Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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lunedì, 18 agosto 2008

Tre ragioni

Dite che darei troppo nell'occhio se, al prossimo collegio dei docenti, indossassi una T-shirt rosa con su scritto:

                                                             Three reasons
                                                          to be a teacher
                                                                 june
                                                                 july
                                                              august.

   
postato da: meriggio alle ore 17:07 | link | commenti (16)
categorie: divertimento
venerdì, 18 luglio 2008

  Meno male che ho trovato
un bel posto
tutta la notte ci resterò
sabato sera argento vivo
addosso
sei ancora in ufficio però.
Dammi solo un'ora baby
un'ora per cambiare
per farmi rimorchiare.
Dammi solo un'ora baby
che Dio ti benedica
che fica
postato da: meriggio alle ore 14:47 | link | commenti (3)
categorie: divertimento, attualitĂ 
sabato, 05 luglio 2008

Succede d'estate

No, non è bello svegliarsi nel cuore della notte per mugolii e sospiri di piacere. Quelli di altri. Era oltre la mezzanotte, quando da una non meglio identificata finestra del cortile si odono spasmi erotici. No, non è  stato un sogno, ne è stata testimone mia figlia che proprio allora rientrava e che mi ha fatto notare quello che avevo già sentito.
Succede d'estate, con il caldo e con le finestre aperte. Succede che qualcuno non riesca a prendere sonno e allora decida di guardarsi qualche film porno, tra le maledizioni del portiere che non credo sia riuscito a capire da quale appartamento provenissero le note d'amore.
postato da: meriggio alle ore 17:46 | link | commenti (7)
categorie: divertimento, bazzecola, dalla finestra sul cortile
mercoledì, 19 marzo 2008

Forse un gioco

LA  GRANDE  DOMANDA
Se eri un bambino negli anni 50, 60 e 70  Come hai fatto a sopravvivere ?

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag... 
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo. 
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo. 
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.           
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco. 
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale...

7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e,     a metà corsa, ricordavano di non avere freni  .Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!   
8.- Uscivamo a giocare  con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari...  cosicché nessuno poteva rintracciarci.  Impensabile  .

9.- La scuola durava fino alla mezza  , poi andavamo a casa per il pranzo  con tutta la famiglia  
 (si, anche con il papà   ).    
10.- Ci tagliavamo,   ci rompevamo un osso , perdevamo un dente  , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti.  La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.      
11.- Mangiavamo biscotti. pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate  e non avevamo mai problemi di soprappeso,   perché stavamo sempre in giro a giocare...    
 12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia   e nessuno moriva per questo. 
 13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi,  televisione via cavo con 99 canali  , videoregistratori  ,   dolby surround  , cellulari personali  , computer  , chatroom su Internet  ... Avevamo invece tanti AMICI.    

14.- Uscivamo,  montavamo in  bicicletta   o camminavamo   fino a casa dell'amico   ,  suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.  
 15.- Si!    Lì fuori! Nel mondo crudele!  Senza un guardiano!  Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita;  non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma  . 
 16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.  
17.- Avevamo libertà  ,    fallimenti successi,   responsabilità       ...
   e imparavamo a gestirli.   
La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere ?  ed a crescere e diventare grandi ?
Se appartieni a questa generazione invia questo messaggio  ai tuoi conoscenti della tua stessa generazione ….  ed anche  a gente più giovane perché sappiano come eravamo prima.....

 

 
postato da: meriggio alle ore 15:35 | link | commenti (12)
categorie: riflessioni, divertimento
venerdì, 18 gennaio 2008

Del piacere di stappare


Mi piace stappare le bottiglie di vino. E' un piacere che ho scoperto da poco. Mi piacciono tutti movimenti che si fanno. Dalla impugnatura del collo della botttglia all'estrazione del tappo di  cui faccio una semi- collezione. Li raccolgo in buona parte. Alcuni sono colorati e non sono di sughero. Mi piace quel movimento delle leve che scendono verso il basso, mentre il tappo sale, tinto di vino rosso, o incolore di vino bianco. Fatto da una donna ha qualcosa di erotico, elegantemente erotico. O no?
Prosit.
postato da: meriggio alle ore 19:21 | link | commenti (15)
categorie: divertimento
giovedì, 13 dicembre 2007

La realtà è quasi sempre migliore

Fatemi conoscere Gramellini. Per dirgli che la deve smettere di scrivere quello che penso io. Mi ruba i pensieri e poi, siccome è (molto) più esperto di me nella comunicazione scritta, li pubblica su "La Stampa". Riceve circa quaranta commenti (che io non leggo mai) sul suo sito e così è diventato famoso.

Sto scherzando, è chiaro.
Complimenti a Gramellini. Per davvero.

"Dice l'Istat che appena il 6% degli stupri viene commesso da estranei, categoria nella quale rientrano, senza esaurirla, gli immigrati brutti sporchi e cattivi: la stragrande maggioranza è opera di mariti, fidanzati e rispettabili ex. Adesso ci aspettiamo la convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario che disponga misure di sicurezza all'interno delle famiglie e l'invio di ruspe nei condomini col compito di spianare i tinelli nei quali si rintanano gli stupratori in pantofole: impuniti, per lo più. Non si vuole certo negare l'esistenza di clandestini pericolosi. Ma dare al fenomeno le giuste dimensioni, che non sono quelle che si percepiscono ascoltando una conversazione al bar, guardando la televisione o sfogliando i giornali. La realtà è quasi sempre migliore, comunque diversa, da come la si rappresenta. Prendete lo studio dell'istituto di pediatria sui sogni dei giovanissimi. Undici ragazzine su cento sperano di diventare veline. Ma ottantanove no, vogliono ancora fare i medici, gli architetti, le parrucchiere. E ottantanove è una percentuale strepitosa, se si pensa che gli adulti descrivono una gioventù di bulli e pupe interessate solo ad apparire.

La ricerca della felicità è un diritto sancito dalla Dichiarazione d’indipendenza americana. In Italia mi accontenterei di rendere meno vincolante la ricerca della depressione, che alimentiamo di continuo proiettando i fantasmi deformati delle nostre paure, per poi provarne spavento. Come quando da bambini ci mettevamo la maschera di Belfagor e passando davanti a uno specchio lanciavamo urla genuine di terrore."
 
  
postato da: meriggio alle ore 18:03 | link | commenti (12)
categorie: riflessioni, divertimento
lunedì, 26 novembre 2007

Non sa se ne guarirĂ 

Non sono a corto di idee: tutt'altro. Ne ho troppe in questo periodo e passano rapidamente. Quando tento di metterle in questo spazio bianco, non mi sembrano più interessanti. Non mi soddisfano e penso che sia meglio non scrivere.
Poi faccio i conti con i miei stati d'animo, fuggevoli e passeggeri. Spesso a sollevare il velo nero che, a volte, scende davanti ai miei occhi, è il caso più che la mia volontà. Poi penso che  tutto va vissuto. Insoddisfazioni e frustrazioni.
Se tu avessi l'abitudine di sollevare il mio mento e di baciare le mie labbra fino a sentirne forte la pressione, allora potrei ricevere nuova energia. Se le tue mani non si limitassero a sfiorarmi, allora sarei più sicura. Se le parole, qui, avessero un senso, questo sarebbe un bel post. Ma non lo è. L'autrice sa quanti occhi leggono queste righe e non sempre si fida di tutti. Vuole prendersi gioco di chi vede la vita, qui, dentro questo spazio.
L'autrice viene dalla lettura di Trilogia di New York e ne è stata contagiata. Non sa se ne guarirà.
postato da: meriggio alle ore 16:27 | link | commenti (8)
categorie: divertissement, divertimento, stati danimo
sabato, 17 novembre 2007

Faccia di canaglia

Stamattina  non avevo proprio voglia di sentirli. Stamattina avevo bisogno di sentire canzoni e di leggere Paul Auster.

La libertà passa anche per queste cose.

I miei colleghi sono di qualche anno più giovani di me. Stamattina erano noiosi, proprio non mi andava di seguirli nelle loro banalità. Così mi sono alzata e mi sono seduta più a poppa. C'era anche un motivo tecnico. Là dove eravamo seduti, si sarebbero congelati i piedi. E' un punto umido e freddo. Sono passata più indietro, dicendo che preferivo leggere e che ci saremmo rivisti al momento dello sbarco. Il mio nuovo vicino mi chiede, sorridendo, se il mare si sentiva di più dove ero prima. Va a spiegare i motivi per cui mi sono spostata. Dico di no, che non si sentiva molto. Il suo sguardo si posa diverse volte su di me. Vorrei stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di conversazione. Scarta' fruscio e piglia' premmera. Apro il libro, prendo gli auricolari e leggo. Ha una faccia di canaglia. Chissà che fa, mi chiedo. Avverto il suo sguardo, forse si chiederà cosa nascondo nella borsa. Cambio canzone con l'ipod. Alzo gli occhi e faccia di canaglia mi fa un bel sorriso. Gli faccio un bel sorriso. Sarà la canzone che sto ascoltando. Butto la testa sul libro e leggo con nella mente... pensiero stupendo nasce un poco strisciando: "Quella sera mi sentivo in forma. Sophie mi ispirava, e non faticai molto per scaldarmi. Raccontai barzellette e aneddoti, eseguii piccoli giochi di destrezza con le posate. Quella donna era così bella che non riuscivo a staccare lo sguardo da lei. Volevo vederla ridere, vedere le reazioni del suo volto a quello che dicevo, scrutarne gli occhi, studiarne i gesti. Dio solo sa che stupidaggini mi uscirono di bocca, ma cercai di restare più distaccato che potevo, di celare i miei veri propositi sotto questo attacco di charme. Fu la parte più difficile (Paul Auster, Trilogia di New York, pag. 228).

  

postato da: meriggio alle ore 16:39 | link | commenti (5)
categorie: musica, frammenti di vita, leggere, divertimento
mercoledì, 07 novembre 2007

Questioni di lingua

Questo che segue è un altro pezzo di Massimo Gramellini (pubblicato ieri su La Stampa). Mi piace riportarlo perchè mi ha divertito leggerlo e perché offre, secondo me, diversi spunti di riflessione. Primo: l'assenza di imbarazzo dinanzi alla telecamera del giovane tassista di Lecce; secondo (questo è duro): le riforme scolstiche che si sono susseguite; terzo: l'evoluzione della lingua e quindi anche dei modi di dire; quarto: che il giovane tassista abbia più estro di quel che si creda e abbia colto soprattutto nella prima parte (La Bellucci è tutta contorno) la stessa identica idea che sottende al "Tutto fumo e niente arrosto"?

Insomma, dite la vostra, se volete.

Non riesco a togliermi dalla testa il tassista di Lecce intervistato nei giorni scorsi dal Tg3 a proposito della presenza in quella splendida città barocca della non meno splendida e barocca Monica Bellucci. «Si tratta di una delle migliori attrici italiane, però dovrebbe imparare a recitare», esordiva spigliato e senza la minima ambizione ironica il campione della Gente Comune. Poi, evidentemente ancora non sazio, rincarava la dose: «La Bellucci è tutta contorno e niente fumo».

A questo punto vorrei capire dove e quando abbiamo sbagliato. Come sia possibile che un giovane uomo, cresciuto in una nazione che gli ha garantito almeno otto anni di istruzione finanziati dalla collettività, possa mettere il contorno al posto del fumo e il fumo al posto dell’arrosto, non riesca a cogliere l'incongruenza logica fra l’essere una delle migliori attrici (falso) e il non saper recitare (vero), ma soprattutto sia capace di inanellare tali sfondoni dinanzi a una telecamera senza trasudare imbarazzo, neanche una gocciolina. Di quale delle duecento riforme scolastiche susseguitesi nell’ultimo mezzo secolo sarà figlio cotanto cervello? E per quale motivo i nonni del tassista di Lecce, che a differenza del nipote si fermarono probabilmente alla terza elementare, non avrebbero mai pronunciato una castroneria simile? Alla prima domanda, l’unica risposta credibile è: tutte. Alla seconda, che magari i nonni erano quasi ignoranti come lui, ma non se ne vantavano ancora. Avevano troppo rispetto e timore delle parole per pattinarvi sopra con sciagurata disinvoltura.

postato da: meriggio alle ore 18:09 | link | commenti (24)
categorie: riflessioni, divertimento
sabato, 25 agosto 2007

Denzel denzel denzel

Ho letto che nel golfo di Napoli sono ritornati a rubare i tender, i gommoni o motoscafi d'appoggio dei miliardari in transito nelle nostre acque. Tra le vittime anche Denzel Washington che ha navigato ad inizio agosto verso Capri ed Ischia, a bordo del suo yacht, Paloma, affittato per l'occasione. Quando ho visto la sua foto sul giornale non ho potuto fare a meno di pensare all'ispettrice Tropea e al suo..."Denzel denzel denzel".

(Pietro Treccagnoli, Non lo chiamano veleno. Pag 100).

postato da: meriggio alle ore 18:43 | link | commenti (17)
categorie: leggere, divertimento
sabato, 14 luglio 2007

Il piacere del grattare


CITTA' DELLA PIEVE - Una vincita di un milione di euro con il "Gratta e vinci" è stata realizzata in Umbria a Città della Pieve, nel bar "New Millenium".

Secondo quanto riferito dai gestori del locale, nella centrale piazza Plebiscito, a grattare il fortunato tagliando è stata una donna del posto. Dopo avere saputo della vincita, la donna ha accusato un leggero malore, senza conseguenze.

Ah, la fortuna!! Qualche giorno fa ho speso 20 euri per un due biglietti "gratta e vinci". Mentre grattavo le caselline, mi "trizziavo" i numeri. Che goduria! Non ho vinto niente, altrimenti non starei qui a raccontare. Ma i brividi lungo la schiena e il solletico dentro lo stomaco, quelli li sento ancora. Auguri alla signora. Che stia bene, per lungo tempo.

postato da: meriggio alle ore 16:57 | link | commenti (2)
categorie: divertissement, divertimento
sabato, 30 giugno 2007

I soprammobili

Detesto i soprammobili. Voi interpretate come vi pare.

Nell'Assedio di Bernardo Bertolucci (1999), Shandurai è una giovane africana, studentessa in medicina, che lavora come colf in casa di un pianista inglese, Mr. Kinsky. La storia è ambientata a Roma in un appartamento che affaccia su Trinità dei Monti. La dimensione verticale dello spazio (la scala a chiocciola) ha un suo significato, almeno credo. Nel corso della storia tra i due protagonisti nasce una relazione, fatta di un guardarsi di nascosto, di un parlarsi senza parole, di un comunicare con gesti, con azioni. Tra queste, ricordo le scene in cui un po' alla volta la casa si svuota di tutti i soprammobili che Shandurai spolverava con estrema calma, tutti i giorni. I soprammobili scompaiono. E' una forma di linguaggio. Due mondi diversi che si avvicinano. Quello che Shandurai si è lasciata alle spalle, un paese sotto regime dittatoriale, un marito prigioniero dei militari, e quello artistico e solitario di Mr. kinsky.

Ogni volta che metto un po' di ordine in casa come sto facendo in questi giorni, mi viene in mente questo film e penso a quando Tania, che viene dall'Ucraina,  si ritrova a fare lo stesso lavoro, di sabato, come stamattina.  

postato da: meriggio alle ore 15:47 | link | commenti (11)
categorie: film, divertimento, bazzecola
giovedì, 21 giugno 2007

........il ministero toppa

Non c'è due senza tre.

Dante, un errore grave nella traccia.

Un errore di distrazione. Eh, ministro, ma si rende conto?? Era meglio che copiavano, ministro...i suoi collaboratori, certo, sennò chi? Non gli ha dato tempo ed ecco i risultati.

postato da: meriggio alle ore 12:28 | link | commenti (21)
categorie: divertimento
mercoledì, 20 giugno 2007

Quando anche Severgnini toppa

"E non vi succeda MAI di dire che chi legge - professore, corteggiatore, amico o genitore - «non ha capito». Se non ha capito, è colpa vostra: non vi siete fatti capire." (Severgnini)

Divertentissimo il decalogo di Severgnini per la maturità 2007. Ma anche lui, in questo punto,  ha toppato. Eh, sì, perchè, malgrado sia uno che gira per i licei milanesi, per i suoi corsi sulla scrittura, non si è reso conto che davvero ci sono quelli che non sanno leggere!!! In tutti i sensi. Quindi difendetevi, dite "Lei non ha capito."  

postato da: meriggio alle ore 15:07 | link | commenti (7)
categorie: comunicazioni, divertimento

Quando il ministro toppa

«NON SI COPIA» - «Vorrei dire ai ragazzi - dichiara il ministro - che, nonostante i consigli di qualche amante delle scorciatoie, a scuola non si copia. Mi ostino a pensare - aggiunge - che la furbizia abbia il fiato corto e che alla fine primeggi solo chi è preparato perché l'unico modo per sottrarsi ad un futuro di precarietà è racchiuso in una sola parola: "competenza". E poi creatività».

Questa dichiarazione non poteva non andare sul mio blog.

Chi è precario non è "competente"? Mi sa che il ministro Fioroni ha toppato.

postato da: meriggio alle ore 10:36 | link | commenti (14)
categorie: comunicazioni, divertissement, divertimento
mercoledì, 16 maggio 2007

Quando la mamma esulta, e la figlia, invece, si incazza.

"Sai una cosa, mamma?.....il prof di greco ha fissato il compito per il 6 giugno". "Nooooo!!!", risponde la mamma e manda baci platonici in aria al professore. "Mannaggia a lui....mannaggia" dice la figlia.
postato da: meriggio alle ore 15:36 | link | commenti (14)
categorie: divertimento, bazzecola
mercoledì, 25 aprile 2007

Le palle di Dante

...e a Montecatini, ultima tappa del viaggio d'istruzione, dove abbiamo dormito la notte scorsa, mentre  scolaresche di diversa nazionalità (spagnoli e tedeschi) sciamavano per le strade di notte, dirette nell'unica discoteca del centro, noi abbiamo mangiato le palle di Dante, dolce di mandorle, uvetta e pinoli. 
postato da: meriggio alle ore 19:41 | link | commenti (68)
categorie: divertimento, bazzecola
lunedì, 16 aprile 2007

Sogno Boccaccio

A parte qualche sbandamento nel camminare, stamattina, a quest'ora non ho ancora sonno. Eppure mi sono alzata alle quattro, sono stata all'aeroporto fino alle sei circa, poi dopo un pò al molo. Scivolerò nel sonno su una novella di Boccaccio, domani?
postato da: meriggio alle ore 20:53 | link | commenti (5)
categorie: divertimento, bazzecola
martedì, 30 gennaio 2007

Pasta e patate all'ucraina

Metti che, sabato mattina, esci molto presto di casa, perchè il giorno precedente ti hanno chiamato per dirti di anticipare le tue ore di lezione. Hai chiamato da scuola, con il tuo cellulare, a casa, e, saranno state le nove, hai parlato con Tania. E' da tempo che viene da te, il sabato. Ti dà una mano. E' da tempo che vive in Italia. Viene dall'Ucraina. E' bionda e carina. Parla ancora piuttosto male l'italiano. Ha più di trent'anni, è stanca, anche se non lo dà molto a vedere, ma soprattutto non si illude più di poter migliorare la sua vita. Nonostante ciò, spesso è sorridente e, fatto fondamentale, è molto riservata. Racconta di sè stessa solo l'essenziale. Tu chiedi a lei l'essenziale. Fa parte del tuo carattere. Solo se gli altri si aprono a te, tu fai domande e chiedi spiegazioni. Al telefono, le hai dato alcune indicazioni sul da fare, a casa. In ultimo, le hai detto di preparare una pasta e patate, o meglio, di mettere a cuocere le patate. Poi, al tuo rientro avresti completato tu con la pasta. Chissà come e perchè Tania avrà pensato di usare, invece dei pomodori, che pure c'erano in frigo, ma, non avrà guardato, evidentemente, avrà pensato, dicevo, di usare, nientemeno che il ketchup. Chi mai le avrà detto che qui, a Napoli, il ketchup può sostituire  i pomodori nella pasta e patate? Chi mai l'avrà convinta di un tale misfatto? Hai mangiato la pasta e patate, anche se ci hai messo un po' di tempo a individuare la provenienza di quel sapore acre.   
postato da: meriggio alle ore 17:06 | link | commenti (42)
categorie: frammenti di vita, divertimento, bazzecola
giovedì, 25 gennaio 2007

Olè

Molo Beverello, ore 7,00. Servizio sospeso, causa mare. Olè, olè...olè
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categorie: divertimento, bazzecola
sabato, 20 gennaio 2007

Stralci di conversazione tra fado e odore di mare

Oggi un simpatico signore, avrà avuto più di sessant'anni, mi ha dato un passaggio, fino a marina grande. Una bella chiacchierata mentre il fado faceva da sfondo musicale, nel percorso tortuoso che congiunge Anacapri al porto. Quando gli ho chiesto chi fosse la cantante, mi ha fatto vedere la custodia del CD. Era la colonna sonora di Lisbon story. Il gruppo era quello dei Madredeus. La voce, quella di Teresa Salgueiro. Abbiamo parlato molto e tra le diverse cose interessanti su cui ci siamo soffermati, una mi è sembrata più degna di attenzione e anche divertente. La Napoli che appare sui giornali, o in TV, fa ridere. Mica piangere o commuovere, o preoccupare, no, fa ridere. E a ridere sono gli amici di Stoccolma di questo simpatico signore, i quali hanno capito che il nostro giornalismo è malato di sensazionalismo e che Emilio Fede ha fatto scuola. Tra un torroncino e una telefonata, l'avvenente signore che di professione fa l'architetto, sa dove abito io e io so dove abita lui. Nel corso della conversazione ha saputo che nel mio palazzo si trova un suo amico, che non vede da tempo e al quale ha scritto, sul biglietto di viaggio, un invito a rivedersi e un numero di cellulare. Farò da messaggera.  

postato da: meriggio alle ore 14:56 | link | commenti (13)
categorie: musica, frammenti di vita, divertimento
domenica, 07 gennaio 2007

Il libro piĂą vicino

Sono pronta per il gioco in cui  Melpunk mi ha coinvolta. Spero di aver capito bene. 

Il libro è Istanbul di Orhan Pamuk, che non ho ancora incominciato. Sta nella pila dei libri da leggere. Lo sento, comunque, vicino, sebbene sia stato, per ora, solo toccato, spostato e sfogliato.

Dunque, a pag.123 dopo le cinque frasi leggo.

"All'inizio prestavo attenzione a queste cerimonie, che aumentarono quando, crescendo, dalle maestre dolci e materne finimmo nelle mani degli insegnanti maschi, di ginnastica, religione, e musica, stanchi della vita, arrabbiati e vecchi: erano uno spettacolo di qualche minuto in mezzo alla noia della lezione. Se lo studente stava a testa bassa e confessava la sua colpa, bisbigliando qualche scusa credibile, aveva una punizione piuttosto blanda. Coloro che presentavano delle giustificazioni peggiori delle colpe, coloro che non riuscivano ad inventare, anche mentendo un pretesto per alleggerire la colpa, coloro che per pigrizia preferivano le percosse, coloro che facevano ridere la classe con le loro smorfie, mentre l'insegnante li umiliava e li puniva, coloro che giuravano, in tutta onestà, di non raccontare più bugie proprio mentre cercavano goffamente di mentire e coloro che, sudati marci per i colpi e le sgridate, commettevano, inconsciamente, un altro errore, come un animale nella trappola, aumentando così le torture, erano per me più istruttivi dei libri". 

Passo il testimone a Sorryso, Aliante ed a Jaero.

 

E ora ditemi che significa. La natura del brano capitato (non ho ancora letto l libro) mi inquieta un poco.

postato da: meriggio alle ore 15:52 | link | commenti (11)
categorie: leggere, divertimento
giovedì, 07 dicembre 2006

Numeri e colore grigio

Una pennellata di colore prima di scrivere di numeri, di quelli che si giocano al bancolotto. Da buona napoletana, nel rispetto della tradizione che ancora vede mia madre giocare di tanto in tanto, nel ricordo di mia suocera che con il bancolotto anche lei ha avuto a che fare, e con la mente alle vecchiette che ancora oggi affollano la bottega di via Chiaia. Il colore è il grigio del mare in tutte le sfumature di una giornata imbronciata e bizzosa prima che il broncio trovi sfogo in pioggia annunciata. Dalla scala Fenicia l'acqua blu scuro di una Napoli lontana si confonde con le striature grigie di quella più vicina alla costa. Il mare ondeggiava piacevolmente, al ritorno.

Ieri mattina sono stata a casa. Pulisco un po' dappertutto e metto ordine nel mio armadio. Prendo una decisone. Tutto quello che è degli anni passati e che ancora conservo, va messo in una grande busta e dato in beneficenza. Diverse giacche e un giaccone vengono privati delle crucce. Guardo nelle tasche. In una trovo un pezzo di un foglio di calendario. Su di un lato c'è la nota di una spesa. Mastro lindo, tovaglioli, sapone, spugna. Sull'altro lato è segnato un giorno e una data "domenica 27". Primo numero. In un'altra tasca trovo un biglietto di "Asso piglia tutto" ministero delle Finanze, Monopolio di Stato, 2500 Lire. I numeri sono 25-44-6. E sono due. Non è finita. Trovo un numero di cellulare. E' di una collega conosciuta tempo fa, al corso abilitante. Non lo scrivo, naturalmente. Poi 10 centesimi di euro, 100 lire e infine una chiave, non so di cosa. Sembra quella di un auto. Quanto fa la chiave?

postato da: meriggio alle ore 17:04 | link | commenti (12)
categorie: divertimento
martedì, 05 dicembre 2006

L'ammiratore

Ha circa settantanni e qualche tempo fa abitava nel palazzo di fronte al mio. Quello che prima era il suo appartamento ora, rimesso a nuovo, è occupato da una giovane coppia con due bambini. Lui, insieme con la moglie e la suocera, si è trasferito nel palazzo successivo, adiacente all'altro. Dalla finestra del mio studio e dal balcone del soggiorno si intravede una stanza, forse quella della suocera, e nulla più. Avrò già detto della situazione da finestra sul cortile, in cui mi trovo, mio malgrado. I miei dirimpettai stanno lì, a volte ne seguo i singoli spostamenti da una stanza ad un'altra, di alcuni solamente, di quelli che ci sono, le cui stanze sono illuminate. Altre volte li vedo tutti in simultanea, quelli del quinto piano, di scale opposte però, insieme a quelli del quarto e poi a quella del terzo che guardo dall'alto, essendo io al sesto. Insomma, quando le mie tende sono aperte, mi capita di guardare loro e a loro capita di guardare me, naturalmente. Il signore settantenne chissà quante volte si è ritrovato ad appuntare lo sguardo verso le mie stanze. E' successo che per strada ci siamo salutati cordialmente, come avviene tra persone educate che si conoscono di vista per l'appunto, e che la curiosità lo abbia spinto a chiedere cosa io facessi visto che mi vedeva spesso sui libri e davanti al computer. Stralci di conversazioni, niente di più. Poi di nuovo a fare un tratto di strada insieme, io per la spesa lui non so per cosa nè mi ha mai interessato saperlo, ma suppongo per la medesima cosa. Finchè un giorno, tra una chiacchiera e un'altra, mi chiede se possiamo uscire. Lascio cadere il discorso o forse svicolo, chi se lo ricorda più. Qualche giorno fa lo incontro e mi chiede come vanno le cose, e se lavoro ancora a Bagnoli. Eh, no, rispondo io di rimando. Sono a Capri. Sgrana gli occhi come fa, al solito, chi sente la destinazione insulare. Il signore settantenne dall'aspetto curato, dall'aria di chi ha lavorato sempre poco nella vita, mi dice sorridendo "Signora, ma chi glielo fa fare!!". Mi avrà scambiata per un'altra, penso io, per una della sua stessa classe sociale, chissà. Ma forse è solo un anziano signore, desideroso di godersi l'ultimo scorcio di vita. Uno che forse ha già dato, e che vorrebbe consigliare gli altri di fare altrettanto. Oppure è un napoletano borghese buontempone, di quelli che hanno preso e prendono la vita alla leggera.
postato da: meriggio alle ore 16:52 | link | commenti (10)
categorie: ho visto, divertimento, nota personale
lunedì, 23 ottobre 2006

Verde come il grillo

Cosa pensereste voi se, mentre state cucinando i piselli in una pentola e il minestrone fresco, appena lavato, in all'altra, all'improvviso,  proprio sulle mattonelle sopra i fornelli, vi apparisse un esserino verde brillante, che striscia faticosamente ora di qua, e ora di là? Era già lì da tempo? Era entrato da poco dalla finestra del balcone di un sesto piano che affaccia su di un cortiletto dove ci sono degli alberi non altrimenti identificati ? Era nella busta dei piselli surgelati, oppure in quella del minestrone??? Era solo, o avrà lasciato qualche compagna da qualche parte, non oso pensare dove possa essere quel "qualche parte". Un vero giallo, anzi, verde come il grillo, i piselli e il minestrone.
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categorie: divertimento, bazzecola
sabato, 30 settembre 2006

Cronaca di una s-cortesia.

Stamattina arrivo di corsa al Molo Beverello. Alla biglietteria mi dicono che l'aliscafo delle 9,10 è completo. Il tempo di capire se ce n'è un altro dellla stessa compagnia e a che ora, e di nuovo corro per mettermi in fila all'altro sportello. Sono affannata per la corsa e non faccio caso alla fila, in pratica vado un po' più avanti, sopravanzando due-tre persone, tante ne riesco a vedere con la coda dell'occhio. Di fianco a me c'è un tipo, capelli brizzolati, di poco oltre la quarantina. Poco prima abbiamo corso insieme, ma davvero corso, e meno male che sono ancora un pò allenata, nel tentativo di salire su quello delle 9, 10. E' arrivato pochi istanti prima di me in coda all'altra biglietteria.Parla con due anziane donne, in un ottimo inglese, così pare a me, ad orecchio. Sono ferma lì, ormai da alcuni minuti, quando una voce dal tono belligerante, alle mie spalle, mi chiede se vado a Capri. E' quella di un uomo sulla sessantina, capelli bianchi, casacca bianca di cotone, sembra napoletano. Alla mia risposta affermativa, mi fa notare che non ho rispettato la fila, gli dico che nella fretta non ho fatto caso a quante persone c'erano prima di me, e con un tono di voce con il quale anch'io dichiaro aperte le ostlità,  sto per aggiungere che io a Capri ci vado per lavoro e non per turismo e che avrei voglia di dare quattro calci in culo proprio a questi turisti del cazzo che sembrano avere più fretta degli altri, soprattutto i giapponesi, che corrono corrono anche quando sono in vacanza. Non dico niente di quanto in un istante mi passa per la mente e replico con il tono ostile di voce che mi è rimasto, che può andare avanti.  Interviene il tipo che parla in inglese e rivolgendosi al signore anziano gli dice che sono arrivata con lui. L'anziano signore quasi si scusa e fa un passo indietro. A questo punto io faccio la scontrosa e l'offesa e dico che non è necessario. Avanziamo nelle fila e lui di nuovo a cedermi il passo e io di nuovo a rifiutarlo. Alla fine cedo, vado avanti. Quando salgo sull'aliscafo, l'uomo brizzolato è seduto, gli passo accanto e con un sorriso lo ringrazio. Prego, mi dice lui.

Dove vanno le centinaia di turisti che sono scesi dalle navi di crociera attraccate nel porto? Villaggi sull'acqua, alberghi ambulanti. Scena felliniana.   

postato da: meriggio alle ore 16:43 | link | commenti (6)
categorie: divertimento, fare a cazzotti
mercoledì, 30 agosto 2006

Il segno

Ditemi se non avevo ragione a dire es muss sein. Su Il Messaggero di stamattina, in prima pagina, in fondo, leggo: novità nel segno del cancro. Proseguo nella lettura e trovo: Buongiorno Cancro! Le stelle della vostra estate fanno pensare a una crociera di lusso, costantemente al vostro fianco per le questioni pratiche e la vita affettiva. Questa Luna nel campo della fortuna e della passioneinsieme a Giove, crea un'atmosfera caprese. Capri, come simbolo di vita spensierata, risveglio delle componenti romantiche della vostra personalità. Agire significa creare uno stato d'animo, un'opera, un ricordo, un rapporto...Significa poter conquistare un pubblico o il cuore di un'altra persona, conquiste che sono poi l'inizio di nuovi percorsi della vita. Auguri!

Mamma mia, ma che succederà mai! C'è da scegliere, se sedurre un pubblico o un uomo. Perchè non tutti e due?? Addirittura si apriranno nuovi percorsi di vita. Alleluia!! Insomma un anno indimenticabile, per me e per il mio adorato maritino, anche lui del segno del Cancro.

postato da: meriggio alle ore 17:04 | link | commenti (8)
categorie: divertimento, bazzecola
venerdì, 18 agosto 2006

Effetti della controra

Ho la testa ovattata....non ho neanche una voglia, non c'è via di scampo, quasi quasi mi faccio uno shampoo, prendo in prestito le parole di Gaber per definire il momento psicologico che sto attraversando. Sarà il caldo afoso o questo silenzio assordante (non mi veniva neanche la parola ossimoro, mentre la scrivevo, per dire dell'usato e abusato accostamento stridente dei due concetti appena menzionati). Ci vorrebbe lo stile brioso di Sorrisò per raccontare questi momenti di controra, quasi passati in verità. Siccome mi annoio a fare un cosa per più di quindici minuti, passo dal mac al pc, dal pc al mac o a tutte e due insieme, dallo studio dove ci sono i mezzi tecnologici, al bagno, dove c'è la lavatrice che sta lavorando a ritmo intenso e frenetico, dalla lettura sul divano nel soggiorno, al balcone della cucina per piegare i panni asciutti e stendere una nuova lavatrice. Quasi tre carichi al giorno. Rimetto i panni in lavatrice, preparo il tavolo da stiro e mentre si riscalda il ferro, faccio un salto sul Mac, vado in Svezia, a prendere un po' di fresco, ma soprattutto a trovare Gatto. Ritorno a Napoli, ai pochi che sono rimasti, vado a Pianura, a vedere il cortile di Sorrisò, passo per Marigliano o giù di lì, da Aliante che è sempre disponibile a darmi un passaggio sulle sue ampie e giovani ali. Planando sopra nomi e nick-name sono da Oliver che lavora zitto zitto, regalandoci importanti momenti di riflessione. Entro in rapporto confidenziale con Roquentin, sulle vere ali della libertà, questa volta. Vengo a sapere del rientro di Jenè e me ne compiaccio. Giro ancora per il mondo e in Italia con le notizie sul web. In ultimo apro, dopo quasi venti giorni, la mia mail-box, e vi leggo 435 messaggi!!!! Manco fossi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano di Napoli!!! Vorrei dire a Nathan Never, a George, a Clotilde, a Chris, a Tracy, a Jay e a Janell, cosa che ho già fatto una volta tramite e-mail, inoltre dubito che loro arrivino qui da satura che più satura di così non può, smettete di mandarmi e-mail che non leggo e che cestino ripetutamente. Ora sono a 168.
postato da: meriggio alle ore 16:37 | link | commenti (12)
categorie: divertimento, bazzecola
venerdì, 21 luglio 2006

Giochino estivo

Oh, oh, mi è semblato di vedele un gatto!

Vi ricordate di Titty il canarino e di gatto Silvestro? Vi ricordate di quella vocina con la erre moscia, di quell'uccellino apparentemente indifeso, ma che invece era furbetto e dispettoso?

Tutto questo non c'entra niente con il giochino, se non nell'espressione che mi è tornata in mente, quando stamattina alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri, aggirandomi tra gli scaffali della libreria, mi è semblato di vedele un bloggel!

In realtà, mi è sembrato di riconoscere due blogger napoletani. Il gruppetto era nei pressi del bar.

Mi raccomando non violate la privacy. Siate discreti. Io non confermerò e non smentirò.

postato da: meriggio alle ore 14:36 | link | commenti (50)
categorie: divertimento, bazzecola
giovedì, 06 luglio 2006

6 luglio

Tanti auguri a me e buon non compleanno a voi. Un bacio grande a Roquentin, a Gatto e a Jaero.
postato da: meriggio alle ore 17:47 | link | commenti (8)
categorie: divertimento