Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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giovedì, 05 marzo 2009

Re Sole

Mi trovo alla corte di Re Sole da diversi mesi.
Non faccio parte della nobiltà di corte, nè di quella di spada, nè di quella di toga. Non posso pretendere alla prima essendo nata nel Terzo stato, non ambisco alla seconda perchè troppo asservita al potere del re. Sono illuminista antelitteram e non posso rientrare tra le fila del clero, anzi guardo con fastidio quella "compresenza" di spirito laico e di spirito religioso che si realizza in una sola ora settimanale, di giovedì. Di rimostranze nei confronti dello spirito religioso ne avrei, sono però pervasa anche da spirito di tolleranza e privilegio il lato umano della Personificazione dello spirito  chiesastico. Soprattutto quando condividiamo l'amore per il mare e le spiagge greche, quelle classiche si intende
Stamattina il monarca è passato per il corridoio, indossava un cappotto nero con un collo di pelliccia. Non ho fatto in tempo a vedere da chi fosse seguito. L'occhio e il pensiero si sono soffermati su quel finto pellicciotto che ha materializzato in me l'immagine di un tipo umano ancora da venire. Ho la capacità di " vedere" il futuro. Nessuno però deve sapere di questa illuminazione. Nessuno capirebbe, nè gli uomini di oggi nè quelli che verranno nel secolo successivo. L'immagine del Monarca si sovrappone a quella di uomini del "pizzino" e bene non so cosa significhi. Forse con il Monarca camminavano Castore e Polluce.
postato da: meriggio alle ore 17:32 | link | commenti (3)
categorie: divertissement
sabato, 12 gennaio 2008

Monnezza cerebrale

Saranno cinquemila i sacchi della spazzatura per la raccolta differenziata (quelli di diverso colori) che la Lega regalerà domani sera a San Siro ai tifosi del Napoli in occasione della partita con il Milan.
Guidati dal capogruppo leghista al Comune di Milano, Matteo Salvini, saranno gli ultrà rossoneri del carroccio a consegnare i sacchi della spazzatura acquistati ieri con un tam-tam tra i sostenitori del Milan. (Corriere  della Sera. Sabato 12 gennaio. Pag. 9)


Specialità regionale milanese. Monnezza cerebrale. Nessuna possibilità di bonifica.
postato da: meriggio alle ore 17:25 | link | commenti (14)
categorie: divertissement
lunedì, 26 novembre 2007

Non sa se ne guarirà

Non sono a corto di idee: tutt'altro. Ne ho troppe in questo periodo e passano rapidamente. Quando tento di metterle in questo spazio bianco, non mi sembrano più interessanti. Non mi soddisfano e penso che sia meglio non scrivere.
Poi faccio i conti con i miei stati d'animo, fuggevoli e passeggeri. Spesso a sollevare il velo nero che, a volte, scende davanti ai miei occhi, è il caso più che la mia volontà. Poi penso che  tutto va vissuto. Insoddisfazioni e frustrazioni.
Se tu avessi l'abitudine di sollevare il mio mento e di baciare le mie labbra fino a sentirne forte la pressione, allora potrei ricevere nuova energia. Se le tue mani non si limitassero a sfiorarmi, allora sarei più sicura. Se le parole, qui, avessero un senso, questo sarebbe un bel post. Ma non lo è. L'autrice sa quanti occhi leggono queste righe e non sempre si fida di tutti. Vuole prendersi gioco di chi vede la vita, qui, dentro questo spazio.
L'autrice viene dalla lettura di Trilogia di New York e ne è stata contagiata. Non sa se ne guarirà.
postato da: meriggio alle ore 16:27 | link | commenti (8)
categorie: divertissement, divertimento, stati danimo
sabato, 20 ottobre 2007

A. C. alla Benetton

Stasera stavo sorseggiando un po' di vino rosso Syrah in cucina, mentre cucinavo risotto ai funghi. Alt! Il risotto ai funghi era di quelli parzialmente pronti. Quelli a cui manca solo il riso che si versa, si gira, e si fa cuocere a fuoco lento. Quindici minuti ed è pronto. Stasera stavo sorseggiando un po' di vino rosso Syrah in cucina quando mi è venuto in mente Antonio Colucci. Antonio Colucci era un mio compagno di classe. Era di quelli che se la cavano sempre. Era di quelli che veniva a scuola con la vespa. Antonio Colucci non era bello, forse era piacente. Piacente per molte, ma non per me. Io non mi sono mai innamorata di uno della mia classe. Forse solo in quarto ginnasio mi piaceva uno che di cognome faceva Tammaro. Alto, esile e con gli occhiali. Ma ritorniamo ad Antonio Colucci. Vestiva bene Antonio Colucci. Sempre a puntino. Ricordo dei pantaloni marroni di velluto a costina. Era il 1978, Antonio Colucci aveva dei pantaloni marroni di velluto a costina e un pullover ecrù con lo scolo a V. Antonio Colucci oggi dovrebbe fare l'avvocato. L'ho incontrato alla Benetton di via Toledo, stasera, e non l'ho salutato. I tunes mi fa sentire Grapefruit moon di Tom Waits. E' tra le preferite di P.
postato da: meriggio alle ore 22:34 | link | commenti (5)
categorie: divertissement, frammenti di memoria, stati danimo
sabato, 14 luglio 2007

Il piacere del grattare


CITTA' DELLA PIEVE - Una vincita di un milione di euro con il "Gratta e vinci" è stata realizzata in Umbria a Città della Pieve, nel bar "New Millenium".

Secondo quanto riferito dai gestori del locale, nella centrale piazza Plebiscito, a grattare il fortunato tagliando è stata una donna del posto. Dopo avere saputo della vincita, la donna ha accusato un leggero malore, senza conseguenze.

Ah, la fortuna!! Qualche giorno fa ho speso 20 euri per un due biglietti "gratta e vinci". Mentre grattavo le caselline, mi "trizziavo" i numeri. Che goduria! Non ho vinto niente, altrimenti non starei qui a raccontare. Ma i brividi lungo la schiena e il solletico dentro lo stomaco, quelli li sento ancora. Auguri alla signora. Che stia bene, per lungo tempo.

postato da: meriggio alle ore 16:57 | link | commenti (2)
categorie: divertissement, divertimento
mercoledì, 20 giugno 2007

Quando il ministro toppa

«NON SI COPIA» - «Vorrei dire ai ragazzi - dichiara il ministro - che, nonostante i consigli di qualche amante delle scorciatoie, a scuola non si copia. Mi ostino a pensare - aggiunge - che la furbizia abbia il fiato corto e che alla fine primeggi solo chi è preparato perché l'unico modo per sottrarsi ad un futuro di precarietà è racchiuso in una sola parola: "competenza". E poi creatività».

Questa dichiarazione non poteva non andare sul mio blog.

Chi è precario non è "competente"? Mi sa che il ministro Fioroni ha toppato.

postato da: meriggio alle ore 10:36 | link | commenti (14)
categorie: comunicazioni, divertissement, divertimento
giovedì, 05 aprile 2007

Renato, Renato, Renato...

Quando incontro Renato per le vie di Chiaia, mi faccio sempre un sacco di risate. Renato va per l'ottantina, è asciutto, longilineo e un po' curvo. Si muove lentamente, la gente gli cammina a fianco, lo supera, lo sorpassa, gli gira attorno, ma lui non sembra curarsene. Si muove per quelle strade come per la sua casa. Lo si riconosce subito perchè è abbastamza alto, o forse sono io che immediatamente lo individuo tra la folla come volto a me noto,  e benchè i suoi occhi si vadano lentamente, ma inesorabilmente velando giorno dopo giorno, non fa fatica a ricordarsi di me. Tutt'altro. In un attimo gli occhi vispi e intelligenti mi mettono a fuoco. Qualche tempo fa prendeva la mia mano e l'avvicinava alle sue labbra. Questo mi faceva divertire molto, e, all'inizio, mi imbarazzava un po'. Poi, oggi, che mi sono abituata alla sua galanteria di altri tempi, non lo fa più. Non smette di divertirmi Renato, quando lo incontro. Come ieri pomeriggio. Mi guarda e mi dice - nel suo bel napoletano di uomo borghese e colto, avvezzo alle parole, a quelle della carta stampata e non solo - mi dice " comme ti sì fatta bella, ma ch' e fatto!!". Alza al mano per togliermi gli occhiali da sole e... a me viene da ridere. Primo, perchè mi viene da pensare che mi ha scambiata per qualcun'altra, ho i miei difetti e me li tengo, e secondo, perchè poteva non essere un complimento visto che aveva accennato ad un presente diverso da un passato. " Niente", dico io " cosa vuoi che abbia fatto. Forse ho messo un po' di fondotinta in più": 

Ci siamo salutati e augurati una buona Pasqua. 

postato da: meriggio alle ore 20:43 | link | commenti (14)
categorie: frammenti di vita, divertissement
sabato, 25 novembre 2006

Ancora news da Napoli

ll post che stavo scrivendo ieri iniziava in questo modo " Non sono bastati e non basteranno le agghiaccianti copertine di uno dei maggiori settimanali italiani, le inchieste giornalistiche televisive di Report, di Ballarò, di Annozero, le autorevoli opinioni di vecchi e giovani scrittori, il racconto romanzato o la finzione raccontata, il quotidiano e continuo racconto di cronaca dei giornali cittadini sugli omicidi, sulle rapine, sui disoccupati che occupano il Duomo, sugli istituti allagati, sulla bibiloteca rionale incendiata; la fiction televisiva del momento e la strumentale o reale querelle sulla fiction, gli accesi dibattiti, o presunti tali, in rete; e fuori rete quelli tra amici, tra conoscenti, tra colleghi, tra cliente e parrucchiere, tra cliente e salumiere. Qui, proprio qui, a Napoli, tutto è uguale a prima. Niente è successo. Non siamo così ingenui da credere che la situazione possa migliorare dall'oggi al domani, nè come in un sogno, ci aspettiamo che in brevissimo tempo le nostre strade siano pulite fin dal mattino presto, i nostri quartieri ordinati, godibili al passeggio, senza macchine in sosta vietata, senza motorini ad ostruire marciapiedi." Avrei continuato il mio post di ieri, descrivendo un po' quello che, di venerdì sera, ho visto nel quartiere Chiaia, il quartiere nel quale abito, e quello che ho visto ieri non è poi così diverso da quello che ho visto stasera. Lasciamo perdere le etichette, quelle nuocciono solamente. Il quartiere Chiaia-S. Ferdinando è noto come quartiere di rappresentanza. Via Calabritto con i suoi eleganti negozi, piazza dei Martiri con la caffettiera e poi a salire via Filangieri con i suoi bei palazzi e via dei Mille, lunga e leggermente sinuosa fino a piazza Amedeo e mi fermo qui, ma dovrei ricordare anche via Poerio, via Cavallerizza, via Belledonne, piccole stradine che tra negozietti e baretti vari portano verso piazza S. Pasquale e la villa comunale. A ritroso, via Chiaia, fino a piazza Plebiscito, ma rischio di allontanarmi troppo. Dicevo di quello che ho visto stasera. Dunque. Moto, motorini, vespe che oltrepassavano le linee entro le quali è permesso sostare, all'inizio di via Chiaia. Macchine ferme dove c'erano divieti di sosta, vicino e di fronte alla Tortiera, all'inizio di via Filangieri. A piazza dei Martiri, dietro le fioriere che delimitano la strada dalla piazza, motorini in sosta. Cappella vecchia invasa dalle...vespe. A via Filangieri, un lungo tratto è occupato dai ciclomotori, quelli dei commessi dei negozi. Ecco, vorrei suggerire all'amministrazione un ampio e comodo spazio urbano, vuoto per la maggior parte dei mesi dell'anno. A Natale potremmo risparmiare denaro pubblico sulle opere d'arte moderna e contemporanea che poi la gente comune non capisce; arrediamola con le quattro ruote, le due ruote, e così via, com'era un tempo. Piazza Plebiscito di una volta. Se non ve la ricordate perchè troppo giovani fate una ricerca, ci sono ancora delle foto, da qualche parte. Sul Corriere del Mezzogiorno di stamattina Alemi, capo dei giudici di Napoli, nel '93 candidato a Palazzo San Giacomo ha detto che la situazione a Napoli è sconfortante. " Vedo una Napoli bruttissima e nessun progetto serio. Vedo disordine, sporcizia, cittadini che non rispettano le regole e nesssuno che gliele faccia rispettare. Qui si lamentano della criminalità, ma le cosiddette persone perbene sono le prime a non rispettare le leggi. Non vedo vigili in strada. Sono tremila ma in strada ne vanno solo 600. Mancano i controlli. Colpa di chi comanda e ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Ma colpa soprattutto di chi la macchina comunale dovrebbe farla funzionare, dai capi dei dipartimenti ai dipendenti". Io, invece, i vigili li ho visti, stasera. Erano fermi a guardare le macchine e i motorini in divieto di sosta.
postato da: meriggio alle ore 22:07 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni, divertissement, ho visto, fare a cazzotti
giovedì, 09 novembre 2006

Metti una mattina d'autunno una viaggiatrice...

Alle tredici di stamattina, ero ferma, sotto la pioggia, ad aspettare il tram, di fronte al molo Beverello, quando, all'improvviso, mi vedo arrivare trafelato un ragazzo senegalese. Parla affannosamente e mi sventola davanti agli occhi una banconota da venti euro...

 

(cosa mi è successo ve lo dico domani)

postato da: meriggio alle ore 22:03 | link | commenti (15)
categorie: divertissement, ho visto
mercoledì, 08 novembre 2006

Sì,viaggiare

Riprendo, eccome se riprendo. Ero davvero incazzata quando ho scritto quelle due righe precedenti e ben decisa a chiudere tutto. Ma l'animo è mutevole si sa, e io sono ben contenta di registrarne gli sbandamenti, le accelerazioni, le frenate brusche, e perchè no, anche gli scontri frontali. Certo che alle strade sterrate e curvose con continui tornanti, salite e discese, ho sempre preferito le strade pianeggianti, quelle belle e rettilinee, magari con una bella persona accanto che chiacchiera e con dell'ottima musica. Ricordo quella che percorremmo da Parigi, passando per Bordeaux, a San Sebastiàn nei paesi baschi. Sembrava che non finisse mai. Quando però si tratta di fare, che so,  l'appennino ligure con curve e gallerie non mi tiro indietro. Si viaggia. Può anche capitare che si buchi solamente una ruota. Quello non lo so fare, non mi è mai capitata l'occasione, sono stata fortunata devo dire, però l'uomo che ho al mio fianco ne è capace.

Sì viaggiare, evitando le buche più dure senza per questo cadere nelle tue paure...rallentando per poi accelerare e tornare a viaggiare  e di notte con i fari illuminare chiaramente le strade per saper dove andare.

Ah dimenticavo, fuor di metafora, vorrei recuperare il mio vecchio avatar. Il piede,sì, ricordate che a volte calzava a pennello con quello che scrivevo, ecco quello ci vuole per dare qualche calcio in culo a chi dico io.

postato da: meriggio alle ore 21:14 | link | commenti (9)
categorie: musica, divertissement
mercoledì, 13 settembre 2006

La marmellata

Mi piacciono quelle senza zucchero aggiunto. Quella all'arancia con le scorzette, quella di ciliege nere, di albicocche, ma soprattutto quella di mirtilli. Ho provato quella di limone, anche quella mi piace. Sulla fetta biscottata, senza burro e non per motivi di dieta. Solo l'essenziale.
postato da: meriggio alle ore 08:44 | link | commenti (15)
categorie: divertissement, bazzecola
domenica, 26 febbraio 2006

Woman in red

Che fascino, che eleganza, che postura ha quell'uomo. Lo "adoro" sotto tutti i punti di vista. Energico come lui (ha sempre saputo che il tè verde fa bene)convincente e persuasivo come lui non ne avevo mai visti in vita mia. Nei documentari sì, quelli in bianco e nero, sapete, vi ricordate quella piazza e quella finestra? Sapete quella che ricorda la città della commedia dell'arte, nella città eterna,...caput mundi, naturalmente. ITALIANI, ITALIANI, diceva. E che folla, da rabbrividire!  Sventolio di bandiere e inno di Mameli hanno completato la scenografia, come sfondo ai discorsi dell'uomo di oggi.

Bene, credo proprio che prima del 10 aprile farò una stranezza. Sarò una perfetta donna in rosso,  scarpe di vernice rossa con tanto di tacchi a spilli, vestito svolazzante, un pò Marilyn, uno stupefacente cappello rosso a falde larghe. Me ne andrò per piazza dei Martiri e per via dei Mille. Potrei tingere anche i capelli di rosso. Rosso fuoco.

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categorie: divertissement
mercoledì, 07 dicembre 2005

Sconcertanti presenze

State attenti ci sono occhi dappertutto. Voi non li vedete, ma loro vi osservano, vi scrutano, vi esaminano. Non lasciano traccia, impalpabile è la loro presenza. Non hanno nome, nè volto, nè sembianze corporee, forse un appellativo, forse un luogo sì, ma voi non lo sapete. Eppure ci sono, vengono frettolosamente a volte, si soffermano più a lungo altre volte. Vengono e non ringraziano per l'idea che gli avete regalato.

postato da: meriggio alle ore 12:14 | link | commenti (16)
categorie: divertissement, bazzecola
domenica, 30 ottobre 2005

Lazzarella

Quel simpatico furbacchione di Bassolino ha magnificato dal palco di Piazza Plebiscito, con accanto l'inossidabile Baglioni, la prima Notte Bianca  di Napoli, (ce ne saranno altre!!) Festa di che? MI chiedevo ieri, ma anche, avrei dovuto dire, festa perchè? Non lo so, e nemmeno voglio approfondire,  già l'argomento mi sta annoiando mentre ne parlo. Sembra che voglia dimostrare la sanità,  la compattezza della comunità napoletana, e la capacità organizzativa dell'amministrazione napoletana, senza dimenticare neanche per un secondo i problemi di Napoli. Quando dice così, me li fa dimenticare tutti, davvero. Non li vedo e non li percepisco più. Per opposto. E va bene, continuiamo a credere alla favola bella. Come bella é questa città, sempre, caro Beppe Grillo, mai brutta, di brutto ha solo i piedi scalzi e sporchi come una lazzarella, secondo la ben nota immagine di Tahar Ben Jelloun.

postato da: meriggio alle ore 15:15 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, divertissement
giovedì, 20 ottobre 2005

Le parole, sempre quelle, solo quelle.

L'ho sentita al primo Collegio a cui ho partecipato. E' uscita dalla bocca del Preside tra l'indifferenza di tutti, neanche una battutina sottovoce dalla collega seduta al mio fianco, nè  dalla fila di dietro nè dalle retrovie. Niente.  Nemmeno una risatina soffocata, mentre il Preside continuava ripetere quell'espressione, e precisava che era stato lui ad aver voluto cambiare parola. Sì, non più sportello di recupero, S.O.S., ficcamelotunellatestacheionon celafaccio, ma CHIOSCO DEL SAPERE. Per chi non è addentro alla scuola si tratta di interventi didattici educativi (detto alla spicciolata: ripetizioni)  tesi al  miglioramento o al recupero di argomenti e parti del programma di cui l'allievo  necessita per evitare che, una volta diventate  carenze, lacune o voragini, l'allievo veda compromesso l'anno scolastico. Ebbene, come non mi può venire da ridere al pensiero di un bel chioschetto del sapere, dove tra belle professoresse in grembiulino con motivi floreali e fronne 'e limone tra i capelli, e bei professori con còppola e mantesino bianchi, si vendono distillati di letteratura, boccettine di matematica, lattine di economia aziendale, elisir di lingua inglese? Le parole sono importanti, ancora di più ciò che sta dietro alle parole. Ma quale mente distorta ha potuto pensare al CHIOSCO DEL  SAPERE? Qualche anno fa il Nuovo investì la scuola, con parole nuove -  progetto, pof, percorsi, debiti, obiettivi - che come dice il mio Virgilio (alias Mastrocola) appartenevano ad altri mondi, (l'architettura, il diving, la topografia, l'arte militare). Diventammo  più  accattivanti,  strizzammo l'occhio alla platea. Fummo, in una parola, più vendibili. Ora che la crisi economica è aumentata ancora di più,  bisogna invogliare il compratore ad acquistare. La scuola si adegua, al peggio. Siamo giunti al discount della parola.  
postato da: meriggio alle ore 16:25 | link | commenti (13)
categorie: riflessioni, divertissement
domenica, 16 ottobre 2005

I piedi

L'avatar scelto è provvisorio. Il piede, il giro caviglia piuttosto ampio, e il birkenstock marrone non mi appartengono. Tra qualche giorno si intravederà il mio vero piede,  con birkenstock rosa. Anche se fuori stagione, il birkenstock , soprattutto se è rosa, va immortalato. I piedi sono le estremità del corpo davvero importanti. Pensate ai milioni di anni che ci sono voluti per assumere la posizione eretta. Alla fatica di nostri antenati per diventare "animali intelligenti". Sì, la stazione eretta permise ai bipedi di sviluppare il cranio quanto era necessario a ospitare il cervello via via sempre più grande. E poi il piede è l'immagine che mi ricorda il cammino, il movimento, il percorso, il viaggio. Ah! Dimenticavo l'erotismo dei piedi, la filosofia orientale.  Oppure, visto che oggi è domenica, pensiamo al calcio e ai guadagni che si ottengono quando si ha un piede d'oro.Per me i piedi rappresentano anche  qualcosa di più profano. Con il piede si possono dare calci nel sedere e insieme al cazzotto simboleggiano i miei momenti di rabbia. Insomma, abbiate cura dei vostri piedi, così come io ne ho dei miei.
postato da: meriggio alle ore 19:43 | link | commenti (2)
categorie: divertissement, bazzecola
lunedì, 16 maggio 2005

Tre uomini

 Cammini per la strada affollata e non ti volti indietro per vedere se ci sono. Tra me, e te, la gente si infiltra, intralcia, rallenta i miei passi. Avrei voluto la tua mano per dire che ti appartengo, che ci apparteniamo. Ti allontani, e io faccio troppo poco per raggiungerti.Giochiamo a perderci. Forse, vogliamo perderci.

Questo, lei, avrebbe voluto che il primo uomo sapesse.

 

Sabato sera, ti ho visto, per la prima volta, molto stanco. Non  sono mancati il tuo sorriso e il tuo modo di scherzare. Le tue attenzioni nei miei riguardi, mi gratificano, secondo uomo, ma, mi imbarazzano anche  un po’, per la presenza degli altri. Ti vogliamo bene, e questo già lo sai, anche quando il tuo umore non è al massimo.

 Vorrei inviare un e-mail al terzo uomo per svelargli un segreto, quello di averlo sognato, come amante. E poi,  dirgli che adoro le sue paure e le risposte che si dà per superarle, e infine, invitarlo a bere un caffè, io e lui, da soli. 

  

postato da: meriggio alle ore 21:30 | link | commenti (10)
categorie: divertissement