega di P. incontrato per strada. Cambio casa; a Napoli, l'importante è vedere il cielo, ha detto. Da lì, da dove'ero io, il cielo si vedeva e con esso anche un po' di mare, grigi. Mi sono ricordata della verticalità della Cilento, in Napoli sul mare luccica. La città aerea. E poi delle prospettive invertite e della vertiginosa relatività del mondo di Escher.
E' tutto un affacciarsi di donne che sono già all'opera. Chi sbatte il tappeto. Chi spazza il balcone. Chi mette acqua nelle piante. Gli operai sono al lavoro da oltre un'ora. Picchiettano, martellano. Parole strascicate, emesse da uno di loro. Un dog-sitter è passato con tre cani neri. Il cielo è di un azzurro inebriante. L'aria è fresca, la luce è quella di un 13 settembre, forse, già visto e vissuto allo stesso modo.