Quattro spicce considerazionecelle sul ritorno dell'esame di riparazione.
In classe il fatto è sembrato normale. "Cosa cambia? " mi ha chiesto una ragazzina di prima. E' ingenua perchè di prima, o ha già capito tutto?
Per quelli di seconda e terza la notizia gli è letteralmente scivolata addosso.
Reazione diversa da parte di mia figlia, alunna di liceo classico. " Ma allora si è bocciati se non si superano i debiti?" Quando dico che ci sono scuole di seria A e scuole di seria B, sembro un marziana.
Due articoli, tra i diversi letti sull'argomento, hanno dato risalto a due aspetti legati al decreto del ministro Fioroni. Quello di "La Stampa" in cui si diceva che saranno gli insegnanti a a tenere i corsi, aiutati eventualmente da collaboratori esterni. I professori dovranno lavorare anche in estate? Dal ministero rispondo che i dipendenti statali hanno 30 giorni l'anno di ferie, e non di più. (Dimenticavo che negli ultimi anni il mio lavoro è molto, ma molto simile a quello degli impiegati dei diversi uffici amministrativi. Di che mi lamento? E io che pensavo a riempire i mesi estivi con lo studio, con serie programmazioni, con delle pubblicazioni, con qualcosa di intellettuale. Che ingenua!)
Punto uno. La vera questione. Gli insegnanti saranno disposti a stare tra i banchi sotto la canicola? Chi sarà disposto a lavorare ad agosto senza una remunerazone adeguata?
Punto due. L'ipotesi di ricorrere a collaboratori esterni cosa vuol dire che ci si affiderà a Cepu? Questa è la migliore che abbia sentito da Enrico Panini. Va sottoscritta.
Punto tre. Il rientro a scuola degli studenti significherebbe rientro anticipato delle famiglie dalle vacanze. A Capri i ragazzi sono nel pieno dell'attività lavorativa. Noi abbiamo studenti lavoratori. Questo il ministro lo sa, spero.
In ultimo. Ma qui entriamo nel vivo della questione. E ritorniamo alle collaborazioni, oggetto di durissime critiche da parte di Panini, il cui intervento è riportato da Il manifesto. Riporto per intero il passaggio. "In questo modo al posto di fornire risorse perchè la scuola risolva al proprio interno i problemi che l'affliggono, si appaltano settori dell'attività didattica dall'esterno. Si procede a una privatizzazione inaccettabile di cui conosciamo già i beneficiari, e si contravviene peraltro a un documento votato all'unanimità dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione in cui si auspicava la fine del ricorso ai privati. Più avanti nell'articolo ancora Panini " Non si può dare denaro a soggetti privati quando i dipendenti del pubblico sono sottopagati. Non è accettabile. per i servizi che i professori già impiegati a tempo pieno non riuscirebbero a fornire, le società ricorrerebbero agli oltre 100mila precari disponibili sul mercato. precari creati dallo stato per risparmiare sulle nuove assunzioni e che invece di essere stabilizzati verrebbero resi ulteriormenyte vulnerabili in un mercato del lavoro sempre più privo di regole e che ora si vorrebbe addirittura estendere."
Chiaro? Ora, forse, la questione degli esami di riparazione può essere vista da più angolazioni.