Satura

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni.

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mercoledì, 24 settembre 2008

Mi hanno rubato lo Scuorno

Stamattina ero all'ASL per analisi legali.
Avevo con me "Scuorno" di Francesco Durante che avevo quasi finito di leggere. Devo averlo appoggiato sul marmo della finestra, mentre chiedevo informazioni. Dopo un po' mi accorgo che mi mancava qualcosa, realizzo  che a mancarmi era proprio il libro. Ritorno sugli stessi luoghi. Niente. Fottuto.
Mi è dispiaciuto molto, per due motivi. Lo aveva letto già prima di me P. era passato tra le sue mani  e poi io lo avevo sfogliato, aperto e rinchiuso, poggiato sul mio comodino per diverse sere. Era stato con me, come per tutti i libri che leggo. Mi rendo conto che  questo discorso può fare un po' ridere, il fatto è che io sostengo il diritto di "appartenenza" del libro, infatti non li chiedo mai in prestito, in quanto credo che tra  lettore e autore si instaura spesso una vera e profonda relazione, soprattutto quando il libro è sulla nostra stessa lunghezza d'onda. L'altro motivo è che con il libro ho perso anche il segnalibro che mi regalò mia figlia di ritorno dal suo primo viaggio a Barcellona. Raffigurava un famoso dipinto di Dalì.
Per il libro, P. è stato, come sempre, molto carino e solerte, ne ha comprato un altro. Il segnalibro verrà sostituito.
postato da: meriggio alle ore 15:20 | link | commenti (7)
categorie: frammenti di vita, leggere, fare a cazzotti
domenica, 13 luglio 2008

Con lode

Analisi come queste
mi danno ai nervi. Alla faccia di quelli che ci vogliono denigrare. Io ho avuto il massimo dei voti all'Università, con lode. Tiè.
Con gli stipendi di fame che ci ritroviamo vorrei vedere io chi non è insoddisfatto. A fronte di certi contratti di cui so, che riguardano il mondo dei media, delle libere professioni, per non dire dello spettacolo la remunerazione degli insegnanti è misera, misera, misera.
postato da: meriggio alle ore 20:20 | link | commenti (6)
categorie: attualità, fare a cazzotti
mercoledì, 11 giugno 2008

Interregno

Salvate piazzetta Rodinò dagli stronzi che vi parcheggiano le moto e le auto, pur essendo zona a traffico limitato, da quelli che gettano monnezza nelle fioriere. Salvate piazzetta Rodinò dai chiattilli di quartiere e da quelli di fuori quartiere. Salvate Napoli dai napoletani.
postato da: meriggio alle ore 19:28 | link | commenti (9)
categorie: fare a cazzotti
lunedì, 05 maggio 2008

Una fermata, 37 euro.

Ho intuito che potessero essere controllori ma non ho fatto in tempo a cambiare direzione. Trafelata, come al solito, per non perdere l'aliscafo. Spesso mi capita di intuire, spesso mi capita di non avere la reazione pronta. Avrei dovuto fermarmi, invece, sono salita con loro sul tram, davanti a "Il Mattino". Hanno chiesto i biglietti e, uno tra i passeggeri - ho fatto in tempo a vedere che era un giovane uomo - si è alzato di botto, finendo proprio  contro il controllore. Qualche tentativo di fermarlo, ma l'autista, nel frattempo, aveva aperto la porta. Scappato. Mi sono allontanata, temendo una colluttazione e poi frugavo nella borsa alla ricerca di un biglietto che in genere ho sparsi tra portafogli, taschini della borsa, e abbonamento vari. Stamattina, niente biglietti. Nè avevo avuto il tempo di comprarli in edicola. Lui intanto aspettava.  Mi dia il tempo di cercarlo, sono salita con lei - dico io. Niente. Di biglietti nemmeno l'ombra. Non mi resta che passargli il mio documento. Scendiamo. Lui finisce di scrivere. Intanto passa del tempo. Quello delle 8,10 è perso, oramai. Buona giornata, dice, godendo con gli occhi e mi passa il verbale. Col cacchio, buona giornata.
Una sola fermata. Da via Arcoleo a via Mariina (prima fermata, subito dopo la galleria) mi è costata 37 euro. Col cacchio.
Salgo sull'aliscafo, sono incazzata.  Mi sento i Clash, meno male che ci sono loro.



 
postato da: meriggio alle ore 22:50 | link | commenti (6)
categorie: musica, frammenti di vita, fare a cazzotti
mercoledì, 02 gennaio 2008

Ricominciamo


L'avrete già letta in molti. Rileggetela.
Forse le persone oneste dovrebbero far sentire di più la loro voce. Forse bisognerebbe manifestare perchè ci sia una seria raccolta differenziata. Forse qualcuno fra chi ci amministra dovrebbe chiedere le dimissioni. Forse i nostri studenti e i nostri figli dovrebbero farsi portavoce, ora che ricomincia la scuola, di una politica che sia difesa della salute dei cittadini e del territorio. Forse servirebbe che ogni scuola campana, ogni dirigente scolastico, ogni collegio si pronunciasse a favore dei termovalorizzatori. Forse occorrerebbe l'esercito.

L'aria ovviamente era bellissima da respirare, bella come lo spettacolo che si poteva ammirare ed ovviamente priva di diossina.

Pensare che c'è chi attacca le forze dell'ordine che fanno il loro dovere a caricare i camorristi fuori dalle discariche ed dai siti di stoccaggio, impediscono ai camion di scaricare i rifiuti.

Pensare che c'è chi difende i camorristi che non vogliono che vada in funzione l'unico termovalorizzatore che abbiamo (paura della diossina ... e noi che respiriamo da anni coi rifiuti in fiamme per le strade? E tutti gli altri paesi civili d'Europa che hanno i termovalorizzatori?)

Pensare che c'è chi si oppone all'apertura di nuovi siti dove conferire i rifiuti.

È ora di pulire le strade.

È ora di difendere la nostra salute e di smetterla coi giochetti di chi vuole che questa situazione persista in eterno. Solo queste persone hanno interesse che si chiudano i siti esistenti e non se ne aprano di nuovi. Non possiamo difenderli. Non è più ammissibile.

Noi la spazzatura la buttiamo. La camorra ci mangia.

Mandiamo l'esercito avanti ed i camion dietro a scaricare.

Puliamo le città. Evitiamo la catastrofe. Evitiamo le epidemie ed i tumori.

Spero che questo serva a farvi capire la dimensione del problema. Sono mesi che non ritirano la spazzatura da qui ed anni che dura l'emergenza.

Come è possibile che invece di pensare a dove andare a riporre tutte queste tonnellate di spazzatura che infestano le città si pensa a dire no a possibili soluzioni per tamponare l'emergenza?

Se lo dico è perché è una situazione che vivo di persona e perché ho il coraggio di dire le cose come stanno. Spero di non sembrare presuntuoso e mi scuso se può sembrare il contrario. Poi si sa, qui si fa presto a pensare male, ma io ho il coraggio delle mie azioni e mi assumo le responsabilità di quello che dico.

Evidentemente qui non è solo colpa della sinistra, altrimenti ad esempio, non si spiegherebbero certi dirigenti di società miste nate per gestire la situazione rifiuti nominati grazie ad uomini di opposta tendenza politica quando al governo c'erano altri. Società che non potevano partecipare a gare ed appalti perché erano in odore di camorra ed avevano il veto delle autorità. Società che sono andate in liquidazione dopo aver dilapidato milioni di euro dei contribuenti.

Allora due sono le cose: o quando passeggio per le strade della mia città e dei dintorni e quando mi affaccio dal balcone, sogno e vedo e respiro una realtà che non è reale, o sono io che non ho capito niente e continuo a non capire.

Noi non dovremmo difendere nessuno se non i cittadini onesti e la loro salute, prima ancora che la loro dignità. Ecco qual è la priorità. Pulire le città, non chiudere i siti ufficiali. Perché si permette che persistano solo le discariche abusive gestite dalla camorra e ci foderiamo gli occhi di prosciutto? Perché la gente non protesta davanti alle discariche abusive della camorra?

Lo sappiamo tutti che è così.

Se sbaglio qualcosa fatemelo notare, non sono perfetto, può darsi che sbagli e che mi convinca che è così, può darsi che riesca a convincere anche quei due vecchietti di novanta anni, miei vicini di casa, che mi hanno telefonato disperati perché quelli della società dei rifiuti avevano posto dei container pieni di rifiuti in decomposizione fuori la loro abitazione e non potevano più aprire le finestre ed uscire di casa. Può darsi che ci riesca. Se volete ve li faccio conoscere. Loro non vanno a protestare. Loro non ce la fanno. Loro chiamano le istituzioni perché sono brava gente.

Scusate lo sfogo ma vi prego di pubblicare almeno il video: servirà sicuramente a qualcosa.

Grazie.

Buon anno.
(www.repubblica .it)
postato da: meriggio alle ore 17:36 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni, fare a cazzotti
lunedì, 16 luglio 2007

Quel coglione

E' da un po' di tempo che vado cercando la questione, come si dice qui da noi. Quando vedo qualcosa che non non va nel verso giusto, e qui a Napoli ce ne sono tante, chiedo, domando e interpello. Oggi pomeriggio, sono passata per piazza dei Martiri. Erano dopo le sei, credo. Immaginate questa piazza, piena di ciclomotori dal lato delle fioriere, le uniche, quelle che delimitano la strada, percorribile dalle auto, dalla piazza vera e propria. Piena di macchine, laddove ci sono divieti di sosta, cioè il lato dello sportello bancario, lungo il negozio di Armani e ancora più su, a salire verso via Filangieri, dal lato della farmacia. In piazza ci sono, ferme, due auto dei vigili e una per le ganasce. Mi fermo ad aspettare che succeda qualcosa in quel caos totale. Macchè. Non succede niente. Allora mi avvicino a quella faccia di rimbambito che se lo vedo la prossima volta gliele dico quattro, e gli chiedo con il tono di chi non vuole mettere in dubbio la sua competenza e autorità, se quella zona a fianco alle fioriere sia diventata zona di parcheggio per i motorini. Il coglione mi risponde di sì, che possono parcheggiare. Mi dice pure che le macchine in sosta hanno il permesso come invalidi. Niente di tutto questo era vero. Gli rispondo che per la sosta dei motorini non vedevo e non leggevo nessun cartello e che per le auto, mi sembravano troppe. Lui addirittura mi dice "Non ci crede vero?".  E no, non ci credo. Infatti, poco prima davanti a me una giovane famigliola, dopo aver parcheggiato nella zona vietata si è rimessa tranquillamente in auto, con la busta dell'acquisto ed è andata via. In piazza, in quell'istante c'erano le due macchine dei vigili, più quella delle ganasce. Addà funnì 'sta storia. 'Sta mala storia. 
postato da: meriggio alle ore 23:04 | link | commenti (6)
categorie: fare a cazzotti
lunedì, 18 giugno 2007

I più hanno taciuto

Ho la brutta abitudine di scendere per la spesa verso sera. Diciamo poco prima delle otto. Passo per via Alabardieri e poi per via Belledonne e mi avvio verso i supermercati che si trovano uno vicino l'altro in una traversa di via Imbriani. Quando scendo molte persone del quartiere, e non solo quelle,  si intalleano per bar e baretti, per l' happy hours, per il vino con gli stizzichini o per la pizza e i contorni. Non mi dispiace che ci sia movida. Tutt'altro. Tante volte ho scritto dell'atmosfera piacevole che si crea, quando luci e musica si diffondono per le strade per quello che è un rito, un'abitudine, a volte effimero e fastidioso, soprattutto per chi abita nei palazzi sotto i quali si trovano i locali, altre volte piacevole, perché; caratteristico del nostro tempo. Forse poi ci troveremo al bar, oppure non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai...Ebbene mi ritrovo a camminare con due buste una per lato, a volte tre se mi fermo dal fruttivendolo. Faccio fatica a camminare sui basalti sconnessi e devo fare slalom tra ghepardi e leonesse sotto forma umana, insomma tra quelli che pareano (nell'accezione che conosco io fin da ragazza: non fare niente). Per non dire di quelli che passano sui moltocicli, a dispetto del divieto, e che ti pompano in faccia il gas di scarico. Non sono l'unica a fare la spesa a quell'ora. Pensate che questi due supermercati hanno fatto la loro fortuna con un bacino di utenza così ampio. Il quartiere è molto popoloso. Ma la buona borghesia napoletana che passa tra munnezza varia, non dice nulla. Le signore, le signorine e i giovanotti spesso agghindati, spesso anche loro con buste colme di cibo attraversano quella immonda via Imbriani come se avessero il prosciutto sugli occhi. Mai un cenno di impazienza, forse per paura che si formino le rughe. Forse perché manifestare il proprio disappunto è politicamente scorretto. Forse perché se il napoletano alza la voce può sembrare un "napoletano". Via Imbriani è la via del mercatino. Di mattina ci sono le bancarelle. Quando smontano, quello che resta per terra è indescrivibile. Poco dopo nello spazio occupato di mattina dai banconi, arrivano le macchine. Lì, si può parcheggiare. La monnezza resta tra le ruote delle auto in sosta. Il presidente della circoscrizone esiste ancora?Boh...

Non è mica finita. Il supermercato più grande, non faccio nomi per non fare pubblicità, ha un'uscita laterale su via Imbriani per i carichi.  Da qui depositano, stasera erano le sette e mezza circa, spazzatura varia che sembra vomito, perchè le buste sono trasparenti. Sono i resti del reparto salumeria e pescheria. Passo e con me altre persone vicino alla monnezza, quasi ogni sera. Vero è che viene prelevata. Sono già fortunata. Parlare di spazzatura di questi tempi, è rischioso. Ad ogni buon modo. mai sentito nessuno lamentarsi. Stasera dovevo essere particolarmente poco disposta a sopportare questi aspetti del vivere quotidiano in una città come Napoli, in un quartiere che si dice "bene" (quanto detesto questa parola!). Dunque ero nel supermercato più piccolo, anche qui non faccio nomi. E' abitudine dei commessi mettere in ordine, riempire gli scaffali mentre la clientela fa la spesa. Stasera con una scala stavano staccando dal soffitto dei cartelloni promozionali. Ebbene, chi conosce il supermercato sa quanto è piccolo. I dipendenti facevano tranquillamente il loro work in progress. Addirittura, non esagero, la cassiera spazzava. Non era l'ora della chiusura. Non ho potuto trattenermi e ho fatto notare che già il locale è piccolo  (e secondo me non è per niente in regola con le norme sulla sicurezza), poi si mettevano anche loro a intralciare il passaggio... Il commesso mi ha detto che dovevano farlo proprio allora, perchè poi dopo chiudevano e sarebbero andati via. E grazie ho pensato.  Ci credo, con quella megera della proprietaria che vuoi che facciano pure gli straordinari pagatI? E quando mai si è visto? Sul disagio provocato alla clientela si è smorzato lo scambio di parole. La borghesia taceva. I più hanno  taciuto.   

postato da: meriggio alle ore 20:36 | link | commenti (17)
categorie: fare a cazzotti
sabato, 05 maggio 2007

Come un canile

"Chiedo la condanna degli imputati a nome dei 27 bambini e della maestra uccisi dal crollo della scuola Francesco Jovine, costruita come non si costruisce nemmeno un canile, senza il rispetto di alcuna norma di legge. Una scuola frutto di decisioni assassine, che ha fatto conoscere al mondo il volto dell'Italia peggiore, quella più cinica, più sguaiata, più disabituata al rispetto delle regole più elementari. Otto ore di requisitoria appassionata, lucida, documentata fino nei dettagli, rigorosa nell'impianto logico, quella del procuratore di Larino, Nicola Magrone. Nella sala ricevimenti di un albergo adibita ad aula di giustizia, sala gremita, gente commossa. E poi i genitori dei bambini. C'erano tutti. Attenti, silenziosi. mai un gesto fuori posto, mai un commento superfluo, in certi momenti pareva che nemmeno respirasssero". Altrochè angeli di San Giuliano uccisi dalla fatalità.

Carlo Vulpio, sul Corriere di stamattina.

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categorie: riflessioni, fare a cazzotti
martedì, 20 marzo 2007

...ma Bassolino, che cazzo fa?

Non sto a dire come e perchè stamattina sono stata in periferia a ritirare certi documenti. Sono uscita di casa tra le dieci e le dieci e mezza. Sono rientrata alle dodici e ventuno. Ero nella zona di Capodichino per intenderci. Non mi sono stupita per il traffico, endemico a Napoli, quanto per lo stato di penosa incuria di via Marina. Vere e proprie zolle di asfalto su di un manto stradale (se lo si può ancora chiamare così) tipico di una città di un paese dell'Africa subsahariana, dilaniato dalla guerra civile. Peggio di un anno fa. Acqua impatanata, vera e propria disgrazia per quei poveretti che, fermi ad aspettare il tram, devono ripararsi non soltanto da quella che cade dal cielo ma anche da quella sporca e fangosa che gli schizzi di non sempre avveduti autisti riversano su di loro. Bestiemme e parolacce d'obbligo.

 Per la nota paesaggistica. Il mare fluttuava tra il grigio piombo e il perlaceo. Neve sul Vesuvio.

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categorie: fare a cazzotti
sabato, 25 novembre 2006

Ancora news da Napoli

ll post che stavo scrivendo ieri iniziava in questo modo " Non sono bastati e non basteranno le agghiaccianti copertine di uno dei maggiori settimanali italiani, le inchieste giornalistiche televisive di Report, di Ballarò, di Annozero, le autorevoli opinioni di vecchi e giovani scrittori, il racconto romanzato o la finzione raccontata, il quotidiano e continuo racconto di cronaca dei giornali cittadini sugli omicidi, sulle rapine, sui disoccupati che occupano il Duomo, sugli istituti allagati, sulla bibiloteca rionale incendiata; la fiction televisiva del momento e la strumentale o reale querelle sulla fiction, gli accesi dibattiti, o presunti tali, in rete; e fuori rete quelli tra amici, tra conoscenti, tra colleghi, tra cliente e parrucchiere, tra cliente e salumiere. Qui, proprio qui, a Napoli, tutto è uguale a prima. Niente è successo. Non siamo così ingenui da credere che la situazione possa migliorare dall'oggi al domani, nè come in un sogno, ci aspettiamo che in brevissimo tempo le nostre strade siano pulite fin dal mattino presto, i nostri quartieri ordinati, godibili al passeggio, senza macchine in sosta vietata, senza motorini ad ostruire marciapiedi." Avrei continuato il mio post di ieri, descrivendo un po' quello che, di venerdì sera, ho visto nel quartiere Chiaia, il quartiere nel quale abito, e quello che ho visto ieri non è poi così diverso da quello che ho visto stasera. Lasciamo perdere le etichette, quelle nuocciono solamente. Il quartiere Chiaia-S. Ferdinando è noto come quartiere di rappresentanza. Via Calabritto con i suoi eleganti negozi, piazza dei Martiri con la caffettiera e poi a salire via Filangieri con i suoi bei palazzi e via dei Mille, lunga e leggermente sinuosa fino a piazza Amedeo e mi fermo qui, ma dovrei ricordare anche via Poerio, via Cavallerizza, via Belledonne, piccole stradine che tra negozietti e baretti vari portano verso piazza S. Pasquale e la villa comunale. A ritroso, via Chiaia, fino a piazza Plebiscito, ma rischio di allontanarmi troppo. Dicevo di quello che ho visto stasera. Dunque. Moto, motorini, vespe che oltrepassavano le linee entro le quali è permesso sostare, all'inizio di via Chiaia. Macchine ferme dove c'erano divieti di sosta, vicino e di fronte alla Tortiera, all'inizio di via Filangieri. A piazza dei Martiri, dietro le fioriere che delimitano la strada dalla piazza, motorini in sosta. Cappella vecchia invasa dalle...vespe. A via Filangieri, un lungo tratto è occupato dai ciclomotori, quelli dei commessi dei negozi. Ecco, vorrei suggerire all'amministrazione un ampio e comodo spazio urbano, vuoto per la maggior parte dei mesi dell'anno. A Natale potremmo risparmiare denaro pubblico sulle opere d'arte moderna e contemporanea che poi la gente comune non capisce; arrediamola con le quattro ruote, le due ruote, e così via, com'era un tempo. Piazza Plebiscito di una volta. Se non ve la ricordate perchè troppo giovani fate una ricerca, ci sono ancora delle foto, da qualche parte. Sul Corriere del Mezzogiorno di stamattina Alemi, capo dei giudici di Napoli, nel '93 candidato a Palazzo San Giacomo ha detto che la situazione a Napoli è sconfortante. " Vedo una Napoli bruttissima e nessun progetto serio. Vedo disordine, sporcizia, cittadini che non rispettano le regole e nesssuno che gliele faccia rispettare. Qui si lamentano della criminalità, ma le cosiddette persone perbene sono le prime a non rispettare le leggi. Non vedo vigili in strada. Sono tremila ma in strada ne vanno solo 600. Mancano i controlli. Colpa di chi comanda e ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Ma colpa soprattutto di chi la macchina comunale dovrebbe farla funzionare, dai capi dei dipartimenti ai dipendenti". Io, invece, i vigili li ho visti, stasera. Erano fermi a guardare le macchine e i motorini in divieto di sosta.
postato da: meriggio alle ore 22:07 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni, divertissement, ho visto, fare a cazzotti
venerdì, 27 ottobre 2006

Incantevole era il mare, dopotutto.

Oggi è stata una giornata nervosa. Incominciata come se dovessi sostenere un esame. Avrei voluto starmene da sola, sull'aliscafo, e sentire musica. Invece, una collega che muore se non parla con qualcuno, (la chiacchiera, la solita banale chiacchiera che mi indispone se fatta poi di prima mattina) mi ha invitata a sedermi vicino a lei. Stavo per dirle che di mattina presto sono scontrosa e taciturna (non sempre è vero) e invece, no. Mi sono seduta e abbiamo chiacchierato, tra le altre cose, della finanziaria, della copertina di Panorama, dei suoi e dei miei alunni. Infine mi ha dato appuntamento per venerdì mattina per parlare di Gomorra. Ma fa sul serio? Per venerdì mattina devo ricordarmi di indossare qualcosa che mi renda irriconoscibile. Mimetizzarmi nella folla. Incantevole era il mare dopotutto, a marina grande.
postato da: meriggio alle ore 15:17 | link | commenti (7)
categorie: fare a cazzotti
venerdì, 13 ottobre 2006

Addavenì

Notizie come queste andrebbero reiterate tutti i giorni. In prima pagina.

L'Ansa ha diffuso le anomalie delle dichiarazioni dei redditi del 2005

I gioiellieri guadagnano meno dei maestri

In Campania i dentisti risultano più poveri dei poliziotti. Visco: «In alcune provincie iregolarità superiori al 50%»
postato da: meriggio alle ore 20:50 | link | commenti (9)
categorie: fare a cazzotti
sabato, 30 settembre 2006

Cronaca di una s-cortesia.

Stamattina arrivo di corsa al Molo Beverello. Alla biglietteria mi dicono che l'aliscafo delle 9,10 è completo. Il tempo di capire se ce n'è un altro dellla stessa compagnia e a che ora, e di nuovo corro per mettermi in fila all'altro sportello. Sono affannata per la corsa e non faccio caso alla fila, in pratica vado un po' più avanti, sopravanzando due-tre persone, tante ne riesco a vedere con la coda dell'occhio. Di fianco a me c'è un tipo, capelli brizzolati, di poco oltre la quarantina. Poco prima abbiamo corso insieme, ma davvero corso, e meno male che sono ancora un pò allenata, nel tentativo di salire su quello delle 9, 10. E' arrivato pochi istanti prima di me in coda all'altra biglietteria.Parla con due anziane donne, in un ottimo inglese, così pare a me, ad orecchio. Sono ferma lì, ormai da alcuni minuti, quando una voce dal tono belligerante, alle mie spalle, mi chiede se vado a Capri. E' quella di un uomo sulla sessantina, capelli bianchi, casacca bianca di cotone, sembra napoletano. Alla mia risposta affermativa, mi fa notare che non ho rispettato la fila, gli dico che nella fretta non ho fatto caso a quante persone c'erano prima di me, e con un tono di voce con il quale anch'io dichiaro aperte le ostlità,  sto per aggiungere che io a Capri ci vado per lavoro e non per turismo e che avrei voglia di dare quattro calci in culo proprio a questi turisti del cazzo che sembrano avere più fretta degli altri, soprattutto i giapponesi, che corrono corrono anche quando sono in vacanza. Non dico niente di quanto in un istante mi passa per la mente e replico con il tono ostile di voce che mi è rimasto, che può andare avanti.  Interviene il tipo che parla in inglese e rivolgendosi al signore anziano gli dice che sono arrivata con lui. L'anziano signore quasi si scusa e fa un passo indietro. A questo punto io faccio la scontrosa e l'offesa e dico che non è necessario. Avanziamo nelle fila e lui di nuovo a cedermi il passo e io di nuovo a rifiutarlo. Alla fine cedo, vado avanti. Quando salgo sull'aliscafo, l'uomo brizzolato è seduto, gli passo accanto e con un sorriso lo ringrazio. Prego, mi dice lui.

Dove vanno le centinaia di turisti che sono scesi dalle navi di crociera attraccate nel porto? Villaggi sull'acqua, alberghi ambulanti. Scena felliniana.   

postato da: meriggio alle ore 16:43 | link | commenti (6)
categorie: divertimento, fare a cazzotti
sabato, 01 luglio 2006

Cara Miseno

Perchè il silenzio di un sabato di inizio luglio, qui dove mi trovo, ha qualcosa di insopportabile? Sono stata a Miseno. Bellissima come sempre, se fosse meno affollata sarebbe un paradiso. Quando sono arrivata c'era il sole. Poco dopo si è annuvolato tutto. Il tempo di fare un bagno, di asciugarsi e poi alzare i tacchi e andare. 5 euro per entrare nella "cittadella". Il vigile mi ha detto che funziona così da quattro anni. Possibile che io manchi da lì da tanto tempo? Ci sono stata l'anno scorso e non ricordo di aver pagato. Altri 5 per il parcheggio. 21 euro per un ombrellone e due sdraio. Tutto questo per stare lì appena due ore.
postato da: meriggio alle ore 17:57 | link | commenti (26)
categorie: fare a cazzotti
lunedì, 12 giugno 2006

Polemica

Sto leggendo Gomorra di Roberto Saviano. Sono arrivata quasi a metà, al capitolo sulle Donne. Le donne di camorra, o meglio del Sistema, la parola camorra nessuno la usa più. Su "Il Mattino" di oggi, nella pagina "Cultura", interviene Giuseppe Montesano. Interviene polemicamente. Innanzitutto che cos'è Gomorra. "Non è un romanzo, perchè ciò che racconta non è immaginazione; non è un saggio, perchè ciò che analizza non è teoria; Gomorrra è letteratura che usa il reportage per raccontare la realtà".

Che cosa racconta Saviano? Racconta il mondo devastato, corrotto, marcio, incancrenito, putrefatto di una parte della Campania. Quella che va da "Scampia a Casal di Principe, dal Villaggio Coppola a Mondragone, a Licola e oltre.

Perchè Montesano è polemico? Perchè lui assume il punto di vista dell'uomo comune, del cittadino che vive lì, che abita con la propria famiglia e i propri figli e vorrebbbe chiedere alle istituzioni. "Avete letto? Vi risulta la speculazione affaristica della camorra? Il traffico dei rifiuti, della droga del denaro sporco reinvestito? Non doveva già risultarvi? O forse vivete in un mondo separato dal nostro? E se la risposta è sì, se è reale anche solo una parte di ciò che Saviano racconta, perchè siamo a questo punto? E dobbiamo restarci a vivere o a morire? O è possibile svoltare? Ecco, è questo che un semplice cittadino che abita nel mondo raccontato da Saviano vorrebbe sapere: ma, forse, vuole sapere troppo".

Io, invece, vorrei che queste parole, quelle di Saviano e quelle di Montesano, si tramutassero in cahiers de doléance, che chi ci ha governato e chi ci governa, chi ci ha amministrato e chi ci amministra, chi ci ha tutelato  e chi ci tutela, chi ha giudicato e giudica, rispondesse, quanto prima rispondesse. Intervenisse, quanto prima intervenisse.

postato da: meriggio alle ore 15:13 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, leggere, fare a cazzotti
martedì, 17 gennaio 2006

Una squallida carogna

Per essere una carogna, è una carogna. Il ragazzo quattordicenne che domenica all'alba, al Corso Vittorio Emanuele a Napoli, con la complicità di altri compagni, ha rapinato e poi da solo ha violentato la donna trentenne, minacciandola con una pistola, non può che essere definito tale. Poi, certo, vengono in aiuto per capire, gli elementi sociologici e le dichiarazioni di questo o quel politico, si apre il dibattito e si discute se sia il caso di abbassare a dodoci anni la soglia di punibilità per i minori, se non sia il caso di denunciare i genitori che non garantiscono la scuola dell'obbligo ai propri figli ( come se quest'ultima avesse le risorse per combattere il degrado sociale e culturale di provenienza dei ragazzi). Si dice allora che le istituzioni debbono investire "maggiori risorse nelle politiche educative e sociali nei confronti dei minori e delle famiglie indigenti che vivono nelle aree metropolitane. Che i bambini di undici, dodici, e tredici anni hanno il diritto di essere educati e tutelati a loro volta anche dalla violenza esistente nel loro stesso habitat familiare" (Raffaele Porta, assessore all'Educazione del Comune di Napoli). Giusto, sono molto d'accordo, ma io credo anche nel libero arbitrio e l'idea che sia una squallida carogna nessuno me la toglie. A qualsiasi ceto sociale appartenga, è una squallida carogna. 

postato da: meriggio alle ore 18:27 | link | commenti (13)
categorie: riflessioni, fare a cazzotti
domenica, 27 novembre 2005

Solo pregiudizi.

Qualche giorno fa un collega, piccoletto e dal viso rubicondo, con un bell'italiano, mi chiede dove abito. E' un domanda pleonastica, lui sa già la risposta, ma la fa lo stesso con un sorriso e una voce gentili. Cerco di essere vaga, come sempre, difendo il mio privato. Lui individua il nome della strada prima che io possa rispondere. "Ma la conosco, come è bello lì," mi dice."Ci sono un'enoteca, un ristorante  e tanti negozietti". Nascondo il mio disappunto con un sorriso di convenienza e mi chiedo, chi glielo fa fare di recitare la parte? E poi chi gliele dà queste informazioni? Il tipetto continua, ricordando una sua esperienza in una scuola di Posillipo. Era primavera e sulla spiaggia del bagno Elena scendevano le signore-bene a prendere il primo sole. E lui si godeva lo spettacolo.

Già l'espressione "signore-bene" mi provoca una reazione allergica non visibile per sua e mia fortuna. Sui giornali ricorre spesso la parola "Napoli- bene" per designare il quartieri di Chiaia, San Ferdinando, Mergellina e Posillipo. Per convenienza ed economicità di concetti si è soliti definirne anche il ceto sociale. Vivono in prevalenza avvocati, magistati, dottori, artisti, professori universitari e altri. Non solo. A ridosso di via Chiaia ci sono i quartieri spagnoli, quel dedalo di viuzze di cui a torto o a ragione si parla sulle pagine di cronaca nera. Mergellina è nota anche come centro di pescatori, e ne conserva ancora le tracce. Subito dopo Posillipo si estende Bagnoli, ex-quartiere operaio, popolare, con l' acciaieria abbandonata e  diffuse sacche di povertà.Insomma, non si può semplificare sempre e ripetere come pappagalli espressioni che hanno senso in un contesto e non in altri. Ma poi cosa gli fa pensare  che io sia una signora e non invece "una per cui la guerra non è mai finita"? 

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sabato, 23 luglio 2005

Sii paziente!

Rido, mentre scrivo, perchè prima che si aprisse la pagina per fare un post, sono comparse due paroline " Sii paziente!". Le leggo come un segno, un segno positivo, da qui anche il titolo del post. E sì, ne occorre di pazienza nella vita! Dopo aver letto un messaggio di un carissimo amico, sulla nostra comune e precaria situazione lavorativa, mi è venuta la solita voglia di fare  a cazzotti, contro ignoti. Prendere a pugni qualcuno, non so chi, oppure prendere a pugni qualcuno come simbolo di qualcosa. Che so, una certa Signora, una Donna, una manager. Sputarle in faccia, a lei, e a quelli come lei. Ma vedi tu, se uno per fare un cazzo di lavoro che non ti arricchisce manco un pò deve penare tanto!!  Ci dovrebbero baciare i piedi, stì coglioni!! Con chi cazzo credono di avere a che fare. Abbiamo famiglia e figli e una vita, una vita. Lurido paese di merda. Non sono stata paziente, lo so. Oggi sono così. 

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